ENOGASTRONOMIA - LA CUCINA CIOCIARA VIAGGIA SUI SOCIAL

  • Tommaso Villa

Nonna Pia, La Salsiccia Ciociara, Nonna Elda, chef e community digitali. Sono sempre di più i protagonisti che attraverso ricette, tradizioni e prodotti raccontano la Ciociaria a pubblici anche molto lontani. Non c’è soltanto una ricetta. Dietro una pasta fatta in casa, una ciambella, un impasto, un piatto cucinato come facevano le nonne può esserci un pezzo di territorio che viaggia. Ed è quello che sta accadendo alla cucina ciociara. Basta guardare ciò che succede sui social, su YouTube, nelle community online e perfino nelle televisioni per scoprire una realtà molto più ampia di quanto si possa immaginare.

Ci sono donne partite dalla Ciociaria decenni fa che oggi cucinano davanti a milioni di persone negli Stati Uniti e in Canada. Ci sono chef originari della provincia che presentano i nostri piatti in Australia. Ci sono creator che hanno trasformato la parola “Ciociara” nel proprio marchio digitale. E ci sono professionisti che continuano a raccontare questa cucina direttamente dai nostri paesi. Non sono tutti uguali e non fanno lo stesso mestiere. Ma hanno qualcosa in comune: attraverso il cibo raccontano una terra.

Nonna Pia, da Arpino agli Stati Uniti

Il caso che nelle ultime settimane ha attirato maggiormente l’attenzione è quello di Pia Quaglieri, Nonna Pia, nata ad Arpino nel 1937. Nel 1955, a diciotto anni, lascia l’Italia e si trasferisce negli Stati Uniti. Molti anni più tardi è il nipote Antonio Nigro a cominciare a riprenderla nella quotidianità familiare. I primi video nascono quasi per gioco. Poi arrivano migliaia di visualizzazioni. Poi centinaia di migliaia. Infine milioni. Nonna Pia cucina ciò che conosce. Non costruisce piatti studiati per i social e non cerca effetti speciali. Pasta, sughi, pane, ricette familiari e gesti ripetuti per una vita diventano contenuti capaci di conquistare un pubblico enorme. Dentro quei video c’è anche un frammento della Ciociaria che una ragazza di Arpino portò con sé oltreoceano più di settant’anni fa.

Alessandra Fontana, quando “Ciociara” diventa un brand

Una storia completamente diversa è quella di Alessandra Fontana, conosciuta sui social come La Salsiccia Ciociara. Romana di nascita, ha radici familiari ad Arce e proprio a quelle origini ha voluto dedicare il nome con cui è diventata conosciuta sul web. Impasti, pane, pizza, lievitati, pasta fresca. Alessandra Fontana ha costruito negli anni una community enorme, arrivando a raggiungere milioni di utenti. Nel suo caso il riferimento alla Ciociaria non è soltanto geografico. È diventato parte integrante dell’identità del progetto. E forse è uno degli esempi più interessanti di come una parola che per molto tempo abbiamo utilizzato soprattutto all’interno dei nostri confini possa diventare riconoscibile davanti a un pubblico nazionale e internazionale.

Nonna Elda, la Ciociaria conservata in Canada

Poi c’è Nonna Elda. Nata in una famiglia contadina della Ciociaria, settima di dodici figli, imparò a cucinare dalla nonna Laura. Negli anni Sessanta emigrò in Canada. Oggi, insieme alla nipote Alessandra, porta avanti il progetto Nonna Elda Cooks, attraverso il quale continua a trasmettere ricette e preparazioni familiari alle nuove generazioni. Tra i contenuti compaiono anche le ciambelle ciociare. Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più affascinanti del fenomeno. A migliaia di chilometri dalla provincia di Frosinone, una ricetta continua a portare nel nome la propria terra d’origine. L’emigrazione non ha cancellato quella cucina. L’ha trasportata.

Valentina Camillacci da Paliano fino all’Australia

La cucina ciociara arriva anche in Australia con Valentina Camillacci, chef originaria di Paliano. Dopo diverse esperienze professionali, Valentina si è trasferita in Western Australia, dove ha sviluppato la propria attività nel settore della ristorazione e della formazione gastronomica. Per raccontare la cucina delle sue origini al pubblico australiano ha scelto anche un piatto estremamente territoriale: le pataccacce al sugo d’agnello e pecorino. Una pasta legata alla tradizione di Paliano che, attraverso una chef partita dalla Ciociaria, arriva dall’altra parte del mondo. Anche in questo caso il cibo diventa qualcosa di più di una preparazione. Diventa racconto di un luogo.

