CASSINO - SALVIAMO I LAVORATORI DEL CONSORZIO

  • Tommaso Villa

Le bugie, si sa, hanno le gambe corte. Mentre si sta per celebrare il ritorno dell’acqua al laghetto di Castrocielo, dall'altra parte della recinzione 21 famiglie di lavoratori del Consorzio di Bonifica Valle del Liri vengono condannate alla disoccupazione.

È questa la sconcertante realtà che l'UGL torna a denunciare. Soltanto la settimana scorsa erano state date rassicurazioni formali sulla stabilità occupazionale del personale e che nessun lavoratore sarebbe stato licenziato. Oggi si scopre che quelle parole erano solo fumo negli occhi per chi, ogni giorno, garantisce i servizi sul territorio.

"Per noi – sottolinea il Segretario Provinciale Enzo Valente – non rinnovare il contratto significa licenziare!".

Il lavoro svolto finora dalle 21 persone del Consorzio Valle del Liri non svanisce nel nulla; le mansioni restano e i servizi vanno garantiti a tutta la cittadinanza. A tal proposito, l’UGL pone al centro della discussione i diritti contrattuali del personale: secondo l'articolo 7 del Contratto Collettivo dei Consorzi di Bonifica, è fatto esplicito divieto di indire appalti per affidare servizi a ditte esterne, una norma nata proprio per tutelare l'internalizzazione delle mansioni e dare stabilità a chi lavora.

L'UGL si schiera a difesa inderogabile di questo gruppo di lavoratori, invitando la politica locale e l'amministrazione a riflettere seriamente sul rispetto del Contratto Collettivo: "Non si possono violare i diritti contrattuali del personale del Consorzio per scaricare i lavoratori e pensare di esternalizzare le loro mansioni a piacimento".

Se si deciderà di tirare dritto, calpestando le tutele del personale del Consorzio Valle del Liri e le clausole del Contratto, l'azione del sindacato a difesa dei dipendenti salirà immediatamente di livello.

L'UGL è pronta a investire direttamente della questione il Prefetto di Frosinone, presentando un esposto formale per denunciare la violazione delle normative contrattuali e proteggere il futuro occupazionale di queste 21 famiglie.

“La giustificazione del mancato rinnovo per i contratti a tempo determinato non è accettabile. In un territorio come quello del Cassinate – spiega ancora Valente – che sta attraversando la peggiore crisi economica e occupazionale dal dopoguerra a oggi, complice il drammatico collasso del settore automotive, lasciare a casa un lavoratore a termine significa privarlo del proprio futuro. Senza se e senza ma.

È inaccettabile che per il Consorzio di Bonifica Valle del Liri, un ente che si regge e si finanzia grazie alle tasse e ai contributi dei cittadini e dei contribuenti, si adottino politiche che penalizzano i lavoratori del territorio anziché valorizzarli. ​ Se i servizi dovranno comunque essere gestiti, pretendiamo e pretendiamo fermamente che per queste persone venga trovata un'immediata soluzione di continuità".