MONTE - LE DIMISSIONI SONO UN ATTO DI RESPONSABILITA'

  • Tommaso Villa

A dieci giorni dallo scioglimento del Consiglio comunale di Monte San Giovanni Campano, l'ex Vicesindaco e Assessore chiarisce pubblicamente le ragioni che hanno portato prima alle sue dimissioni dalla Giunta e successivamente alla rinuncia al ruolo di consigliere comunale, rispondendo alle dichiarazioni rilasciate dall'ex sindaco Emiliano Cinelli nella conferenza stampa successiva alla caduta dell'amministrazione. Sabrina Sciucco ribadisce che la sua scelta non è stata un atto improvviso né un accordo costruito nelle ore precedenti, ma una scelta politica individuale e coerente; maturata dopo mesi di confronto interno e dopo aver chiesto un cambio di metodo. Che non è mai arrivato!

“Emiliano Cinelli ha parlato come se la sua amministrazione fosse caduta in questi giorni con le dimissioni del Vice Sindaco, dimenticando o omettendo di dire, che non ha più la maggioranza politica ormai da oltre due anni, quando uscirono tre consiglieri che lo avevano sostenuto. Grazie alla mia pazienza, alle mie prese di posizione nelle riunioni di maggioranza ed in Consiglio, Emiliano ha retto altri due anni, altro che piano politico della Sciucco. Invece di cercare colpevoli dovrebbe assumersi la responsabilità del proprio fallimento politico nel tenere unita la squadra.

Se avessi pensato al mio interesse personale sarei rimasta fino alla fine del mandato, ottenendo maggiore visibilità politica. Ho scelto invece di rinunciare a un ruolo importante perché non potevo più condividere un percorso amministrativo che ritenevo non corretto per il bene della comunità. Alle scorse elezioni comunali feci un passo indietro per sostenere la candidatura a sindaco di Emiliano Cinelli. All'epoca gli ho accordato la mia fiducia e non avrei avuto alcun problema a rinnovargli anche oggi la mia totale fiducia, se in questi cinque anni lui avesse dimostrato di saper condividere, ascoltare e valorizzare i propri collaboratori. Perché ogni consigliere rappresenta i cittadini e quindi tutto il territorio di Monte San Giovanni Campano.”

Le ragioni delle mie dimissioni risiedono in primis nel progressivo deterioramento del rapporto di fiducia, causato dalla mia decisione di non avallare più scelte improvvisate e prive della necessaria programmazione. Negli ultimi mesi i confronti in giunta e in consiglio erano diventati difficili per la totale assenza di trasparenza e condivisione. Di fronte a questo modo di amministrare, ho ritenuto di non poter più condividere quel percorso.

Proseguire avrebbe significato accettare una gestione che rischiava di gravare ulteriormente sul bilancio comunale, con l’accensione di ulteriori mutui e, di conseguenza, sulle tasche dei cittadini, anteponendo logiche di sopravvivenza politica all'interesse della collettività. In un’amministrazione già fragile a causa di una maggioranza risicata , ogni voto risultava decisivo e questo ha favorito richieste e interventi improvvisati, spesso accolti dal sindaco più per mantenere gli equilibri politici che per rispondere a una reale programmazione territoriale, con l’accensione di mutui e di conseguenza gravando sulle tasche dei cittadini. Le opere pubbliche, dovrebbero essere condivise con tutti i consiglieri e pensate per rispondere ai bisogni di tutti i cittadini di tutte le frazioni, eliminando la distinzione tra territori di serie A e zone dimenticate.

Nessun "inciucio", nessun effetto sorpresa: la maggioranza che è crollata sotto le sue stesse macerie. Negli ultimi consigli comunali ho evidenziato apertamente davanti ai cittadini le problematiche evidenziate. Il sindaco e la maggioranza erano perfettamente a conoscenza di queste criticità, che non sono affatto emerse all'improvviso con le mie dimissioni.

