ISOLA LIRI - PIANO REGOLATORE, STRUMENTO OBSOLETO
- Tommaso Villa
Delle due l'una. Con singolare concomitanza in questo distratto e vacanziero agosto sono avvenuti due fatti apparentemente disgiunti, ma forse intimamente connessi, mi riferisco a: Approvazione della legge regionale che semplifica le procedure di rigenerazione urbana, consente recuperi di volumetrie consentendo la destinazione d’uso residenziale a sotto tetti e seminterrati, cambi di destinazioni d’uso con premialità e altre semplificazioni amministrative.
La legge regionale consente di conseguire gli obiettivi di rigenerazione e sviluppo del il tessuto urbano della nostra citta e riqualificare l’edilizia esistente delle periferie fatte di case unifamiliari e bassa densita. L’altro fatto è l’affidamento di incarico da parte dell’amministrazione comunale di Isola del Liri per la redazione di un nuovo Piano Regolatore.
Delle due l’una Infatti l’applicazione diligente e puntuale della legge regionale consentirebbe uno sviluppo della città già nell’immediato, mentre Il nuovo piano regolatore nulla apporterebbe di nuovo a quanto già permette la legge regionale recentemente entrata in vigore. Non si comprende quindi l’utilità di porre mano al Nuovo Piano.
A meno che attraverso la dotazione di un nuovo Piano regolatore non si vogliano individuare nuove aree residenziali e produttive , singolare obiettivo per una città che ha un saldo negativo di abitanti e quindi zero necessità di nuove aree residenziali e vaste aree dismesse che possono essere recuperate con le norme vigenti ad uso commerciale. L’altro obiettivo, la tutela ambientale, poi è garantita dalla pianificazione sovraordinata .(Piano paesaggistico e altri strumenti di tutela vigenti)
Si potrebbe obiettare che il recente sviluppo turistico della città impone scelte che devono essere contemplate in uno strumento organico che tiene conto dei fattori di novità che tale sviluppo impone.
Orbene La pedonalizzazione del centro storico richiede una forte implementazione dei parcheggi, si attivi un Piano Parcheggi esteso a tutta la citta. Nuove aree e completamento dei comparti interrati esistenti e inutilizzati sono obiettivi conseguibili.
L’altra obiezione sarebbe la necessità di prevedere maggiori servizi. Un Piano settoriale dedicato esclusivamente ai Servizi e il cui obiettivo sarebbe recuperare le aree dismesse e dotare di servizi le periferie in cui la carenza di servizi, è una strada praticabile. Infine una considerazione che si pone all’attenzione e spero insieme alle altre possano alimentare un opportuno e sereno dibattito. Perché a Milano lo sviluppo della città attraverso la rigenerazione urbana con la realizzazione di edifici alti si affida allo strumento del Permesso di costruire in convenzione e in altre parti di Italia le città dovrebbero organizzarsi ricorrendo a strumenti obsoleti come il Piano regolatore generale, siamo forse figli di un Dio Minore?
Arch. Vincenzo Pessia