Emanuela Crescenzi e “Chef in Tacco 12”

Sul territorio una delle esperienze più consolidate è quella di Emanuela Crescenzi, frusinate, conosciuta come Chef in Tacco 12. Il suo lavoro ha dedicato negli anni uno spazio importante alla ricerca e alla divulgazione della cucina ciociara. Non soltanto attraverso eventi e showcooking, ma anche con la pubblicazione di un volume espressamente dedicato alle ricette del territorio. Un lavoro che mette insieme cucina, memoria e recupero delle preparazioni tradizionali. Ed è proprio la capacità di trasformare la ricetta in racconto a rappresentare uno dei punti comuni tra molti dei protagonisti di questa nuova comunicazione gastronomica.

Luca Tagliaferri :Le community diventano archivi di ricette

Non ci sono soltanto influencer e chef. Un ruolo importante viene svolto anche dalle community. Il gruppo Facebook “Ricette Ciociare e non solo”, ideato da Luca Tagliaferri, è cresciuto rapidamente raccogliendo decine di migliaia di iscritti, anche fuori dalla provincia e all’estero. Qui il meccanismo cambia. Non c’è un protagonista unico. Sono gli stessi utenti a pubblicare ricette, fotografie, varianti, ricordi familiari e preparazioni tramandate di generazione in generazione. Queste community stanno diventando, quasi inconsapevolmente, grandi archivi popolari della cucina locale. Ricette che forse non finiranno mai in un manuale continuano però a circolare attraverso uno smartphone.

La Ciociara in Cucina e gli altri creator del territorio

Nel panorama digitale troviamo anche esperienze più piccole ma fortemente identitarie, come La Ciociara in Cucina, il canale YouTube di Angela dedicato alle ricette tradizionali. Poi ci sono food creator come Alessio Viti, L’Impiattatore, che pur occupandosi di cucina in senso più ampio continuano a richiamare le proprie origini ciociare e le ricette familiari. I numeri possono essere differenti, così come linguaggi e piattaforme. Ma il patrimonio raccontato è spesso lo stesso. Quello dei gesti imparati in casa.

Daniele Querqui, la Ciociaria che viaggia e poi torna a casa

Tra i profili che meritano un’attenzione particolare c’è infine Daniele Querqui. Chef, volto televisivo e molto seguito sui social, Querqui rappresenta una storia ancora diversa. Per lavoro cucina per un armatore e lo segue nei suoi spostamenti. Ed è proprio dai luoghi nei quali si trova che spesso realizza i suoi video, raccontando quello che prepara e mostrando anche ciò che di ciociaro porta sulla tavola dell’armatore. Una ricetta, un prodotto, una preparazione diventano così il modo per portare la propria terra con sé. Non è soltanto comunicazione gastronomica. In questo caso la cucina ciociara viaggia fisicamente insieme allo chef. Ma l’aspetto forse più interessante è che questo rapporto con luoghi lontani non ha interrotto quello con il territorio. Quando gli impegni professionali lo consentono, Querqui torna spesso nelle manifestazioni e nelle sagre dei nostri paesi, frequentemente insieme alla moglie, partecipando agli eventi dedicati alla cucina e alle tradizioni locali. A questo si aggiunge Morsi Ciociari, la trasmissione televisiva attraverso la quale continua a raccontare piatti, prodotti e territori della provincia. Querqui finisce quindi per muoversi continuamente tra due dimensioni. Da una parte porta la cucina ciociara fuori dai suoi confini. Dall’altra torna nei paesi, nelle feste e nelle sagre nelle quali quella stessa cucina continua a vivere. È probabilmente una delle caratteristiche che meglio descrivono ciò che potrebbe essere oggi un ambasciatore della cucina ciociara: qualcuno che conosce il territorio, lo frequenta, ne racconta i prodotti e riesce contemporaneamente a portarli davanti a un pubblico più vasto.

Un giorno, tutti insieme

Guardando insieme queste esperienze viene spontaneo immaginare una cosa semplice: riunirli, almeno una volta, tutti nello stesso evento dedicato alla cucina ciociara. Chi vive e lavora sul territorio potrebbe esserci di persona. Chi oggi è negli Stati Uniti, in Canada o in Australia potrebbe collegarsi in videoconferenza. Nonna Pia da oltreoceano, Nonna Elda dal Canada, Valentina Camillacci dall’Australia, Alessandra Fontana, Emanuela Crescenzi, Daniele Querqui e gli altri protagonisti di questo racconto. Non servirebbe costruire qualcosa di complicato. Basterebbe una giornata fatta di ricette, racconti, memoria, cucina dal vivo e collegamenti con chi ha portato queste tradizioni lontano dalla Ciociaria.

Sarebbe bello vedere, almeno per un giorno, la cucina ciociara riunita attorno allo stesso tavolo, anche se una parte di quel tavolo fosse collegata da migliaia di chilometri di distanza. Perché queste storie sono diverse, ma hanno tutte una cosa in comune: dimostrano che la cucina ciociara continua a vivere, a viaggiare e a farsi conoscere ben oltre i confini della provincia. Una cucina che continua a viaggiare senza perdere il proprio nome: Ciociaria.