CIOCIARIA - ECCO PERCHE' I NOSTRI FIGLI SE NE VANNO
- Tommaso Villa
La Ciociaria in poco più di vent'anni, ha perso oltre 35.000 residenti, se volessimo esprimela in percentuale quasi il 7%. Nascono sempre meno bambini, l'età media aumenta e i giovani continuano a partire. Sono dati ufficiali. Ma dietro quei numeri c'è qualcosa che nessuna statistica riesce a raccontare: il vuoto.
Proviamo, per una volta, a guardare questa terra con gli occhi di un ragazzo di diciannove anni. Ci avete fatto crescere qui. Ci avete insegnato ad amare la Ciociaria, le nostre piazze, i nostri paesi, le montagne, le tradizioni, le famiglie unite. Ci avete detto che la famiglia è il bene più prezioso. Poi arriva la maturità scolastica ed è proprio in quel momento che scopriamo che, se vogliamo costruirci un futuro, dobbiamo andarcene. Studiamo per anni, ci laureiamo, ci specializziamo. Ma troppo spesso quella laurea diventa un biglietto di sola andata. Roma, Milano, Bologna, l'estero. Ovunque, purché lontano da casa.
E qui accade qualcosa di strano. Quando un ragazzo diventa medico a Roma voi lo raccontate come un successo. Quando una ragazza diventa senior manager a Milano lo dite con orgoglio. Ed è giusto essere orgogliosi dei loro traguardi, dei vostri figli. Ma fermiamoci un momento. Quella non è anche una sconfitta per la Ciociaria? Non pensate?
Ogni figlio che costruisce la propria famiglia altrove è una famiglia in meno che nascerà qui. Sono bambini che non frequenteranno le nostre scuole. Sono case che resteranno vuote. Sono negozi con un cliente in meno. Sono associazioni con un volontario in meno. Sono paesi che, lentamente, si spengono. Noi non partiamo perché non amiamo questa terra. Partiamo proprio perché la amiamo e vorremmo poterci vivere.
Nessun ragazzo sogna di salutare i propri genitori la domenica sera sapendo che li rivedrà forse un mese dopo. Nessuno sogna di diventare un emigrante nella propria nazione. Eppure è quello che continua ad accadere. La nostra generazione non chiede privilegi. Chiede soltanto di poter scegliere. Di poter mettere su famiglia nella terra in cui è nata. Di lavorare senza essere costretta a fare centinaia di chilometri. Di non dover trasformare ogni abbraccio ai propri genitori in un arrivederci e spesso in un addio.
La vera emergenza della Ciociaria non è soltanto economica. È demografica. Perché un territorio non muore solo quando chiude una fabbrica. Muore quando i suoi giovani smettono di immaginare il proprio futuro lì dove sono nati.
E allora una domanda dobbiamo avere il coraggio di farcela tutti. Siamo davvero soddisfatti di raccontare i successi dei nostri figli lontano da casa, oppure dovremmo iniziare a chiederci perché quei successi non possono essere costruiti qui?
Forse è questa la domanda più scomoda. Ed è anche quella dalla quale dipende il futuro della nostra provincia