RIFIUTI - A CHI SERVE RIAPRIRE LA DISCARICA DI ROCCASECCA?

  • Tommaso Villa

La generale soddisfazione bipartisan per il risultato contabile maturato dalla Saf spinge a qualche riflessione. La Saf, e questa è sicuramente la buona notizia, ha raggiunto questi risultati azzerando, ipse dixit, lo smaltimento in discarica, ciò vuol dire impatto ambientale sostenibile del ciclo dei rifiuti. Quindi, per quanto il termovalorizzatore di San Vittore non sia Amager Bakke, Copenaghen e Colfelice non sia Peccioli, nel nostro piccolo, tale risultato raggiunto, dovrebbe rappresentare il primo passo per disintossicare questo territorio.

Un risultato storico, rilevante, solo se pensiamo che il destino della Saf fino a luglio 2025 era fortemente a rischio. Di fatti, ricordo a tutti che, senza l'intervento, economicamente consistente, a fondo perduto, da parte della Regione Lazio di 13,5 milioni di euro la Saf, a luglio 2025, sarebbe fallita. E perchè sarebbe fallita? E' una domanda a cui personalmente non so rispondere e che rivolgo a chi legge e mal si assuefa alle rampicanti verità di comodo che sempre si attovagliano secondo i casi.

Comunque, questo contributo risarcitorio, come ebbe a dire l'assessore al bilancio della Regione Lazio, era anche una compensazione per i danni che questo territorio aveva dovuto subire. Evito di fare polemica ma è un calembour non proprio indovinato. E' l'ammissione evidente che i diritti e la tutela di questo ampio territorio del Lazio sono stati sempre disattesi. Un ardito e velleitario esercizio di stile che, di certo, non rende onore al valore profondo del termine, significato e significante, politica. Personalmente, non credo nella gestione in comunità dei rifiuti, come contesto quella idrica di stessa natura.

Osservo sommessamente che le “compensazioni” hanno sempre un costo nascosto: economico, politico e “cetriolesco”. Può capitare che chi ieri ci ha dato una mano, oggi ci chieda subito un altro sacrificio incurante, insofferente del grido di di dolore dei ciociari (mostro di via le Lame a Frosinone, Mecoris a Frosinone, Nocioni a Cassino, Remat a San Giorgio a Liri).

E' il caso della discarica di Cerreto. Caro Governatore, ci avete ristorato risarcendoci per quanto subito in precedenza, parole del suo assessore al bilancio e ora che, in modo probo, la ciociaria non conferisce più in discarica, volete aprirne un'altra?

Perchè?

Ci volete così bene che oltre a farci condividere il termovalorizzatore di San Vittore, che ricordo non è Amager Bakke, volete, sempre perchè ci volete bene, farci condividere l'immondizia della Capitale?

Lorenzo Fiorini - Psi