Il sindaco ha trattenuto per sé troppe deleghe fondamentali, tra cui bilancio, urbanistica, personale, tributi, polizia locale e turismo, limitando di fatto l'azione e l'autonomia degli assessori e impedendo un reale lavoro collegiale. Il confronto politico è stato ridotto al minimo: le riunioni di maggioranza erano quasi assenti e le sedute di giunta si svolgevano spesso da remoto per molti assessori. Di recente sono state assunte decisioni senza alcuna discussione di squadra, come la gara per il rinnovo del servizio di trasporto scolastico, avviata senza garanzie e senza una retribuzione adeguata per gli autisti .

La filosofia del sindaco è stata quella del "Marchese del Grillo" (io sono io e voi non siete niente), come confermato anche in conferenza stampa, dove ha parlato solo al singolare attribuendo i traguardi raggiunti unicamente a se stesso senza riconoscere il contributo di tutta l’amministrazione.

Tra le questioni che avrebbero determinato la rottura dell’ultimo anno vengono richiamati numerosi temi amministrativi.

Penso alla situazione dei cimiteri comunali, davvero preoccupante, dove in cinque anni sono stati realizzati solo 64 loculi nel Cimitero Capoluogo e nessun loculo nel Cimitero di Colli e oggi ci sono molte famiglie in attesa di una soluzione dignitosa. Nonostante i miei solleciti ad oggi non si comprende perché non siano mai iniziati i lavori per la realizzazione di altri 100 loculi progettati da tempo. Penso alle scuole: la mancanza di chiarezza sulla vicenda degli edifici scolatici è stato uno dei punti di scontro, in particolare la situazione di Anitrella, chiusa da due anni senza una comunicazione chiara alle famiglie, e alle difficoltà legate agli altri edifici scolastici. L’ex sindaco nell’ultimo Consiglio Comunale ha affermato che la scuola di Anitrella sarebbe stata riaperta a settembre, mentre basta vedere il cantiere per rendersi conto che ci vogliono molti mesi se non anni. Lasciare una frazione, i suoi alunni, e i suoi commercianti in balia degli eventi è stato inaccettabile per me. Sono temi che non potevano più essere rimandati».

Altro tema importante che ha prodotto una insanabile frattura è stata la vicenda dei campi sportivi , circa la gestione dell’affidamento di Colli e Anitrella, ma soprattutto la vicenda legata al finanziamento dei lavori per il campo sportivo “San Marco”; parliamo di un mutuo agevolato di 700 mila euro, concesso nel 2020, sul quale esprimo forti preoccupazioni alla luce della recente comunicazione (luglio 2026) dell'Istituto per il Credito Sportivo relativa alla sospensione del contributo in conto interessi. Una circostanza che rischia, se non prontamente risolta, di gravare direttamente sulle casse comunali e di compromettere gli equilibri di bilancio negli anni futuri.

Il mio giudizio di questi cinque anni di amministrazione? «I primi anni sono stati caratterizzati da entusiasmo, collaborazione e risultati importanti, ai quali ho contribuito come vicesindaco partecipando attivamente alla vita amministrativa. Successivamente, però, il confronto è diminuito e la maggioranza si è progressivamente divisa. Una squadra funziona solo se tutti vengono coinvolti e valorizzati».

Condivido la realizzazione delle grandi opere con la richiesta di finanziamenti pubblici, ma nel tempo questa amministrazione è venuta meno all'obiettivo primario a cui è chiamata come: la manutenzione ordinaria del territorio, il potenziamento dell’assistenza domiciliare agli anziani e alle persone con disabilità che per me deve essere una priorità e la valorizzazione delle associazioni presenti sul territorio, che con il loro impegno rappresentano il motore socio-culturale di un paese.

