ISOLA LIRI - LA TRASMIGRAZIONE POLITICA
- Tommaso Villa
“IL VECCHIO MONDO STA MORENDO. QUELLO NUOVO TARDA A COMPARIRE. E IN QUESTO CHIAROSCURO NASCONO I MOSTRI” ANTONIO GRAMSCI
… Amministratori inadeguati ad affrontare le urgenze di una città in profonda crisi economica che aveva perso ogni riferimento ed identità. Se prima la fabbrica garantiva il lavoro e la vita fluiva senza eccessive preoccupazioni, l’incertezza per il futuro, l’illusione di una riconversione turistica e una mancanza di una visione urbanista, economica e culturale, favoriva una politica a carattere aziendale senza alcun codice etico.
Ciò che era importante per l’acquisizione del consenso, era l’occupazione di posti strategici e funzionali ad una politica clientelare che si configurava come una sorta di Ufficio di Collocamento per la gestione del mercato del lavoro.
Anche l’ordinaria manutenzione, la sostituzione di una lampada, la riparazione di una strada o addirittura un semplice certificato, erano particolari concessioni al cittadino. I Partiti politici erano porte girevoli, si entrava e si usciva con estrema facilità, ciò che caratterizzava questo frenetico via vai era solo ed esclusivamente la propria personale ambizione.
Si entrava si occupava strategicamente il partito e lo si piegava alle proprie esigenze. Poi con la modalità di usa e getta, si trasmigrava altrove in postazioni che sembravano più convenienti …
Luciano Duro
ex sindaco di Isola Liri