MONTE - PURO DELIRIO A GIRATE

  • Tommaso Villa

Sabato sera, in provincia, gli appuntamenti importanti non mancavano. Eppure Girate, piccola frazione di Monte San Giovanni Campano, riesce a fare il pienone. Si parcheggia lontano. Molto lontano. Si cammina per un bel tratto prima di arrivare al palco. Ad accogliere il pubblico c’è un grande piazzale di brecciolino e, nei primi minuti, l’atmosfera sembra quasi trattenuta. La gente osserva, resta un po’ distante. Per un attimo viene perfino il dubbio di aver sbagliato serata.

Poi arriva Dino Brown. Bastano cinque minuti. La musica parte e quello stesso pubblico, fino a poco prima timido e distante, diventa parte integrante dello spettacolo. Si canta, si balla, le mani vanno al cielo. E succede qualcosa che ormai sembra quasi incredibile: i telefonini praticamente scompaiono. Se ne accorge anche Dino Brown. Lo sottolinea dal palco e lascia una frase che fotografa perfettamente la serata: «I ricordi più belli restano nella memoria delle persone, non in quella dei telefonini».

A quel punto Girate cambia completamente volto. Il pubblico diventa quasi un corpo solo: ondeggia, salta, balla, canta. La polvere del piazzale comincia ad alzarsi sotto i piedi, ma non interessa a nessuno. La voglia di riscoprire le emozioni legate a certe canzoni è troppo forte. È come se, per qualche ora, il popolo della notte fosse tornato a vivere.

Accanto a chi quelle canzoni le ha ballate davvero nelle discoteche degli anni Novanta e Duemila ci sono ragazzi che forse le hanno conosciute attraverso un videogioco, un reel o una delle tanti post che oggi riportano sui social la musica di quegli anni. Generazioni diverse, stessa musica, stesso piazzale.

E alla fine quella piccola frazione che all’arrivo sembrava quasi troppo tranquilla diventa ciò che nessuno si aspettava: Puro delirio a Girate.