MONTECASSINO - L'ABBAZIA TORNA A GESTIRE IL SANTUARIO DI TROPEA

  • Tommaso Villa

Sulla porta centrale che permette l'accesso alla Basilica Cattedrale della millenaria Abbazia di Montecassino, si possono notare 36 formelle con un elenco di iscrizioni. Si riferiscono ai possedimenti e alle Chiese dipendenti pro tempore dal Monastero che è stato una delle più grandi Signorie Ecclesiastiche del medioevo.

Nell'undicesima formella del battente di sinistra è citato il nome della città di Tropea associato al possedimento di Santa Maria dell'Isola, con l'inciso: "Santa Maria de Tropea cum omnibus pertinentiis suis".

Il sito è stato acquisito dall’Abbazia di Montecassino nell'agosto del 1090. Ciò si evince da un documento di quell'anno, conservato in Abbazia, con il quale il Duca Ruggero, primogenito di Roberto il Guiscardo e di Sichelgaita, offriva e concedeva al Monastero benedettino la chiesa di S. Maria di Tropea "avanti la porta vaticana". Il titolo del possedimento è stato più volte confermato dai governanti di turno nei secoli successivi ed è l'unico, tra quelli indicati sull'antichissima porta, ad avere tuttora la validità giuridica originaria.

Da questo diritto di proprietà discende un vero e proprio patto di gemellaggio tra la comunità di Tropea e quella dell’Abbazia di Montecassino, che continua ancora oggi dopo 936 anni. Quasi un millennio. A testimoniarlo, la tradizionale presenza nella città calabrese dell'Abate di Montecassino l’8 e il 9 settembre, in occasione della solennità della nascita della Vergine Maria e durante la festa della Madonna di Romania, patrona di Tropea e della locale diocesi.

Da tempo però l’Abbazia benedettina non si occupava più direttamente della gestione del Santuario di Santa Maria dell’Isola che invece era affidata ad una cooperativa con circa 10 dipendenti. Dallo scorso aprile invece, è tornata a gestire questo importante tesoro sia dal punto di vista religioso che artistico. Meta di numerosi turisti. Il santuario sorge su uno scoglio di arenaria detto Isola, poiché un tempo completamente circondato dal mare. Una posizione perfetta per il ritiro contemplativo, tanto che nel Medioevo costituì rifugio per eremiti e monaci bizantini. Nella nicchia dell'altare è conservato il settecentesco gruppo scultoreo della Sacra Famiglia, una preziosa opera d’arte religiosa risalente al XVIII secolo, realizzata con materiali misti.

Ogni anno, in occasione della celebrazione della Madonna Assunta, le statue vengono calate a spalla, portate in processione tra le vie del paese e successivamente imbarcate su un peschereccio addobbato a festa che, con uno stuolo di imbarcazioni al seguito, percorre il tratto di mare da Zambrone a Capo Vaticano prima di rientrare al tramonto.

Il ritorno della gestione in mano all’Abbazia di Montecassino garantirà la continuità del lavoro per i dieci dipendenti al servizio del Santuario e rilancerà il sito nell’ottica dell’atteso appuntamento del 2029 in cui si celebreranno i 1500 anni del monastero fondato da San Benedetto.