CASSINO -- OTTAVIANI, MOLTENI E LA SCENEGGIATA SUL COMMISSARIATO

  • Tommaso Villa

Numeri alla mano, il quotidiano problema per chi dirige il Commissariato di Cassino è di trovare, nel sempre più risicato organico a disposizione, gli agenti per coprire – si pensi un po’! - almeno i turni di servizio. Il più grosso dei problemi non sarebbe dunque quello di “badare” e di mettere in condizione di non nuocere, quando occorre, quei ben noti tizi che ogni tanto fanno in modo di ricordare a tutti, non solo ai loro “colleghi”, di esserci. Così come ci sono, purtroppo: qui a Cassino, cittadina pur civile e sostanzialmente tranquilla, come in altre cittadine consorelle.

Il quadro della situazione locale e della sicurezza da garantire, per quel che gli compete, è abbastanza chiaro al vice questore dott. Flavio Genovesi, Il dirigente del Commissariato è arrivato nella città martire dopo l’esperienza ultima di capo della squadra mobile di Frosinone, con un curriculum di tutto rispetto. Non per piaggeria ma per oggettivo rilievo, occorre dire che sinora ha ben lavorato, caratterizzandosi per un modo di fare improntato alla discrezione, alla riservatezza, scansando ogni clamore.

Ma pur con la elevata professionalità del Dirigente e di quella di molti dei suoi, non si possono fare miracoli quando ad un organico già deficitario vengono ancora tolti agenti (7 nell’anno appena trascorso, altri cinque andranno via nel 2026). La soluzione del problema sicurezza, al di là delle farfalle inseguite da taluni, sta anzitutto nell’assegnazione di altro personale al Commissariato di Cassino. Purtroppo il cosiddetto piano di potenziamento del Ministero degli Interni non ne contempla manco uno. Questa l’amara realtà con la quale fare i conti.

Il controllo rafforzato del nostro territorio di cui ha parlato il sottosegretario Nicola Molteni in collegamento telefonico con l’on. Nicola Ottaviani, coordinatore provinciale della Lega, passa anzitutto attraverso la correzione della decisione ministeriale già presa e attualmente in essere. Altrimenti a quella sceneggiata, nel far della sera, in diretta telefonica nel quartiere popolare di San Silvestro – sì, perché sceneggiata è stata quella in cui si è lasciato trascinare il parlamentare ciociaro, ex sindaco di Frosinone, solitamente persona di indiscutibile equilibrio – si aggiungerebbe la beffa di una presa in giro ad una intera città. Cosa non facilmente digeribile, forse neppure dai leghisti nostrani: sia da quelli di vecchio che di nuovo pelo.

Mario Costa