FROSINONE - ORA BASTA GIOCHI DI PALAZZO

  • Tommaso Villa

Le dimissioni del sindaco Riccardo Mastrangeli segnano un passaggio politico importante per la città di Frosinone. Dopo mesi di divisioni, scontri interni, veti e trattative, la maggioranza di centrodestra si trova davanti a una questione ormai ineludibile: se non esiste più una maggioranza politica in grado di governare, bisogna avere il coraggio di prenderne atto e dirlo chiaramente alla città.

Mentre il centrodestra ha continuato a confrontarsi sui propri equilibri interni, Frosinone ha continuato ad aspettare risposte su questioni decisive: qualità dell’aria, mobilità, ambiente, servizi, lavoro, sicurezza e futuro delle nuove generazioni.

Le dimissioni del sindaco, per quanto tardive, rappresentano almeno un atto politico concreto. Ora, però, non possono diventare l’ennesimo passaggio di una trattativa finalizzata a ricomporre una maggioranza e a prolungare un’esperienza amministrativa che appare ormai profondamente segnata dalle divisioni interne. Non servono altre trattative. Non servono altri accordi dell’ultima ora. Non servono altri giochi di palazzo. Frosinone non può essere tenuta sospesa dalle dinamiche interne della maggioranza. Le istituzioni appartengono alla città e ai suoi cittadini, non alle esigenze di sopravvivenza politica dei gruppi dirigenti.

Per questo riteniamo necessario che, se non esistono più le condizioni politiche per proseguire, si chiuda questa esperienza amministrativa e si restituisca la parola ai cittadini attraverso nuove elezioni. Siamo pronti a fare la nostra parte , costruendo un’alternativa politica seria, unitaria e credibile, aperta alla città, alle forze sociali, alle associazioni, alle competenze e a tutte le energie che vogliono contribuire a un nuovo progetto per Frosinone.

  • La città non ha bisogno di un’altra trattativa per salvare una maggioranza.
  • Ha bisogno di un progetto.
  • Ha bisogno di risposte.
  • Ha bisogno di tornare protagonista.
  • Basta giochi di potere.
  • Basta rinvii.
  • Basta prendere tempo.
  • Ora la parola deve tornare ai cittadini.

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