SORA - SOLITA RISSA AL SOLITO POSTO

  • Tommaso Villa

Non è la prima volta e, continuando così, difficilmente sarà l’ultima. Nel centro di Sora le risse che vedono coinvolti gruppi di giovani stanno diventando un fenomeno sempre più frequente. Cambiano le serate, cambiano gli strumenti utilizzati per colpirsi, ma lo scenario resta quasi sempre lo stesso: il cuore della città, davanti a residenti, commercianti e famiglie.

L’ultimo episodio si è verificato poco prima delle 23 di ieri in via Vittorio Emanuele, a pochi passi da piazza Santa Restituta. Proprio mentre il centro era affollato per uno degli appuntamenti del calendario estivo, un diverbio tra alcuni giovani è degenerato in uno scontro fisico.

Secondo quanto raccontato dai presenti, sarebbero state coinvolte almeno sette o otto persone, presumibilmente di origine egiziana. Un dato che dovrà essere confermato dagli accertamenti. Questa volta non sarebbero comparse bottiglie rotte: alcuni dei contendenti avrebbero impugnato delle cinghie.

La scena si è svolta sotto gli occhi increduli e impauriti di decine di persone. C’erano famiglie con bambini, cittadini usciti per trascorrere una serata nel centro e commercianti impegnati nelle proprie attività. Tutti costretti ad assistere a una violenza che appare ormai incompatibile con l’idea di un centro cittadino sicuro e accogliente.

Dopo pochi minuti, probabilmente temendo l’arrivo delle forze dell’ordine, i protagonisti si sono dispersi rapidamente nelle strade circostanti. Nell’immediatezza dell’accaduto, secondo quanto riferito dai testimoni, nessuna pattuglia sarebbe giunta sul posto. Le immagini degli impianti di videosorveglianza potrebbero ora aiutare a ricostruire la vicenda e a individuare i partecipanti.

Ma fermarsi alla cronaca dell’ultima rissa significherebbe ignorare il problema reale. A Sora episodi del genere non rappresentano più una sorpresa. Via Vittorio Emanuele e piazza Santa Restituta tornano periodicamente al centro di segnalazioni riguardanti aggressioni, scontri e situazioni di forte tensione che vedono spesso protagonisti gruppi di giovani stranieri.

Precisarlo non significa attribuire responsabilità indistintamente a un’intera comunità. Significa, però, raccontare senza ipocrisie un fenomeno che sta assumendo caratteristiche ricorrenti e che non può essere minimizzato per timore di affrontare un argomento scomodo. Le responsabilità sono sempre individuali, ma quando determinati episodi si ripetono negli stessi luoghi e con modalità simili le istituzioni hanno il dovere di comprenderne le cause e intervenire.

I cittadini non chiedono dichiarazioni rassicuranti dopo ogni rissa. Chiedono controlli visibili, pattugliamenti nelle fasce orarie più delicate, identificazione dei soggetti coinvolti e provvedimenti concreti nei confronti di chi considera il centro di Sora un territorio nel quale poter agire impunemente.

Una città che investe negli eventi e cerca di riportare persone e famiglie nelle proprie strade non può permettere che pochi gruppi violenti compromettano il lavoro di commercianti, associazioni e organizzatori. La sicurezza non può essere affidata soltanto alle telecamere, utili per ricostruire ciò che è già accaduto ma incapaci, da sole, di impedire che accada.

Il punto, ormai, non è domandarsi se si verificherà una nuova rissa. Il rischio concreto è che la prossima volta una cinghia o una bottiglia lascino il posto a qualcosa di ancora più pericoloso. Aspettare che ci scappi il ferito grave, o peggio, sarebbe una responsabilità che nessuno potrebbe fingere di non aver visto arrivare.

(Foto di archivio)