L'EVENTO - DOMANI E' IL NATALE DI ALATRI

  • Tommaso Villa

Il sole non sorge sempre ad est, ma il 21 giugno giorno del Solstizio d'Estate quel "Raggio di sole" che la tradizione alatrense identifica come il Natale di Alatri nascerà un po' spostato a nord-est.

Alle 6 circa l'Acropoli, uno dei simboli della Città sarà, o almeno si spera piena di gente. Questa non è una tradizione antica, tanto che c'è qualcuno che non è d'accordo che Alatri sia nata il 21 giugno. Tra questi c'è il preside Armando Frusone che appunto asserisce che Alatri non è nata il 21 giugno.

A prescindere da questa spiegazione di uno studioso e non di un semplice pinco pallino, come me per esempio io, abbiamo voluto chiedere ad alcune persone, alatrensi e non, di fare un augurio alla nostra Città. Innanzitutto il nostro non è un atto di accusa verso l'attuale amministrazione.

Tra gli intervistati, comunque ci sono stati alcuni amici che hanno forse calcato un po' la mano, altri che si sono limitati a rispondere al quesito, altri hanno spaziato ricordando l'Alatri di un tempo. Ne è venuta fuori una piccola inchiesta dove il denominatore comune è uno solo: Alatri è Alatri, ed uno sviscerato amore verso la Città che ci ha dato i natali e per altri quell'entità geografica che nella quale si è vissuti e dove non si abita più.

L'avvocato Tonino Ascenzi: "Oggi non riesco ad essere ottimista e fatico a vedere un futuro roseo per Alatri. Auguro alla città che torni ad essere orgogliosa dei suoi cittadini, perché io credo che lei non lo sia. Nei tempi, ci ha protetto dai tentativi di conquista del grande impero romano, delle orde barbariche, dei signori feudatari confinanti, dei grandi imperi del Medio Evo, del Rinascimento, del Risorgimento, ci ha protetto dalle bombe delle guerre mondiali; dall'alto del suo colle ci ha protetto dagli eventi distruttivi naturali e climatici, ci ha dato cultura con le sue scuole, i suoi monumenti, etc insomma ci ha reso orgogliosi di essere alatrini. E noi oggi come ripaghiamo tanta generosità? Vedo la sera il nostro centro, la nostra Civita rimanere in balia di una gioventù che non ha rispetto delle regole, dell'impianto urbano, dove devi sperare che per qualche combinazione fortunata, gli schiamazzi notturni cessano così da riuscire a prendere sonno, dove devi avere timore di incamminarti verso l'Acropoli perché qualche anima incosciente si sta divertendo a tirare i sassi da sopra il muro di cinta, dove devi avere timore di non trovarti nel posto sbagliato nel momento sbagliato perchè magari ti trovi a passare nel mezzo di una rissa di giovani causata da futili motivi e agevolata dal fumo dell'alcol e chissà da quali altre sostanze, dove scippi e furti sono in continuo aumento. Alatri deve essere rispettata e protetta; dobbiamo renderci conto di essere fortunati a vivere nel suo seno.

Allora più che un augurio alla città voglio lanciare un monito ai miei concittadini. Il monito è di non pensare che la ns città ci possa sempre proteggere perché se non la proteggiamo noi cittadini, prima di tutto da noi stessi, arriverà il tempo, non tanto lontano se questo è il trend, che la città abbandonerà noi; come un vecchio alla fine dei suoi giorni si piegherà su stessa senza rialzarsi più.

Allora è il momento di prendere coscienza del pericolo che stiamo correndo e torniamo a rispettare la città; iniziamo a sensibilizzare le nuove generazioni, aumentiamo il controllo del territorio, proteggiamo i ns monumenti, favoriamo i progetti di rivalorizzazione storica evitando di cancellare le tracce di un passato glorioso, non facciamoci del male da soli".

Niccolò Piccirilli: Che possa tornare a splendere come una volta. Antonio Piccirilli, invece fa un passo indietro e "Nel VI Secolo Aletrium con la sua roccaforte assunse un ruolo politico, e strategico fondamentale. Auguro alla mia Città di tornare ad essere quel punto di riferimento e di attrazione e di accoglienza".

