FROSINONE - MANCA UNA VISIONE DELLA MOBILITA' SOSTENIBILE
- Tommaso Villa
L’imminente partenza del Bus Rapid Transit (BRT) a Frosinone, prevista per l’inizio di settembre, viene presentata come una svolta per la viabilità cittadina. Tuttavia, osservando i dettagli dell’infrastruttura che si sta ultimando, la città rischia di perdere un’occasione fondamentale per una mobilità pubblica funzionale ed ecocompatibile per il capoluogo di provincia. Infatti, un sistema BRT funzionale ed efficiente non è un semplice autobus che viaggia su una corsia pitturata sull’asfalto, ma un’infrastruttura complessa, progettata per offrire tempi di viaggio certi, un’elevata frequenza e una viabilità scorrevole. Il progetto in fase di realizzazione a Frosinone, purtroppo, tradisce i pilastri fondamentali di questo sistema e rischia di creare più disagi che benefici ai cittadini.
Per come si stanno ultimando i lavori del percorso del BRT di Frosinone, sono evidenti le carenze progettuali che non rispecchiano le caratteristiche di un vero Bus Rapid Transit. Non saranno presenti corsie dedicate e separate, mentre un vero BRT richiede un tracciato fisicamente isolato dal traffico privato tramite cordoli o barriere: solo così, infatti, si impediscono le interferenze con i veicoli privati e si garantiscono velocità costanti e superiori a quelle del normale flusso veicolare. A Frosinone, la mancanza di una separazione fisica netta e invalicabile rischia di trasformare le corsie in zone di sosta abusiva o di invasione da parte delle auto, vanificando la rapidità del servizio, con la certezza che il traffico aumenterà invece di diminuire, creando ulteriori problemi di circolazione.
Poi, manca in gran parte del percorso una vera priorità semaforica. Un sistema efficiente comunica con i semafori lungo il tragitto, allungando il verde o accorciando il rosso al passaggio del bus. Senza questa tecnologia, il mezzo rimane bloccato agli incroci come qualsiasi altra automobile, azzerando il vantaggio della corsia preferenziale. Inoltre, si stanno predisponendo a Frosinone delle semplici fermate invece di “stazioni”, quando il BRT richiederebbe banchine rialzate per un accesso a raso (a filo con il pianale del mezzo) per facilitare l’ingresso anche a carrozzine e passeggini, unite a biglietterie automatiche a terra.
Accelerare la salita e la discesa è cruciale per i tempi di percorrenza di un BRT, ma l’assetto che si sta realizzando ricorda le tradizionali – e lente – fermate dell’autobus. I dubbi riguardano anche i tempi di percorrenza, dato che solo poche centinaia di metri del percorso attuale consentono al BRT di viaggiare senza l’intralcio del traffico cittadino, col rischio di trasformarlo in un normale servizio di linea urbano. Dunque, mancano le evidenze di veri nodi di interscambio per l’integrazione tariffaria e modale, così come di un monitoraggio capillare in tempo reale gestito da una centrale operativa visibile all’utenza tramite tabelloni elettronici.
Il grande vantaggio di un BRT è l’efficienza economica e temporale, in quanto permette di ottenere la capacità di trasporto passeggeri oraria di una metropolitana sotterranea, ma con costi e tempi di cantiere drasticamente inferiori. E benefici pure ecologici, grazie ai mezzi elettrici e alla riduzione del traffico veicolare dei suoi fruitori. Però, realizzarlo a metà significa sopportare i costi dei cantieri senza raccoglierne i benefici, e addirittura trasformare una possibile soluzione in un problema per la città.
Con la verniciata di verde sull’asfalto fatta dall’amministrazione Mastrangeli per il BRT, inoltre, si andranno a ridurre i posti auto, eliminandone di fatto quasi duecento tra via Aldo Moro, via Don Minzoni, via Puccini e via Marittima. Nel frattempo, i parcheggi di interscambio previsti non saranno pronti prima di qualche mese (in via Mola Vecchia e in via Licinio Refice) e quello in via Maria è solo un progetto ancora sulla carta. Ad essere penalizzate, inevitabilmente, sono anche le attività commerciali.
Frosinone sconta un altissimo tasso di motorizzazione e una situazione ambientale gravemente compromessa, dove i livelli di inquinamento si riflettono direttamente e pesantemente sulla salute dei cittadini. Per questo, gli amministratori hanno la responsabilità di affrontare concretamente la questione: la realizzazione di un BRT potrebbe creare le condizioni migliori affinché il ricorso all’auto privata diventi in un tempo abbastanza breve una delle ultime opzioni, e non l’unica scelta possibile. Il BRT potrebbe incentivare un cambiamento profondo nelle abitudini di mobilità dei cittadini di Frosinone, ma questo cambiamento potrà avvenire solo con un'alternativa realmente competitiva, affidabile, conveniente, utile, e percepita come tale dalle persone.
Manca una visione complessiva della mobilità sostenibile e un piano in grado di rispondere alle esigenze di residenti, commercianti, famiglie e studenti. Per questo un altro BRT è possibile. Un BRT che colleghi i luoghi dove i cittadini abitano, studiano, lavorano e si spostano ogni giorno. Un BRT con un percorso pensato per gli abitanti della città capoluogo di provincia e per le persone che la vivono. Un BRT che unisca il centro storico e la parte alta della città con lo scalo e la parte bassa di Frosinone, l’ospedale e i poli scolastici, il conservatorio e la villa comunale, il Parco Matusa e gli uffici comunali, le zone commerciali, quelle confinanti con i comuni limitrofi e i teatri, lo stadio del nuoto e il terminal dei bus, le biblioteche e le aree museali, rappresentando anche di notte o nei festivi una possibilità per vivere la città.
Crediamo che il BRT possa rappresentare un’opportunità per Frosinone – come successo in altre città italiane ed europee – ma la destra di Mastrangeli sta sprecando questa occasione per dare un altro futuro possibile al capoluogo di provincia: non si tratta solo di aggiungere nuovi autobus, ma di ridisegnare la mobilità urbana. Siamo convinti che si possa modificare questo progetto sciagurato dell’attuale amministrazione comunale per realizzare un vero BRT a Frosinone: rapido e sicuro perché si muove su corsie e percorsi separati fisicamente dal traffico veicolare; con percorsi che garantiscano la sicurezza stradale, e la riduzione di traffico e smog; con priorità semaforiche con un programma che informi puntualmente su partenze e transito dei mezzi, stazioni di salita e discesa dedicate per ridurre durata del viaggio, incertezza dei collegamenti, attese, coincidenze; con un percorso che possa ricucire la città, pensato per i cittadini e con i cittadini, che cambi il modo di vivere la città ovvero un percorso che venga incontro alle reali esigenze di cittadini, studenti, commercianti, e per questo veramente utile alle persone.
Frosinone merita di respirare aria pulita, esige trasparenza e partecipazione, reclama una visione di città e di prospettiva per l’oggi e il domani. Per questo, il tempo per un’idea alternativa di città è oggi; il futuro di Frosinone comincia adesso.