LA NUOVA CLASSIFICAZIONE - IL VALZER DEI COMUNI MONTANI
- Tommaso Villa
Isola del Liri è diventata un’isola montana. Sembra un gioco di parole, ma è forse il modo più curioso per raccontare ciò che è accaduto con la nuova classificazione nazionale dei Comuni montani entrata in vigore il 22 luglio 2026.
La città delle cascate, con il municipio collocato a una quota ISTAT di 224 metri sul livello del mare, entra nel nuovo elenco nazionale dei Comuni montani insieme a Broccostella. Contemporaneamente Sora conserva la qualifica, mentre venti Comuni della provincia di Frosinone la perdono.
A ridisegnare la geografia amministrativa della montagna italiana è il DPCM 11 maggio 2026, n. 121, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 7 luglio, in attuazione della legge 12 settembre 2025, n. 131. La prima cosa da chiarire è che per lo Stato non è l’altitudine del municipio a decidere se un Comune sia o meno montano. Si considera l’intero territorio comunale.
Ed è proprio questo che rende particolarmente curioso il caso di Isola del Liri. Secondo i nuovi dati altimetrici ISTAT, il territorio isolano presenta un’altitudine media di circa 305 metri e raggiunge una quota massima di circa 652 metri. Soltanto poco più dell’1 per cento della superficie comunale si trova sopra i 600 metri. Numeri che, presi da soli, non sarebbero sufficienti a soddisfare i principali criteri geomorfologici stabiliti dal decreto.
Il DPCM considera infatti montano, tra gli altri casi, un Comune che abbia almeno il 20 per cento della propria superficie sopra i 600 metri e almeno il 25 per cento con pendenza superiore al 20 per cento; oppure un’altitudine media di almeno 350 metri accompagnata da almeno il 5 per cento della superficie con pendenza superiore al 20 per cento; oppure un’altitudine media di almeno 400 metri; oppure una quota massima di almeno 1.200 metri.
Isola del Liri non raggiunge autonomamente nessuna di queste soglie. Eppure è nell’elenco. Il motivo, molto probabilmente, si trova in un’altra disposizione del decreto, quella che consente di riconoscere come montani anche alcuni Comuni che non possiedono autonomamente i requisiti principali ma che, per collocazione geografica e continuità territoriale, risultano strettamente inseriti in un contesto montano.
Nel caso di Isola del Liri entra in gioco precisamente l’articolo 2, comma 2, lettera b) del DPCM. La norma permette di classificare come montano un gruppo formato da un massimo di cinque Comuni confinanti tra loro, ciascuno con un’altitudine media di almeno 200 metri, quando tale gruppo risulti interamente circondato da Comuni che soddisfano autonomamente almeno uno dei criteri geomorfologici principali.
È esattamente ciò che accade con Isola del Liri e Castelliri. Anche Castelliri, infatti, con un’altitudine media di circa 346 metri e una quota massima di circa 721 metri, non raggiunge autonomamente le principali soglie del decreto. I due Comuni formano però un piccolo gruppo territoriale contiguo che, eliminando naturalmente il confine interno tra loro, risulta circondato da Sora, Arpino e Monte San Giovanni Campano. E questi ultimi possiedono autonomamente i requisiti richiesti dalla nuova normativa. Sora presenta un territorio che dalla Valle del Liri sale fino alle alte quote appenniniche, con un’altitudine media ampiamente superiore ai 400 metri e quote massime che superano abbondantemente i 1.200. Arpino supera anch’esso i 400 metri di altitudine media, mentre Monte San Giovanni Campano raggiunge una quota massima superiore ai 1.200 metri.
Isola del Liri, dunque, non diventa montana perché il centro cittadino si trova improvvisamente in montagna. Entra nella nuova classificazione proprio per la conformazione e la collocazione dell’intero territorio comunale. Ed è qui che il nome della città sembra quasi divertirsi con la geografia: un’isola circondata non dall’acqua, questa volta, ma da territori riconosciuti come montani.