Luigi Mangiapelo da tantissimi anni ha lasciato Alatri, dapprima a Roma poi si è stabilito ad Anguillara Sabazia, ma fino a quando i suoi genitori hanno vissuto ha trascorso molto tempo ad Alatri. Mi risponde così: "Bruno proprio oggi parlavo di Alatri con degli amici, ne narravo la bellezza e il mistero che la circonda. Non è valorizzata come dovrebbe, ma è da visitare assolutamente".

Mauro Bottini non ha bisogno di presentazioni è uno dei tanti che porta fuori dalle mura il nome della sua/nostra Città: "Non celebriamo solo la nascita di una città antica e fiera, ma anche l'anima di una comunità che attraverso i secoli ha custodito storia, cultura e tradizioni. Tra le mura e le piazze vive il legame profondo tra passato e futuro. Che questa ricorrenza sia motivo di orgoglio e memoria e rinnovato impegno per tramandare alle nuove generazioni la bellezza. Buon Natale Alatri".

Mauro Macciocca: "Un augurio in questi giorni bui con un'amministrazione sorda ai problemi dei nostri figli, dei nostri anziani, dei disoccupati e inoccupati, ai negozianti costretti a chiudere, al programma estivo che non ha visto la luce oppure non l'ho vista io!. Il mio augurio è che Alatri possa tornare quella dei politici che contavano, a quegli oratori che incantavano la folla e quelli che con la loro arte l'hanno fatta grande".

Il professor Giovanni Minnucci esimio esponente della Cultura da tantissimi anni a Siena dove ha ricoperto le più alte cariche in seno all'Opera metropolitana e stimato professore ... "Auspico un continuo e sempre più progressivo impegno nella valorizzazione del notevole patrimonio culturale e artistico che caratterizza la nostra storia e il nostro territorio". Pierfrancesco Folchi, da anni imprenditore nel Nord-Italia: "L'augurio è che in un mondo globalizzato come quello di oggi, Alatri mantenga viva le sue tradizioni e le sue radici senza le quali anche gli alberi muoiono".

Così, invece il dottor Giulio Rossi: "Il mio pensiero va a quei ragazzi costretti a lasciare la propria terra, la famiglia, gli amici e le strade in cui sono cresciuti. Le mura, le chiese, le serate passate al fresco di Civita. Che possano tornare ad Alatri e viverla perché è un po' la loro grande madre. Ci stiamo togliendo le forze migliori, chi resta sono gli anziani, ed il paese diventa più povero".

Roberto Mercaldo: "Che il raggio di sole del Solstizio d'estate sia una simbolica rinascita della cultura, dell'operosità e della solidarietà che da sempre ha caratterizzato la nostra Città. Mi auguro che torni ad essere quel che è sempre stata, perché l'idea che venga associata ad episodi terribili distorce la sua storia e la offende. L'augurio è che Alatri non torni mai più nella cronaca nera e al contrario torni ad essere un esempio di fermenti culturali e di progetti che migliorino la quotidianità dei suoi abitanti".

Gianfranco Caporilli: "MI auguro che Alatri possa vivere altri millenni, vorrei che venisse rivalutato il centro storico con le sue piazzette, i suoi vicoli. E magari qualche controllo in più, le istituzioni, così come l'amministrazione e le forze dell'ordine hanno fatto e facciano la loro parte, ma anche noi cittadini dobbiamo farlo".

Il dottor Paolo Poggini, stimato medico dell'ospedale Careggi di Firenze è figlio di Quirino che più di mezzo secolo fa lasciò Alatri e si trasferì a Firenze. Paolo ha trascorso gran parte della sua infanzia, soprattutto in estate proprio ad Alatri, che ha nel cuore. Vorrei vedere una rinascita del centro storico".

Gianni D'Alatri , storico portiere dell'Alatri, da anni a Frosinone ma ha la sua Città nel cuore: "Sono tanti gli auspici che si vorrebbero augurarle, che anche il più brillante non basterebbe per la nostra amata Città".

Massimo Daranghi: "Vorrei un futuro migliore di quello di oggi, gli auguro di avere amministratori che vogliano bene ad Alatri, al suo popolo e che facciano gli interessi di tutti i cittadini, nessuno escluso e che salvaguardino la città stessa e che la portino dove merita".

ll collega e amico Massimiliano Pistilli è alquanto sintetico ma efficace nel suo pensiero: "Tornare protagonista e non spettatrice a livello provinciale".

