ANAGNI AMBIENTE - RIMOSSO IL CEMENTO DAL PARCO
- Tommaso Villa
Il cemento nel Parco della Rimembranza non c'è più. Basamenti e opere dell'area fitness sono stati rimossi e l'area ripristinata. Nel luglio 2025 avevamo scritto «Ha vinto Anagni». Oggi quella vittoria non è più soltanto sulla carta: è sotto gli occhi di tutti.
È il risultato di un percorso iniziato con il nostro atto del 15 febbraio 2024, che portò al blocco dei lavori. Allora chiedemmo conto dell'autorizzazione paesaggistica per i basamenti in cemento e della valutazione storica e culturale di un intervento così invasivo. Autorizzazione che non c'è mai stata e che ha portato oggi a questa rimozione.
Resta però il prezzo di un errore che si poteva evitare. Oltre due anni di cantiere fermo, un'area giochi sottratta ai bambini, risorse pubbliche spese due volte: per costruire e per smantellare.
Spendere denaro pubblico per realizzare opere poi rimosse può configurare un danno erariale. Per questo presenteremo un esposto agli organi competenti, affinché verifichino i fatti e quantifichino l'eventuale danno per le casse comunali.
Il Parco della Rimembranza, le alberate di Viale Giacomo Matteotti e le aiuole di Viale Regina Margherita, tutti attacchi a luoghi identitari di questa Città, dimostrano che un'opposizione che controlla fa la differenza. E nella nostra Città, oggi più che mai, questa differenza serve ed è importante.
Il metodo, infatti, è sempre lo stesso. Prima si decide un intervento invasivo senza alcun confronto con la cittadinanza; poi, quando l'opposizione lo porta all'attenzione pubblica, arrivano smentite e giustificazioni a posteriori. Le scelte che riguardano questi luoghi vanno invece condivise prima, non spiegate dopo.
L'identità di Anagni va valorizzata e curata, e saremo sempre in prima linea per difenderla.
Il cemento nel Parco della Rimembranza non c'è più. Basamenti e opere dell'area fitness sono stati rimossi e l'area ripristinata. Nel luglio 2025 avevamo scritto «Ha vinto Anagni». Oggi quella vittoria non è più soltanto sulla carta: è sotto gli occhi di tutti.
È il risultato di un percorso iniziato con il nostro atto del 15 febbraio 2024, che portò al blocco dei lavori. Allora chiedemmo conto dell'autorizzazione paesaggistica per i basamenti in cemento e della valutazione storica e culturale di un intervento così invasivo. Autorizzazione che non c'è mai stata e che ha portato oggi a questa rimozione.
Resta però il prezzo di un errore che si poteva evitare. Oltre due anni di cantiere fermo, un'area giochi sottratta ai bambini, risorse pubbliche spese due volte: per costruire e per smantellare.
Spendere denaro pubblico per realizzare opere poi rimosse può configurare un danno erariale. Per questo presenteremo un esposto agli organi competenti, affinché verifichino i fatti e quantifichino l'eventuale danno per le casse comunali.
Il Parco della Rimembranza, le alberate di Viale Giacomo Matteotti e le aiuole di Viale Regina Margherita, tutti attacchi a luoghi identitari di questa Città, dimostrano che un'opposizione che controlla fa la differenza. E nella nostra Città, oggi più che mai, questa differenza serve ed è importante.
Il metodo, infatti, è sempre lo stesso. Prima si decide un intervento invasivo senza alcun confronto con la cittadinanza; poi, quando l'opposizione lo porta all'attenzione pubblica, arrivano smentite e giustificazioni a posteriori. Le scelte che riguardano questi luoghi vanno invece condivise prima, non spiegate dopo.
L'identità di Anagni va valorizzata e curata, e saremo sempre in prima linea per difenderla.
LiberAnagni - Coalizione Civica.