Il caso di Broccostella è diverso, ma altrettanto particolare. Secondo i dati ISTAT la sua altitudine media è di circa 349 metri: manca di pochissimo la soglia dei 350 prevista da uno dei criteri del decreto. La quota massima è inoltre inferiore ai 600 metri. Broccostella entra quindi nell’elenco attraverso un’altra disposizione: l’articolo 2, comma 2, lettera a). La norma consente di classificare come montano un Comune con altitudine media di almeno 200 metri quando esso confina esclusivamente con Comuni che possiedono autonomamente i requisiti principali. Broccostella è circondata da Sora, Arpino, Campoli Appennino, Fontechiari e Posta Fibreno, tutti territori che rientrano autonomamente nei parametri previsti dal DPCM. Isola del Liri e Broccostella rappresentano così i due nuovi ingressi della provincia di Frosinone nella classificazione nazionale.
Ma se due entrano, ben venti escono. Con i nuovi criteri perdono la precedente classificazione Anagni, Arce, Ausonia, Boville Ernica, Cassino, Castelnuovo Parano, Castro dei Volsci, Castrocielo, Ceccano, Colfelice, Falvaterra, Ferentino, Fontana Liri, Pico, Piedimonte San Germano, Pontecorvo, Roccasecca, Sant’Andrea del Garigliano, Villa Santa Lucia e Villa Santo Stefano.
Il risultato è una sensibile riduzione della montagna amministrativa ciociara: la provincia di Frosinone passa da 75 a 57 Comuni classificati montani. Venti escono, due entrano. Il saldo è di diciotto Comuni in meno. Ironia della sorte: Arce esce dalla classificazione ma è sede della Comunità Montana. La sposteranno?
Sora, invece, resta. E non potrebbe essere diversamente guardando alla conformazione del suo territorio. La città si sviluppa nella Valle del Liri, ma i suoi confini amministrativi si spingono fino alle alte quote appenniniche. È uno degli esempi migliori per comprendere perché non si possa stabilire la montanità di un Comune semplicemente osservando l’altitudine della piazza principale o del municipio.
Una precisazione è necessaria anche per Isola del Liri e Broccostella. I due Comuni non scoprono oggi per la prima volta un rapporto amministrativo con la montagna. Erano già inseriti dalla legislazione regionale nell’ambito della Comunità Montana. Ma appartenenza a una Comunità Montana e classificazione nazionale prevista dalla nuova legge non sono la stessa cosa. La novità del 2026 è proprio questa: Isola del Liri e Broccostella entrano nell’elenco nazionale dei Comuni montani formato secondo i nuovi criteri uniformi stabiliti dallo Stato. Non è neppure una distinzione puramente nominale.
La legge n. 131 del 2025 costruisce sulla nuova classificazione una parte delle politiche nazionali dedicate alla montagna. Questo non significa, però, che tutti i 3.715 Comuni inseriti nell’elenco riceveranno automaticamente gli stessi contributi o le medesime agevolazioni. Per diverse misure saranno utilizzati ulteriori parametri, anche di natura socioeconomica, e saranno necessari successivi provvedimenti per individuare concretamente i territori destinatari degli interventi. C’è inoltre un’altra distinzione importante: la nuova classificazione non sostituisce automaticamente le discipline specifiche previste, ad esempio, per la Politica agricola comune o per l’esenzione IMU dei terreni agricoli montani, che continuano a seguire le rispettive normative.
La nuova carta della montagna italiana, però, dal 22 luglio 2026 esiste. E in provincia di Frosinone racconta una geografia profondamente diversa da quella precedente. Con una curiosità che difficilmente passerà inosservata: la città delle cascate, adagiata lungo il Liri, è oggi ufficialmente anche un Comune montano. Isola del Liri è diventata, davvero, un’isola montana.