Alfonso Coccia: "Auguro alla mia Città di sorgere al primo raggio di sole del Solstizio di giugno ogni volta più grande come l'hanno immaginata i nostri antichi padri".

Patrizio Minnucci: "Auguro ad Alatri più disponibilità verso gli artisti locali e più sicurezza sia di giorno che di notte".

Roberto Fanella: "Buon Natale estivo a tutti gli alatrensi". Nello Gori: "Uscire da questo stallo e che ritorni l' Alatri degli anni 80".

Dello stesso avviso Tonino Colella, da qualche mese lontano dalla patria ma affezionatissimo ad Alatri, sarà che la lontananza seppur di questi tempi tecnologici che ci avvicinano, lo avvicinano ancor di più. Tonino desidera che si ritorni all'Alatri amata dagli alatresi, a quelli che sono orgogliosi di esserlo e che si rinverdiscano i fasti di quando ad Alatri c'era il decoro dell'allora assessore Flavio Fiorletta che Tonino ancora chiama affettuosamente e con estremo rispetto "Ziot Flavio".

Guido Santachiara un altro che vuole bene alla sua Città si augura che Alatri si possa mantenere per altri 3000 anni".

Mimmo Lattanzi: "Che torni ad essere la Città felice, piena di vita, con la sua educazione culturale e di tradizione".

Fausto Martufi: "MI auguro che si torni all' Alatri di un tempo".

Mauro Mangiapelo si augura che Alatri si rivesta di Cultura per rinverdire i fasti del passato. Che le nostre mura ed i nostri beni archeologici tornino ad essere il nostro vanto, vorrei, inoltre più educazione e rispetto per il centro storico e che sia meno spopolato. Spero che il prossimo Governo abbia più a cuore Alatri con la sua storia millenaria, lo merita tutto".

Pino Rufini: "Un augurio sincero perché possa davvero essere finalmente una Città, a prescindere dal titolo. Un' Alatri capace di conservare e valorizzare il patrimonio artistico e le migliori tradizioni, di avere sempre a misura d'uomo spazi di aggregazione funzionali che consentano una vera integrazione tra le varie zone della Città e - conclude Pino

  • un' attenzione migliore per la Banda musicale, tra le associazione cittadine più antiche".

Infine, un pensiero da parte di una nostra concittadina stimata professionista e non solo in patria, stiamo parlando della dottoressa Maria Tecla Crisci. "Sono un'inguaribile nostalgica. Auguro ad Alatri di tornare per certi versi indietro di svariati decenni: quando il centro storico era un gioiellino; quando c'era un Cinema (l'ultimo era il Politeama Italia, ma furono diverse le sale cinematografiche ndr.); quando c'era un ospedale h24 (non sfuggirà che la dottoressa Crisci è la nipote dell'esimio chirurgo dottor Fernando David); quando ad Alatri c'erano le botteghe; quando c'era il mercato al centro e si vendevano le ciambelle con l'acqua nelle ceste; quando irene Galuppi a natale faceva i mostaccioli e di doveva prenotarli in tempo (tanto erano buoni ndr.); quando c'erano le distillerie, quelle di Pelloni e di Colazingari; quando si sentivano i profumi delle caramelle e dei liquori, ma soprattutto - tiene a precisare la dottoressa Crisci - quando non c'era Colleprata. Magari ad Alatri auguro di recuperare solo qualche briciola di tutto questo. Buon Natale".

Si, Alatri ha bisogno degli auguri, noi alatresi ne abbiamo bisogno, e lo abbiamo capito, o meglio ne abbiamo avuto la certezza ascoltando alcuni amici vicini e lontani, come Maurizio Ceci che da 20 anni lavora a Venezia ma: "Vorrei che Alatri sia trattata con il rispetto che merita, poiticamente. Alatri è la Mamma, la porti nel cuore. Ogni tanto a Venezia qualcuno mi chiede di dove sono, rispondo orgogliosamente: di Alatri, si la conoscono la mia Città, per le Mura, perché qualcuno che ho incontrato in Laguna ha studiato al Conti Gentili, o qualcuno che ha vissuto fino al 1976 al campo di Fraschette, era un rimpatriato dalla Libia. Insomma Alatri è conosciuta fuori, e rispettata".

Bruno Gatta