ALATRI - MEMORIA DELLA BEATA MARIA RAFFAELLA CIMATTI

  • Tommaso Villa

Prima di raccontare la cronaca del pomeriggio del 23 giugno, ricorrenza della nascita al cielo della Beata Maria Raffaella Cimatti, vorremmo che questa data restasse impressa nella storia della Città di Alatri, come lo sono quelle delle feste del Patrono San Sisto (11 gennaio e il mercoledì dopo pasqua), quella della Madonna della Libera compatrona di Alatri e quella non religiosa del 21 giugno (Natale di Alatri).

L'invito o la preghiera è rivolta non soltanto dalle amministrazioni future, ma anche al clero cittadino. Già dalla mattinata del 23 giugno per chi è devoto alla Beata Cimatti si sentiva un'atmosfera speciale, ne è testimonianza l'incontro che ho avuto con il signor Loreto Arduini e la sua signora Patrizia Arca.

Loreto è un artigiano della vicina Fumone, "miracolato" dalla suora faentina, all'età di 10 anni contrasse una malattia esantematica che lo portò ad un'encefalite virale convulsiva. Dopo il ricovero al San Benedetto fu trasferito in ambulanza al Policlinico Umberto I° di Roma. "Mi raccontarono - ha ricordato con emozione lo stesso Loreto Arduini ad una signora che aveva il desiderio di conoscerlo - che sicuramente non sarei sopravvissuto a quel viaggio della speranza, l'ordine era che se fossi morto l'ambulanza sarebbe dovuta ritornare ad Alatri. Loreto fu ricoverato nell'allora centro di rianimazione dell'Umberto I° il 13 maggio e fu dimesso il due giugno perfettamente guarito come si evince dalla scheda clinica (in nostro possesso).

All'arrivo l'undicenne era disteso sul lettino numero 18, una sua zia ancora novizia e facente parte dello stesso ordine religioso della Beata Cimatti: le suore ospedaliere della Misericordia (congregazione fondata dalla nobildonna Teresa Orsini Doria Pamphilij Landi nel 1821 sotto il pontificato di Pio VII), mise un santino della Beata Maria Raffaella Cimatti sotto il cuscino del bimbo, e organizzò una veglia di preghiera. Il mattino seguente Loreto era guarito. Qualche tempo dopo iniziò l'iter per la beatificazione della suora faentina chiamata L'Angelo dei malati che si concluse il 12 maggio del 1996 sotto il pontificato di Giovanni Paolo II. Tornando al pomeriggio del 23 giugno 2026, alle 17 nella Concattedrale di San Paolo si è svolta la Santa messa solenne celebrata dall'Arcivescovo Santo Marcianò. Alla celebrazione eucaristica erano presenti il sindaco di Alatri dottor Maurizio Cianfrocca, il consigliere delegato alla cultura nonché presidente della Commissione Toponomastica Sandro Titoni ed i membri Carlo Rossi, Enzo Rossi e Valentino Capitanelli, il Presidente del Consiglio comunale Sandro Vinci, il nipote della Beata signor Mauro Cimatti, i familiari delle persone che al termine della funzione religiosa a cui sono stati dedicati dei piazzali nell'area esterna del San Benedetto: Cerimonia di svelamento di targhe commemorative oltre che alla Beata Cimatti, al dottor Fernando David, al cappellano don Giulio Alviti e al benefattore Pietro Goretti.

Numerosissime come da tanti anni le suore ospedaliere della Misericordia con la superiora suor Lucia Maroor. Presenti gli ufficiali della Guardia di Finanza e il vice comandante della Compagnia dei Carabinieri di Alatri luogotenente carica speciale Claudio Imperatore e rappresentanti dell'Arma in congedo. Presenti anche alcuni ex dipendenti dell'ospedale cittadino e come già detto i parenti del dottor Fernando David (Dottoressa Maria Tecla Crisci), del cappellano don Giulio Alviti (Giulio Alviti), Pietro Goretti (Antonella e Annamaria Goretti e Lucia Capone).

