FROSINONE - IL DISASTRO DEL PARCO DI CORSO LAZIO
- Tommaso Villa
Il parco pubblico di Corso Lazio a Frosinone, realizzato e mai aperto. Inserito all’interno del programma per la Riqualificazione Urbana e la Sicurezza delle Periferie, aveva lo scopo di rappresentare “un passo significativo per la riqualificazione urbanistica e ambientale del quartiere e della città”, pensato come luogo di socializzazione per gli abitanti e come miglioramento del paesaggio urbano.
Da “area incolta e inutilizzata a spazio curato e multifunzionale, arricchito da percorsi pedonali, 50 alberi di diverse specie, un’area giochi e una zona fitness. L’accessibilità è garantita sia nel parcheggio che nel parco; il percorso interno è facilmente percorribile da chi utilizza passeggini o sedie a rotelle. Le attrezzature ludiche, progettate per essere inclusive, innovative e resistenti, offrono attività stimolanti e accessibili a tutti, nel pieno rispetto delle normative di sicurezza e di settore. L’obiettivo, infatti, era di creare un ambiente che favorisse il gioco come esperienza condivisa e promotrice di aggregazione”.
Questo è quanto dichiarato dall’Ass. ai Lavori Pubblici sul sito ufficiale del Comune il 28 novembre 2024. Un bel progetto degno di essere descritto con altrettanto belle parole. Agli inizi del 2025 l’inaugurazione della strada parallela a Via Rieti, della rotatoria e del nuovo parcheggio. Quest’ultimo molto utile anche per i pendolari. Purtroppo, però, il parco adiacente è nato e… morto. Un pezzo di suolo strappato al cemento ma lo stato cui versa è pietoso e avvilente.
Inaccessibile dal lato parcheggio perché i cancelli sono chiusi a chiave, vi si può accedere da quello su Corso Lazio, sicuramente perché è stata forzata l’apertura. (A tale proposito sorge spontanea una domanda: se i cancelli sono chiusi con la chiave e il lucchetto, vuol dire che ci sarà, eventualmente, chi dovrà aprirli e chiudere. Se sono stati installati per tutelare il parco, c’è da dire che scavalcare la recinzione è un gioco anche per i bambini.). Il camminamento pedonale, gradevole alla vista e ben fatto (fino ad ora), permette una bella passeggiata ma per ammirare rovi, erba altissima che fa persino scomparire i pochi alberi che ci sono (se sono 50 come da progetto, vuol dire che non si vedono più), panchine che stanno per essere coperte dalla totale incuria del verde circostante, una struttura in metallo con piante arrampicanti che gridano “aiuto”.
Poi una bella rotatoria lasciata con la terra all’interno che, invece, si sarebbe prestata molto per ospitare una bella fontana artistica non grande (ad esempio, quella tolta di recente dallo spartitraffico dell’incrocio Via Puccini – Via Don Minzoni potrebbe essere recuperata e installata in questo parco). Delle attrezzature ludiche neanche l’ombra. Lungo il camminamento decine e decine di formicai (delle cosiddette “formiche dei marciapiedi”) fatti di sabbia e terra che viene erosa da sotto i sampietrini e che con il tempo possono causare instabilità, e quindi rotture della pavimentazione. E come se non bastasse, entra anche in funzione l’irrigazione, tra l’altro in orari non consigliati, con getto abbastanza alto per far crescere meglio il degrado.
Fino ad ora di “parco” ha solo il nome citato nella descrizione del progetto. Lavori che, con l’occasione, avrebbero potuto interessare anche l’eliminazione del pericoloso “Giardino dei cinque… cementi” e il restauro del monumento al bersagliere Bruno Carloni, medaglia d’oro al valor militare, da anni ridotto a pezzi di marmo e scritte vandaliche. Oltretutto, qualche giorno prima dell’avvio dei lavori di riqualificazione del quartiere, ricorreva l’82° anniversario della sua morte. Un eroe dimenticato e un monumento abbandonato. Eppure alle spalle ha un asilo comunale! Gli esempi da dare ai piccoli, ma anche agli adulti, sono quelli della cura della cosa pubblica e del rispetto degli eroi che non dovrebbero essere mai dimenticati, specialmente quando esiste un monumento alla loro memoria. La riqualificazione avrebbe potuto prevedere anche il progetto per un mercatino rionale, considerato che questo è l’unico quartiere a non averne. Lo spazio c’è e, cosa molto importante, le persone eviterebbero di prendere la macchina e il quartiere vivrebbe un po’.
Gerardina Morelli
Presidente Sez. PSI di Frosinone “Dante Schietroma”