TURISMO INVERNALE - TANTA NEVE, IMPIANTI FERMI
- Tommaso Villa
In questi giorni la neve è tornata a cadere sulle montagne della Ciociaria e, per una volta, non è solo una cartolina. A Campocatino gli impianti sciistici sono aperti, consentendo lo svolgimento delle attività invernali, e soprattutto ha riaperto l’hotel, chiuso da anni. Un segnale importante, che va oltre lo sci: significa lavoro, accoglienza, fiducia. Significa che, quando le condizioni ci sono e qualcuno decide di investire, la montagna risponde.
Diversa – e molto più preoccupante – la situazione di Campo Staffi. Qui gli impianti restano chiusi, non per mancanza di neve, ma per mancanza di gestione. Il bando è andato deserto e il Comune, che non dispone delle risorse necessarie per sostenere costi e manutenzione, sta valutando addirittura la vendita degli impianti. Una scelta comprensibile dal punto di vista amministrativo, ma che racconta un vuoto politico e strategico più ampio.
È esattamente qui che dovrebbe entrare in gioco la Regione Lazio. Perché il turismo montano non può essere lasciato alla fortuna di una nevicata o alla buona volontà dei singoli Comuni. Serve un intervento strutturale: il finanziamento e l’attivazione di una DMO capace di tenere in piedi gli impianti, coordinarne la gestione e, soprattutto, costruire una vera strategia di destagionalizzazione del comprensorio.
Non si parla solo di sci. Si parla di escursionismo, sport outdoor, famiglie, scuole, turismo naturalistico, eventi, enogastronomia, cultura. Si parla di rendere la montagna viva dodici mesi l’anno, perché il cambiamento climatico ha già dimostrato quanto sia fragile un modello basato esclusivamente sull’inverno. Lo abbiamo visto lo scorso anno, quando in piena stagione si registravano temperature vicine ai 18 gradi: un colpo durissimo per tutto il sistema.
Campocatino oggi rappresenta un segnale di speranza. Campo Staffi, invece, è un campanello d’allarme. Due facce della stessa montagna che chiedono una sola cosa: programmazione. Senza una regia regionale, senza una DMO forte e finanziata, ogni inverno rischia di essere l’ultimo. E con esso, un pezzo importante dell’economia e dell’identità della Ciociaria. Anche questo è turismo. Ma soprattutto, questa è una scelta politica che non può più essere rimandata.