"Abbiamo scritto un'altra pagina importante della storia della nostra città - ha dichiarato il sindaco Maurizio Cianfrocca. Le quattro persone che hanno visto dedicato un piazzale del San Benedetto rappresentano valori che hanno attraversato il tempo e che continuano a parlare alle nuove generazioni. Ognuno di loro con il proprio contributo alla crescita dell'ospedale e al sostegno della popolazione. Alla Beata Cimatti, al dottor David, al benefattore Goretti e a don Alviti va oggi il nostro ricordo riconoscente. Un sentito ringraziamento - continua il sindaco - va a S.E. Monsignor Santo Marcianò, ai rappresentanti le forze dell'ordine, alle associazioni, alla Polizia locale, ai familiari delle personalità ricordate, alla Commissione toponomastica, alle suore ospedaliere e alla Asl che ha reso possibile le intitolazioni, al responsabile del patrimonio ingegner Loiodice, al direttore sanitario dottor Fabi per la collaborazione e presenza. Ricordare il passato è fondamentale per costruire il futuro - ha concluso la nota il sindaco Maurizio Cianfrocca".

E' doveroso ricordare la presentazione in chiesa e nel parcheggio del San Benedetto della madre superiora delle suore ospedaliere che ha ricordato le virtù non soltanto di fede di suor Santina Cimatti, questo il nome di battesimo, lo stesso nome del nostro caro vescovo Santo Marcianò e del suo segretario don Santino Battaglia. L'arcivescovo Santo Marcianò ha proferito sia durante la santa messa solenne sia alla cerimonia di svelamento, belle e significative parole, oltre al ricordo della Beata Cimatti, molto apprezzate le sue considerazioni sulla Vita. Abbiamo un cappellano, un' infermiera, un medico e un benefattore - ha ricordato il nostro presule - c'è un filo rosso che unisce queste quattro figure è l'amore per la vita, non ci sono altri motivi che hanno spinto queste persone a offrire e lavorare: l'amore per la vita".

Infine una considerazione prettamente personale, un ringraziamento a monsignor Marcianò, all'Amministrazione comunale e al sindaco, alla madre superiora a tutti gli attori ed i presenti alla funzione religiosa e alla cerimonia di svelamento. Ma un particolarissimo grazie alla memoria storica di Alatri, una figura importantissima, spesso nell'ombra e che non ama i riflettori e le luci della ribalta. Grazie all'amico Carlo Rossi, sempre cortese e disponibile, al suo amore per la nostra cara Alatri. Si deve particolarmente a lui la ricerca della biografia del dottor DAvid, del benefattore Goretti e di don Giulio Alviti. Oltre che, ovviamente ai parenti di queste quattro illustri figure di cui due non di Alatri: il dottor Fernando David di Esperia e la Beata Cimatti di Faenza.

Di quest'ultima si è detto tutto e tutti ormai conoscono la sua vita e la sua bontà, così come quella degli altri: il benefattore Pietro Goretti che pur segnato dalla perdita di due figli in giovane età acquistò apparecchi radiologici assenti nel vecchio San Benedetto, oltre che a vari lasciti alla parrocchia di Santa Maria Maggiore. Il cappellano don Giulio Alviti che "lasciò" per giorni gli affetti della famiglia per dedicarsi ai malati e ai sofferenti. Il dottor David, invece come raccontato dalla nipote, dottoressa Maria Tecla Crisci - mio nonno aveva lavorato prima a Roma all'ospedale san Giovanni, seguentemente a Frosinone e poi Alatri, questi ultimi due gli stessi trasferimenti della Beata Cimatti. Mia nonna era ostetrica e lavorava anche lei al San Giovanni, si conobbero proprio in quell'ospedale".

Il dottor David, conosciutissimo ed apprezzato, i nostri nonni i nostri anziani ci hanno sempre raccontato della sua opera meritoria nel vecchio caro San Benedetto, quel vecchio stabile ormai abbandonato senza alcun rispetto nel cuore della Nostra Cara Alatri. Altri tempi, è vero, pochi mezzi e pochissima tecnologia, eppure nei registri del San Benedetto c'è una prova inconfutabile, ci sono testimonianze di quando si eseguivano interventi con quasi zero decessi. Nessun riferimento all'attuale sanità.

Bruno Gatta