SANITA' - GIORNATA REGIONALE DELLE DIPENDENZE
- Tommaso Villa
La presidente della Commissione regionale Sanità e Politiche Sociali, Alessia Savo, è intervenuta questa mattina alla Prima Giornata Regionale delle Dipendenze, organizzata dall’Asp ISMA all’Opificio Italiacamp di Roma, alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e dell’assessore all’Inclusione Sociale e ai Servizi alla Persona Massimiliano Maselli.
La presidente Savo ha ricordato come la Commissione abbia da poco approvato il regolamento dell’Osservatorio regionale sulle dipendenze, definendolo “uno strumento fondamentale per leggere i fenomeni in tempo reale, unire dati e competenze e intervenire con maggiore tempestività”.
Sui risultati della ricerca in tema di dipendenze digitali, poi, Savo ha parlato di “numeri che confermano ciò che insegnanti, famiglie e professionisti ci raccontano da tempo: l’uso disfunzionale del digitale può incidere profondamente sulla crescita, sulle relazioni e sulla serenità dei più giovani. Le dipendenze digitali – ha evidenziato ancora - rappresentano forme ancora più insidiose, perché si insinuano nella quotidianità, nelle relazioni e nei momenti di solitudine dei ragazzi. Il minimo comune denominatore delle dipendenze dei nostri giovani – ha aggiunto la presidente – è l’era della solitudine, che oggi mette in evidenza due emergenze parallele e apparentemente opposte: da un lato la dipendenza digitale dei più giovani, dall’altro la necessità di una vera alfabetizzazione digitale degli anziani, che spesso trascorrono più tempo con i nipoti che con i figli. È in questo divario che si crea un terreno fragile, dove i ragazzi rischiano di non trovare adulti preparati ad ascoltarli, capirli e guidarli”.
Per questo, secondo la presidente, “nessuna famiglia può affrontare da sola un fenomeno così complesso e subdolo. Serve una rete forte, stabile, capace di lavorare insieme: scuole, servizi sanitari, enti locali, Terzo Settore. Un lavoro che passa necessariamente dal rinforzo delle comunità educanti, attraverso percorsi di formazione, coprogettazione e accompagnamento, per ricostruire un terreno comune di dialogo e comunicazione tra generazioni. Contrastare la solitudine – ha concluso – significa anche restituire alle comunità la capacità di essere presidio educativo, spazio di confronto e di crescita condivisa”.