SANITA' - GRAVI CARENZE ALLE REMS DI CECCANO E PONTECORVO
- Tommaso Villa
Una gestione del personale che non rispetta i parametri minimi assistenziali e un utilizzo dei fondi pubblici che solleva forti perplessità. È quanto denuncia con fermezza la Segreteria Provinciale dell’UGL Salute Frosinone, guidata da Rosa Roccatani, in merito alla situazione critica delle REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) di Ceccano e Pontecorvo.
Le REMS, strutture nate per accogliere persone affette da patologie psichiatriche autrici di reato, dovrebbero garantire percorsi terapeutici e riabilitativi d’eccellenza. Tuttavia, la realtà dei fatti nel territorio frusinate sembra distaccarsi drammaticamente dalle linee guida regionali.
I numeri della discrepanza Secondo il DCA n. U00055 dell’11.02.2015, per un nucleo di 20 pazienti sono previsti standard precisi. Ad esempio, per la fase di "Assessment e Stabilizzazione", il fabbisogno impone 12 infermieri, 6 OSS e 3 medici psichiatri a tempo pieno, oltre a psicologi e tecnici della riabilitazione (TERP). A fronte di questi obblighi, la Regione Lazio ha ripartito in favore della ASL di Frosinone la somma di € 2.095.554,36, fondi finalizzati proprio a garantire tale fabbisogno. “Questi soldi appartengono ai cittadini contribuenti e sono destinati alla salute dei più fragili” dichiara Rosa Roccatani. “Ma i conti non tornano: la ASL incassa i finanziamenti mentre i servizi restano sguarniti". Il collasso delle strutture di Pontecorvo e Ceccano
La situazione rilevata dall’UGL Salute è allarmante: • REMS Pontecorvo: Si registra un’assenza completa di medici psichiatri. Per quanto riguarda i TERP (Tecnici della Riabilitazione), a fronte dei 3 previsti, i contratti part-time garantiscono solo 220 ore complessive invece delle 450 necessarie. • REMS Ceccano: Su 3 medici previsti, uno è presente solo un turno a settimana, uno per 30 ore e il Responsabile deve dividersi al 50% con la struttura di Pontecorvo. I tecnici riabilitativi sono ridotti a due unità per 18 ore settimanali: in pratica, un solo operatore effettivo per l’intera struttura. In sintesi, la riabilitazione psichiatrica è garantita per meno del 50% a Pontecorvo e per appena il 30% a Ceccano.
Il caso del "Tecnico fantasma" in Direzione Generale L’UGL Salute solleva inoltre un caso emblematico di cattiva gestione: un Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica (TERP), giunto alla ASL di Frosinone tramite mobilità compensativa per sostituire un collega uscente, non è mai stato inviato in reparto. Per volere della Direzione Generale, l'operatore presta servizio presso gli uffici amministrativi della Direzione stessa. “A fare cosa non è dato sapere,” incalza la Roccatani, “mentre i pazienti nelle REMS restano senza il supporto terapeutico fondamentale per il loro reinserimento sociale.”
Le richieste del Sindacato L’UGL Salute Frosinone chiede l’immediato ripristino dei livelli essenziali di assistenza e il rispetto del contratto di assunzione per il personale sanitario. “Chiediamo che il personale sia impiegato nei servizi per i quali è stato assunto. Non possiamo accettare che si continui a ignorare l’efficacia del trattamento riabilitativo e il diritto al recupero sociale dei pazienti. Il perdurare di questo status quo è inaccettabile e chiediamo chiarezza immediata su come vengano effettivamente impiegati i due milioni di euro erogati dalla Regione”.
Segretaria UGL Salute Frosinone Rosa Roccatani
