ARPINO - CERTAMEN, OGGI SI ALZA IL SIPARIO
- Tommaso Villa
Oggi si alza ufficialmente il sipario sulla XLV edizione del Certamen Ciceronianum Arpinas, lo storico concorso internazionale di latino che fino al 10 maggio trasformerà Arpino nella capitale europea della cultura classica.
La manifestazione è stata presentata ieri nel corso dell’incontro ufficiale dedicato all’evento, confermando numeri di assoluto rilievo internazionale: saranno infatti 270 i giovani liceali protagonisti dell’edizione 2026, con 159 studenti italiani e 111 provenienti da undici nazioni europee. Un dato che continua a rendere il Certamen Ciceronianum uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi della Regione Lazio e tra le più importanti competizioni europee dedicate agli studi umanistici.
L’edizione di quest’anno ruota attorno al tema “Cultura, Pace e Amicizia”, un messaggio che assume un significato ancora più forte in un momento storico attraversato da conflitti e tensioni internazionali. Arpino, città natale di Marco Tullio Cicerone, torna così ad essere luogo di incontro tra giovani, lingue e culture differenti, unite dal valore universale del sapere classico.
L’iniziativa è organizzata dal Centro Studi Umanistici “Marco Tullio Cicerone”, presieduto dall’Avvocato Renato Rea, in collaborazione con la Città di Arpino e con l’Istituto di Istruzione Superiore “Tulliano”, con l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e il patrocinio della Regione Lazio e della Provincia di Frosinone.
Il Certamen si svolge inoltre sotto gli auspici del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero dell’Istruzione e del Merito, nell’ambito del progetto “Arpino, Arte, Formazione e Cultura”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Roma.
Le delegazioni straniere arriveranno da Belgio, Croazia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Romania, Serbia, Spagna, Svizzera e Ungheria, confermando il respiro internazionale di una manifestazione che negli anni ha trasformato Arpino in uno dei simboli culturali più riconosciuti della Ciociaria.
Per quattro giorni il centro storico tornerà così a vivere non soltanto la competizione scolastica, ma anche incontri, conferenze, momenti istituzionali e occasioni di confronto tra studenti e docenti provenienti da tutta Europa. Una tradizione culturale che continua a dimostrare come il latino e il pensiero classico possano ancora rappresentare un ponte tra popoli e generazioni diverse.
(Nella foto Vittorio Sgarbi e Renato Rea)