CASSINO/SORA - DOMANI L'ULTIMO SALUTO A SUOR GIOVANNA
- Tommaso Villa
Domani Cassino si fermerà per salutare Suor Giovanna. Una figura che non ha mai cercato la ribalta, ma che nel tempo è diventata parte della vita di tantissime famiglie. È andata via nel giorno di Natale, quasi in silenzio, come ha sempre vissuto il suo servizio. E forse non è un caso.
Per tutti era semplicemente Suor Giovanna, presenza quotidiana e rassicurante della scuola dell’infanzia della Scuola San Benedetto. Il suo nome era Silvana Fantauzzi, originaria di Sora, ma quel nome, col tempo, aveva lasciato spazio a qualcosa di più grande: un ruolo, una missione, un legame profondo con i bambini e con chi quei bambini li affidava a lei ogni mattina.
Non ha mai considerato gli alunni come semplici iscritti. Per Suor Giovanna erano persone, una ad una. Piccoli tesori, come li chiamava lei, da accompagnare con pazienza, fermezza e affetto. Colpiva la sua memoria: ricordava i nomi, le storie, i caratteri, anche a distanza di moltissimi anni. E oggi quegli stessi bambini, diventati adulti, parlano di lei con un sorriso che arriva prima delle parole.
Era ovunque ci fosse la comunità: nelle recite scolastiche, nelle feste, nelle iniziative cittadine. Dal Corteo storico Terra Sancti Benedicti alla Maratona di Primavera, Suor Giovanna c’era. Sempre composta, sempre presente, mai protagonista, ma indispensabile. Una di quelle persone che ti accorgi quanto contano solo quando non ci sono più.
Dall’Istituto San Benedetto ricordano il suo impegno, la sua pazienza, il suo sorriso. Ma chi l’ha conosciuta sa che c’era anche altro: una dedizione quotidiana fatta di piccoli gesti, di attenzioni silenziose, di una presenza che dava sicurezza. Senza proclami, senza rumore.
I funerali saranno celebrati domani, sabato 27 dicembre, alle ore 10, nella Concattedrale di Santa Maria Assunta. Dopo il rito, le spoglie verranno tumulate nella cappella di famiglia presso il cimitero di Sora, la sua città d’origine, dove tornerà a riposare.
Con Suor Giovanna se ne va un pezzo di infanzia condivisa, un frammento di memoria collettiva. Resta però ciò che ha lasciato: nei ricordi, nelle storie raccontate a bassa voce, in quel modo gentile di stare al mondo che, oggi più che mai, sembra una lezione da non dimenticare.