Personalmente ho sempre anteposto l'interesse della comunità alle poltrone, compiendo una scelta difficile ma coerente con i miei valori. Quando vengono meno i presupposti per amministrare bene, quando i bisogni primari dei cittadini, sistemazione edifici scolastici, cimitero, vengono anteposti alla realizzazione di opere pre- elettorali solo per ottenere consensi la via più corretta è restituire la parola agli elettori per avviare un nuovo percorso basato su trasparenza, ascolto e partecipazione. Le dimissioni non rappresentano una resa, bensì un atto di coraggio per tutelare il futuro di Monte San Giovanni Campano da scelte non più condivisibili.

Vorrei fare qualche precisazione su quanto dichiarato dal l’ex sindaco nella conferenza stampa: “ sta facendo credere ai cittadini che la caduta dell'amministrazione avrebbe comportato la perdita di 116.000 euro all'anno di fondi di ristoro per l'esclusione dalla zona ZES. Questo è falso: il Segretario Comunale ha confermato che i fondi verranno comunque erogati all'ente regolarmente. Ciò che è venuto meno, e che preoccupa l'ex sindaco, è solo la possibilità di gestire tali somme in modo discrezionale sul territorio e sulle attività commerciali a fini di propaganda elettorale.

In merito alle inaugurazioni di opere sul territorio, vorrei precisare che l’asilo nido “Mastrazze” si sarebbe dovuto inaugurare già a giugno. Tuttavia, ciò non è stato possibile a causa di un errore nella procedura amministrativa relativa all’intitolazione. Nessuno ha ostacolato l’inaugurazione, e comunque le porte della struttura sono aperte già da un anno sia per i bambini che per le loro famiglie. Infine, la scuola de La Lucca, sarà riaperta solo quando ci saranno le certificazioni ed il collaudo, per la sicurezza degli alunni, insegnati e personale scolastico; e gli uffici stanno lavorando assiduamente per garantire un rientro immediato. Vorrei ricordare all’ex sindaco che altre strutture, quali edifici scolastici di Chiaiamari, Colli e Porrino funzionano tranquillamente anche senza tagli di nastri ed inaugurazioni che questa amministrazione non ha mai fatto a completamento dei lavori.

L'ex amministratrice informa infine di aver già incontrato il Commissario Prefettizio Francesco Tarricone, al quale sono state rappresentate le principali priorità da affrontare durante la gestione commissariale: il completamento degli interventi sulle scuole, la realizzazione dei loculi cimiteriali, il rinnovo del servizio di trasporto scolastico, l’ incremento dell'orario di lavoro agli operai e agli agenti di polizia locale di recente assunzione visto che i settori sono in sofferenza di personale e la definizione della complessa vicenda relativa a Palazzo Nicoletti: “ho chiesto di risolvere concretamente questa annosa situazione che riguarda la frazione di Colli, che vede coinvolte molte famiglie, essendo proprietarie della maggioranza del palazzo. Il problema cardine della questione non è solo lo sblocco dell’iter riguardante l’interesse storico, come ha spesso proclamato l’ex sindaco: “e ora si apre la fase della demolizione”. Ma i costi delle demolizione chi li sostiene? Il vero problema è il reperimento dei fondi economici per seguire la strada della demolizione o anche perché no della riqualificazione, visto che molti cittadini hanno vissuto lì la loro vita familiare.

Voglio inoltre rassicurare tutti sulla gestione commissariale: il commissario prefettizio è un elemento di garanzia e di reset democratico. È decisamente meglio attraversare una fase di ordinaria amministrazione imparziale, piuttosto che subire una gestione politica prolungata ma priva di trasparenza e di visione.

Resto a disposizione della comunità di Monte San Giovanni Campano. Se si creeranno le giuste condizioni e se i cittadini lo chiederanno, sarò pronta a mettere nuovamente la mia esperienza al loro servizio. Al contrario, se i segnali della cittadinanza non andranno in questa direzione, sarò la prima a fare un passo indietro con la serenità e la libertà politica che mi contraddistinguono. L'obiettivo principale resta il bene del paese e non la semplice conquista di una carica: saranno sempre i cittadini a decidere il futuro del Comune.