IL FATTO - CONDOTTE AGGRESSIVE CONTRO IL FIGLIO MINORE

  • Tommaso Villa

Nella giornata del 15 luglio 2026, la Polizia di Stato ha eseguito, nei confronti di un uomo residente in questa provincia, la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi frequentati dalla stessa.

In particolare, una delicata attività d’indagine avviata dal personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile, a seguito della denuncia sporta dalla ex moglie dell’uomo, nonché madre della parte offesa, ha consentito di evidenziare gravi e concordanti indizi in ordine al reato di maltrattamenti in famiglia commesso dall’indagato che si rendeva protagonista di reiterati maltrattanti consistenti in condotte aggressive nei confronti del figlio minore.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Frosinone, concordando con l’esaustivo quadro indiziario acquisito dalla Polizia di Stato, emetteva la misura cautelare sopra specificata al fine di impedire la perpetrazione di ulteriori fatti di reato e quindi salvaguardare l’incolumità della vittima.

Al maltrattante verrà applicato il c.d. braccialetto elettronico. L’indagine esperita si colloca nell’alveo della complessiva quotidiana attività di monitoraggio che la Questura di Frosinone e le dipendenti articolazioni pongono quotidianamente in essere per contrastare il fenomeno della violenza domestica e di genere.

È obbligo rilevare che l’indagato, è, allo stato, solamente indiziato di delitto e la sua posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente, e solo dopo la emissione di una sentenza passata in giudizio, lo stesso sarà, eventualmente, riconosciuto colpevole, in maniera definitiva, del reato ascritto. Il tutto in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza.