CIOCIARIA - C'ERA PRIMA DI ROMA, PRIMA DEI VOLSCI, PRIMA DEGLI ERNICI
- Tommaso Villa
Quando vogliamo raccontare quanto sia antica la nostra terra, spesso mostriamo una pietra romana, una porta medievale o magari quel celebre “SPQV” inciso sui muri di Veroli, quasi a voler imitare il più famoso SPQR romano. È il modo con cui da anni proviamo a spiegare che la Ciociaria ha una storia importante.
Ma la verità è molto più impressionante. Perché la storia della nostra terra non inizia con Roma. E forse nemmeno con Volsci ed Ernici. Inizia centinaia di migliaia di anni prima, quando nella Valle Latina si muovevano uomini primitivi, elefanti antichi, ippopotami e giganteschi mammiferi oggi scomparsi.
La verità è che la Ciociaria custodisce una delle storie preistoriche più straordinarie del Centro Italia. Una storia che incredibilmente conosciamo poco, raccontiamo male e valorizziamo ancora meno. eppure le prove sono ovunque.
Il grande Lago Lirino: la culla della preistoria ciociara Per capire davvero la preistoria della Ciociaria bisogna partire da un elemento fondamentale: l’acqua. Molto prima delle città, delle strade e dei campi coltivati, gran parte della Valle del Liri e della Valle Latina era occupata da un enorme sistema lacustre e paludoso che gli studiosi identificano con l’antico Lago Lirino. Non un piccolo lago isolato, ma un vastissimo ambiente naturale fatto di: laghi, acquitrini, canneti, corsi d’acqua, zone umide, pianure fertili. Un ecosistema perfetto per la vita.
Ed è proprio qui che si trova la spiegazione di molti ritrovamenti archeologici e paleontologici emersi negli ultimi decenni nella provincia di Frosinone. Dove oggi scorrono superstrade, linee ferroviarie e provinciali, per centinaia di migliaia di anni esistette un ambiente ricchissimo di acqua e vegetazione che attirava animali giganteschi e gruppi umani primitivi. Non è un caso se quasi tutti i grandi ritrovamenti preistorici della Ciociaria si concentrano proprio attorno a questa fascia territoriale.
Argil: l’uomo che riscrisse la preistoria italiana Il simbolo più noto di questa storia è certamente Argil, il cosiddetto uomo di Ceprano. Nel 1994 il professor Italo Biddittu rinvenne tra Ceprano e Pofi un cranio fossile destinato a diventare uno dei reperti paleoantropologici più importanti d’Europa. La scoperta ebbe risonanza internazionale. Per anni si parlò di una datazione vicina agli 800 mila anni. Oggi le analisi più prudenti collocano Argil attorno ai 400 mila anni fa, ma il valore storico del reperto resta enorme. Significa che la Valle Latina era abitata da esseri umani in un’epoca remotissima, molto prima della nascita di Roma e persino prima delle civiltà italiche che normalmente studiamo nei libri di storia. Argil non rappresenta soltanto un fossile umano. Rappresenta la prova concreta che la Ciociaria era già un territorio centrale per la vita umana nella preistoria europea.
Elefanti antichi, ippopotami e fauna gigantesca Ma Argil non era solo. Gli scavi effettuati nella stessa area hanno restituito resti di: elefanti antichi, ippopotami, grandi cervi, bovidi, fauna pleistocenica. A Anagni, nel sito di Fontana Ranuccio, sono stati ritrovati resti umani antichissimi insieme a strumenti primitivi e perfino una gigantesca zanna di elefante antico lunga oltre tre metri. Nel territorio di Campogrande, tra Ceprano e Pofi, emersero invece resti attribuiti a enormi pachidermi preistorici. Fa quasi effetto immaginarlo oggi. Dove sorgono paesi, distributori, supermercati e parcheggi, un tempo si aggiravano animali giganteschi in una sorta di savana europea ricca d’acqua e vegetazione. La Ciociaria preistorica non era una periferia del mondo. Era un habitat ideale.
Le impronte dei dinosauri di Esperia E poi c’è uno degli aspetti più sorprendenti di tutti. Nel territorio di Esperia, ai piedi dei Monti Aurunci, sono state rinvenute oltre quaranta impronte fossili di dinosauro risalenti a circa 120-140 milioni di anni fa. Impronte vere. Ancora oggi visibili. Una delle testimonianze paleontologiche più importanti del Lazio. Secondo gli studiosi appartenevano a dinosauri erbivori e carnivori che attraversavano quella che allora era una vasta area tropicale affacciata sull’antico mare della Tetide. Alcune orme mostrano ancora perfettamente: le tre dita, la profondità del passo, i segni delle unghie. Un dettaglio quasi irreale. Pensare che in quella che oggi chiamiamo Ciociaria camminassero dinosauri milioni di anni prima dell’uomo cambia completamente la percezione della nostra terra. Il sito paleontologico è visitabile e parte del materiale scientifico è conservato presso il Museo del Carsismo di Esperia.
Aquino e la grande dorsale preistorica della Valle del Liri Anche il territorio di Aquino rientra in questo enorme racconto preistorico. Gli studi archeologici indicano infatti la presenza di frequentazioni umane paleolitiche lungo tutta la Valle del Liri, favorita proprio dalla presenza dell’antico sistema lacustre e fluviale. Strumenti litici, tracce di insediamenti e ritrovamenti sparsi raccontano una presenza umana diffusa lungo quella che oggi appare come una normale valle. In realtà quella valle fu per millenni un gigantesco corridoio naturale per uomini e animali.
Campoli Appennino e quando la Ciociaria era sotto il mare E la storia non finisce qui. Perché le montagne della Ciociaria raccontano un passato ancora più remoto. Territori come Campoli Appennino, i Monti Simbruini e gran parte dell’Appennino laziale conservano fossili marini, fenomeni carsici, cavità naturali e testimonianze geologiche che raccontano quando questi territori erano sommersi dal mare. Conchiglie fossili, rocce sedimentarie e antiche formazioni marine ricordano che prima ancora dei mammut e degli uomini primitivi esisteva un altro mondo. Un mondo oceanico. Anche questo è Ciociaria. Una terra che conosce troppo poco sé stessa. Ed è forse proprio questo il punto più importante di tutto il ragionamento. Noi continuiamo spesso a raccontare la Ciociaria come una periferia della storia. Una terra arrivata dopo gli altri.
Ma la realtà è quasi opposta. Perché questa terra era già viva quando Roma ancora non esisteva e ...... se Romolo e Remolo fossero Ciociari ? Sotto i nostri paesi, sotto le provinciali, sotto le case e i centri commerciali, esiste una memoria lunghissima fatta di dinosauri, antichi mari, uomini primitivi, elefanti giganteschi e mondi scomparsi. Forse il problema della Ciociaria moderna è proprio questo: conoscere troppo poco la grandezza della propria storia. Perché la Ciociaria non è soltanto una terra antica. È una terra primordiale.