REFERENDUM - GIUSTO VOTARE NO

  • Tommaso Villa

Ho partecipato a un evento, organizzato dall'Associazione Fare Verde aps, sul referendum del 22 e 23 marzo 2026 per confermare o respingere la legge costituzionale approvata dal Parlamento il 30 ottobre 2025 che:

  1. separa formalmente le carriere fra giudici e pubblici ministeri — ossia non possono più passare da un ruolo all’altro;
  2. istituisce due distinti Consigli Superiori della Magistratura (CSM);
  3. crea una Alta Corte disciplinare.

I relatori sono stati tre magistrati che hanno spiegato in modo autorevole e dettagliato le norme attualmente in vigore e i contenuti della riforma costituzionale approvata dal Parlamento. Dal dibattito è emerso:

    1. 𝗟𝗮 𝘀𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗮𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗳𝗮𝗹𝘀𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮. Attualmente i magistrati possono chiedere di cambiare funzione solo una volta nella carriera e nei primi dieci anni. I dati ufficiali dicono che su circa 9000 magistrati solo 40 all'anno fanno questa richiesta, si tratta dello 0,4%. Questo è un indizio che fa capire che l'obiettivo della riforma non è la separazione delle carriere;
    1. Attualmente la magistratura è governata (assegnazione incarichi, trasferimenti, sanzioni diaciplinari) da un solo organo elettivo la cui maggioranza appartiene ai magistrati. La riforma, invece, introduce due CSM separati, i cui membri della magistratura saranno sorteggiati in modo integrale tra tutti i magistrati (scelti a caso). Mentre i membri scelti dalla politica saranno sorteggiati in un ambito ristretto deciso dalla politica stessa. A me appare un sorteggio con il trucco, perché uno è integrale l'altro temperato (tra persone fidate). 𝗔𝘃𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗱𝘂𝗲 𝗖𝗦𝗠 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗲𝗯𝗼𝗹𝗶 𝗲 𝗳𝗮𝗰𝗶𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗮𝗱 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮. 𝗗𝘂𝗲 𝗖𝗦𝗠 𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗳𝗳𝗿𝗶𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘇𝗶𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗮𝗶 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗶 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶;
    1. Le funzioni disciplinari passerebbero dall'attuale CSM a un organo di nuova costituzione: l'Alta Corte disciplinare. È composta da 15 membri: 6 di nomina politica (3 dal Presidente e 3 da una lista del Parlamento) e 9 magistrati sorteggiati. 𝗟'𝗔𝗹𝘁𝗮 𝗖𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗶𝗽𝗹𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮 𝘃𝗮𝗿𝗶𝗲 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀, 𝗮 𝗺𝗶𝗼 𝗮𝘃𝘃𝗶𝘀𝗼, 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗲 𝗲̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲̀ 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝗺𝗲𝗺𝗯𝗿𝗶 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝗺𝗮𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶. 𝗘̀ 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗼 𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗶𝗺𝗶𝗱𝗶𝗿𝗲 𝗶 𝗺𝗮𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝘃𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗶𝗽𝗹𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲.

Posso aggiungere che passare da un solo CSM a due e creare l’Alta Corte disciplinare costerebbe allo Stato circa 72 milioni in più l’anno, non per avere una giustizia più efficiente e a misura di cittadini ma per avere un potere giudiziario indebolito a vantaggio dei politici e dei potenti. 𝗖𝗼𝗻 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟳𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗹'𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘀𝗶 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗽𝗮𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝟲𝟬𝟬 𝗺𝗮𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗹𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶. Il tentativo di indebolire la magistratura, aumentando il controllo e l'influenza della politica su di essa, è evidente. 𝗜𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗡𝗢 𝗻𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮.

Aniello Prisco

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