AMBIENTE - VOGLIA DI FOLIAGE

  • Tommaso Villa

L’estate sta molto lentamente lasciando spazio all’autunno e tra poche settimane sulle montagne e nei boschi inizierà uno degli spettacoli naturali più attesi dell’anno. Il verde comincerà a trasformarsi in giallo, ocra, rame e rosso: è la stagione del foliage. Per chi vive in Ciociaria non è necessario attraversare l’Italia. Intorno alla nostra provincia abbiamo alcuni luoghi straordinari e, prima ancora di entrare nei nostri boschi, ce ne sono due che meritano un viaggio proprio perché rappresentano qualcosa di molto più importante di una bella fotografia autunnale: sono foreste riconosciute Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Monte Cimino, l’autunno dentro una foresta UNESCO

La prima destinazione è la Faggeta Vetusta del Monte Cimino, nel territorio di Soriano nel Cimino, in provincia di Viterbo. Qui il bosco supera i 900 metri di quota e conserva grandi faggi ultracentenari, alcuni con più di due secoli di vita. A rendere ancora più particolare il paesaggio ci sono gli enormi massi di origine vulcanica disseminati all’interno della faggeta. In autunno il bosco cambia completamente volto e le chiome dei grandi faggi assumono tonalità che vanno dal giallo all’arancio fino al bruno. Dal capoluogo Frosinone bisogna considerare circa 160 chilometri di strada e poco più di due ore di automobile. Non è proprio dietro l’angolo, ma resta una meta perfettamente raggiungibile nell’arco della giornata e consente di entrare in una delle faggete italiane riconosciute dall’UNESCO.

Val Cervara, una foresta antichissima appena oltre i nostri monti

La seconda destinazione è ancora più vicina geograficamente alla Ciociaria. Val Cervara, nel territorio di Villavallelonga e all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, si trova appena oltre le montagne che dividono la provincia di Frosinone dall’Abruzzo. Qui il valore naturalistico diventa eccezionale. La faggeta conserva alberi antichissimi, con esemplari che raggiungono circa 560 anni, ed è anch’essa compresa nel sito UNESCO dedicato alle antiche faggete europee. Siamo davanti a un ambiente particolarmente protetto, nel quale la visita deve avvenire rispettando sentieri, indicazioni e regolamenti del Parco. Da Frosinone bisogna considerare indicativamente circa un’ora e mezza di automobile per raggiungere Villavallelonga, cui va aggiunto l’avvicinamento verso i punti di partenza dei percorsi escursionistici. Una distanza che fa capire quanto un patrimonio naturalistico di valore mondiale sia, in realtà, molto più vicino a noi di quanto spesso immaginiamo.

Forca d’Acero e Val Fondillo: praticamente alle porte di casa

E poi ci sono luoghi ancora più vicini. Forca d’Acero, a oltre 1.500 metri di quota, rappresenta uno dei passaggi più spettacolari tra Lazio e Abruzzo. Faggi e aceri trasformano il valico durante l’autunno e, partendo dalla provincia di Frosinone, è possibile raggiungerlo in circa un’ora. Qui il viaggio stesso diventa parte dello spettacolo. Superata Forca d’Acero si arriva verso Opi e Val Fondillo, una delle vallate più conosciute del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Boschi, torrente, montagne e grandi faggete creano uno scenario particolarmente suggestivo durante il cambio di stagione. Anche Val Fondillo comprende aree di faggeta vetusta inserite nel sistema UNESCO. In pratica, con poco più di un’ora di automobile possiamo trovarci immersi in alcuni dei paesaggi autunnali più affascinanti dell’Appennino centrale.

Ma la Ciociaria non ha nulla da invidiare, ora possiamo tornare a casa. Perché anche la provincia di Frosinone possiede luoghi che in autunno meritano di essere scoperti o riscoperti. A Settefrati, la Val Canneto offre uno degli ambienti montani più suggestivi della provincia. Qui faggete, corsi d’acqua e montagne accompagnano il Melfa nella parte iniziale del suo percorso, creando durante l’autunno un insieme di colori particolarmente spettacolare.

A Veroli, Prato di Campoli, a circa 1.200 metri di quota, è circondato dalle montagne degli Ernici e dalle faggete. È uno dei luoghi più conosciuti della provincia per passeggiate ed escursioni e durante l’autunno cambia completamente aspetto. E poi ci sono i Castagneti di Fiuggi. Troppo spesso Fiuggi viene ricordata soltanto per le terme, mentre intorno alla città esiste un patrimonio boschivo straordinario. I castagneti si estendono tra Fiuggi e Acuto e comprendono un’area della Rete Natura 2000 di oltre duecento ettari. Quando le foglie dei castagni cominciano a cambiare colore, questo territorio offre uno dei paesaggi autunnali più caratteristici della parte settentrionale della provincia.

Un capitolo a parte merita Terelle. Sulle pendici del Monte Cairo si trova il Castagneto Monumentale di Terelle, uno dei luoghi più particolari della Ciociaria. Qui non si va soltanto per vedere i colori dell’autunno. Si cammina accanto a veri e propri monumenti viventi. Alcuni castagni hanno diversi secoli di vita; viene segnalato un esemplare di circa 800 anni e un altro con una circonferenza che raggiunge circa 12 metri. In autunno il castagneto assume colori intensi e il tappeto di foglie che ricopre il terreno rende ancora più impressionante la presenza di questi alberi monumentali. È uno di quei luoghi che spesso conosce molto meglio chi vive il territorio rispetto a chi consulta semplicemente una guida turistica. Scendendo di quota troviamo altri due ambienti molto interessanti.

A Ceccano c’è il Monumento Naturale Bosco Faito, un’importante area boschiva della Valle del Sacco dove è presente anche il faggio a quote particolarmente basse. A Paliano, invece, il Bosco di Paliano, compreso nel Monumento Naturale Selva di Paliano e Mola di Piscoli, offre un ambiente dominato da querce, cerri e roverelle. Non sono le grandi faggete montane dell’Appennino, ma rappresentano un altro modo di vivere l’autunno e di osservare come cambiano colori e vegetazione spostandosi dalle montagne verso le quote più basse.

Il foliage non ha una data precisa, stabilire il giorno migliore per vedere il foliage è praticamente impossibile. Altitudine, temperature, piogge e andamento della stagione possono anticipare o ritardare di giorni, talvolta di settimane, il momento migliore. Saranno generalmente le quote più alte a cambiare per prime. Poi, lentamente, i colori scenderanno verso i boschi posti più in basso. Ed è forse proprio questo il bello: non esiste un solo giorno dell’autunno da vedere, ma un colore che lentamente scende dalle montagne verso le valli.

E questa volta vorremmo provare a raccontarlo anche con il vostro aiuto. La bacheca di Penna e Spada resta a disposizione dei lettori: pubblicate le vostre fotografie, segnalateci i luoghi dove il foliage sta iniziando a mostrarsi e suggerite boschi, sentieri e angoli della Ciociaria che meritano di essere conosciuti.

Con il vostro contributo potremo provare a costruire, settimana dopo settimana, una vera guida del foliage in Ciociaria, aggiornata direttamente da chi il territorio lo vive. Una guida utile per chi vuole organizzare una passeggiata, scegliere il momento giusto per scattare una fotografia o semplicemente scoprire un luogo nuovo. Perché spesso i posti più belli non sono quelli più lontani ma sono quelli che abbiamo vicino e che dobbiamo ancora imparare a guardare.