MONTE - BOCCIATO IL MODO DI AMMINISTRARE DI CINELLI
- Tommaso Villa
Le dichiarazioni dell’ex sindaco Emiliano Cinelli confermano, ancora una volta, la sua incapacità di assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto. Parlare di “atto vile” e di “calcolo politico” significa tentare di trasformarsi nella vittima di una vicenda che presenta invece un dato inequivocabile: Cinelli ha perso, uno dopo l’altro, i componenti della propria maggioranza, fino a non avere più i numeri per amministrare.
Noi consiglieri di opposizione abbiamo fatto semplicemente ciò che il nostro mandato ci imponeva. Quando è diventato evidente che non esistevano più una maggioranza, una squadra e una visione condivisa, abbiamo assunto una decisione politica chiara, trasparente e prevista dalla legge. Non ci siamo nascosti e non abbiamo agito alle spalle di nessuno.
Se alle minoranze si sono aggiunti consiglieri eletti nella stessa coalizione del sindaco, compresa la sua vicesindaca, la domanda non dovrebbe essere perché nove consiglieri si siano dimessi, ma perché Cinelli sia riuscito a perdere così tante persone lungo il cammino.
Dopo aver vinto le elezioni con appena il 32% dei consensi, avrebbe avuto il dovere politico di unire, coinvolgere e costruire una squadra. Ha scelto invece una gestione individuale e accentratrice, nella quale le decisioni venivano prese da pochi, spesso da uno solo, mentre il confronto veniva considerato un ostacolo e ogni critica un tradimento.
La migliore testimonianza di questo modo di operare è rappresentata dalle numerose proposte avanzate dal nostro gruppo, tutte sistematicamente respinte nel nome del “ci pensiamo noi”. A ben vedere, soltanto una nostra proposta è stata accolta: quella relativa alla trasmissione delle sedute del Consiglio comunale. Oggi comprendiamo pienamente la fondamentale importanza di quel risultato.
I tanti cittadini che hanno potuto finalmente assistere alle sedute consiliari hanno acquisito piena conoscenza delle rispettive posizioni, del clima esistente all’interno del Consiglio comunale, delle problematiche affrontate e degli esiti delle decisioni assunte.
Oggi Cinelli rivendica opere, finanziamenti e risultati come successi personali. È lo stesso metodo utilizzato per cinque anni: quando qualcosa andava bene, il merito era del sindaco; quando emergevano ritardi, problemi o irregolarità, la responsabilità veniva scaricata sugli uffici, sulla burocrazia, sull’opposizione o su presunti nemici politici. Ma non si può amministrare prendendosi tutti i meriti e attribuendo sempre agli altri ogni responsabilità.
Nell’elenco autocelebrativo delle opere, tuttavia, è stata scientificamente omessa la scuola di Anitrella. Una dimenticanza certamente non casuale, perché avrebbe imposto all’ex sindaco di parlare anche dei problemi, dei ritardi e delle promesse fatte alle famiglie.
Nella giornata di ieri abbiamo incontrato il commissario prefettizio, dottor Francesco Tarricone. Nel corso dell’incontro, durato oltre un’ora, abbiamo rappresentato con chiarezza ciò che abbiamo fatto durante questi anni di consiliatura: ascoltare i cittadini, portare nelle istituzioni i loro problemi ed esercitare fino in fondo il nostro ruolo di controllo e proposta. Abbiamo illustrato, in particolare, il forte disagio sociale presente nel mondo scolastico e le difficoltà vissute quotidianamente dagli studenti, dalle famiglie e dal personale.
Tra le varie problematiche affrontate, abbiamo manifestato al commissario la nostra contrarietà netta e precisa rispetto all’ultimo atto lasciato in eredità dall’ex sindaco sulla gestione dei campi sportivi. Dopo anni di promesse, annunci e rassicurazioni, si è arrivati addirittura alla previsione di una gara europea, dal valore superiore a un milione di euro, da svolgere presso la Stazione Unica Appaltante della Provincia di Frosinone.
Una scelta che rappresenta l’esatto contrario di quanto raccontato per anni alle associazioni sportive e ai cittadini. Dopo aver promesso una gestione semplice, rapida e vicina al territorio, l’amministrazione ha lasciato in eredità una procedura complessa, di lunga durata e di enorme rilevanza economica.
Durante l’incontro il commissario ci ha chiesto anche un parere sulla vicenda di Palazzo Nicoletti. Abbiamo ribadito la necessità di affrontare la questione con serietà, prudenza e rispetto nei confronti di tutte le persone coinvolte.
Prima di annunciare lo sblocco dell’iter o prospettare soluzioni definitive, è necessario attendere che tutti gli enti competenti si esprimano formalmente e che siano acquisiti i pareri e le autorizzazioni indispensabili. Su una vicenda così delicata non servono anticipazioni o proclami, ma certezze amministrative, tecniche ed economiche.
L’89% della proprietà appartiene a famiglie che lavorano onestamente e che meritano rispetto. L’etichetta costruita intorno a Palazzo Nicoletti, anche a causa del clamore mediatico generatosi negli ultimi anni, non rende giustizia a chi quel palazzo lo ha vissuto, custodito e considerato parte della propria storia familiare.
Per questo riteniamo indispensabile che ai diretti interessati vengano illustrati con chiarezza l’iter previsto, i costi, i tempi e le rispettive responsabilità, evitando nuovi annunci fino a quando tutti gli enti coinvolti non avranno assunto le proprie determinazioni.
Per il futuro auspichiamo un primo cittadino realmente presente nella comunità, che abbia voglia di conoscerla, ascoltarla e viverla ogni giorno. Un sindaco capace anche di pretendere dalla propria squadra una presenza concreta, non soltanto alle processioni e alle occasioni pubbliche, ma soprattutto nelle sedi in cui si governa e si assumono le decisioni.
In questi anni abbiamo avuto assessori con oltre il 50% di assenze in Giunta, altri che hanno esercitato la propria funzione prevalentemente in collegamento streaming e altri ancora talmente distanti dalla macchina comunale da risultare pressoché sconosciuti persino ai responsabili dei servizi di loro competenza.
La presenza politica non si misura nelle fotografie o nelle cerimonie, ma nel lavoro quotidiano, nel confronto con gli uffici, nell’ascolto dei cittadini e nella capacità di assumersi responsabilità. Monte San Giovanni Campano ha bisogno di una squadra vera, presente e competente. Di amministratori che vivano la comunità ogni giorno e non si ricordino dei suoi problemi soltanto quando si avvicinano le elezioni.
Silvia Visca e Francesco Poce
Consiglieri comunali
Carlo Coratti (nella foto)
Coordinatore del Gruppo Monte nel Cuore
