ECONOMIA - LA MONTAGNA HA PARTORITO IL TOPOLINO

  • Tommaso Villa

Alla fine la montagna ha partorito un topolino. Ieri è stato firmato dal sottosegretario Mantovano il decreto legge che istituisce la Zls nel Lazio. I criteri per l'istituzione della Zls sono disciplinati dall'art. 1 commi 61-65 Legge 205 del 2017 e dal Dpcm 40 del 2024.

Tanto per essere chiari la Zls può essere istituita, in base alla normativa europea, solo nelle regioni ritenute più sviluppate. Che significa questo? Semplicemente che il Lazio non sarà una regione della ZES unica. Fine della commedia.

Si pone fine, spero, all'avvilente pantomima di Fdi, Lega e Forza Italia che, per un anno e più, hanno menato il can per l'aia per la Zes facendosi portavoci del sicuro conseguimento dell'obiettivo quantunque la premier, tanto perentoriamente quanto asetticamente, dicesse esattamente il contrario.

Pertanto, alla fina della fiera, in zona Cesarini, uso non casualmente una metafora da stadio, il governo si impegna a rilanciare l'economia del Lazio con la Zls. Misura di certo interessante, ma non equiparabile alla Zes per peso specifico, campi di applicazione e volume di investimenti generati. Il tifo da stadio che ultimamente sembra essere la finalità ultima dei nostri politici è servito e serve a poco.

Quale la differenza sostanziale tra Zes e Zls? Sarebbe da chiederlo a chi oggi si riempe la bocca con affermazioni magniloquenti per lo storico risultato raggiunto. La differenza è di sostanza: la zes propone investimenti strutturali, defiscalizzazione, sconto dei dazi, agevolazioni iva e via dicendo, mentre la zls si fonda prevalentemente su semplificazioni burocratiche, benefici logistici e se tutto va bene crediti di imposta per le aziende che effettuano l'acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio e zone franche doganali.

Domanda, a bocce ferme, ad un investitore conviene investire più nel Lazio (zls) o nella vicina Campania (zes)? Sempre per metafora, non scomodo Guglielmo da Occam e la finezza ontologica del suo rasoio, è come percorrere l'autostrada nella prima corsia a bordo di una utilitaria mentre altri sono a bordo di un bolide, in terza corsia, in fase di sorpasso.

La zls consentirà al Lazio di risolvere il problema della desertificazione industriale? Ridurrà il pauroso monte ore della cassa integrazione regionale? Convincerà Stellantis a investire milioni di euro per rendere completitivo Cassino Plant? Agevolerà in qualche modo il settore farmaceutico in provincia di Frosinone e Latina? Permetterà al settore ceramico viterbese di uscire dalla crisi?

Francamente ne dubito e il Lazio, tranne Roma, continuerà a scontare problemi strutturali che il governo attuale fatica ad individuare. Comunque, va riconosciuto il pragmatismo e la correttezza politica della Premier che, il 25 settembre, in risposta ai preoccapati sindaci del Lazio sud testualmente, in modo inequivocabile, sentenziava “stiamo lavorando per individuare soluzioni di semplificazione per la riduzione degli oneri amministrativi e semplificazioni procedurali per le imprese che intendono insediarsi in aree di crisi industriali quali quelle da voi rappresentate”.

Detto fatto ecco la zls con buona pace di uno stuolo di miles gloriosus che a quanto pare hanno avuto, hanno e avranno ben poca voce in capitolo.

Lorenzo Fiorini

Psi