ALATRI CALCIO - QUANDO GIANNI PENNELLONE INCANTO' IL PUBBLICO

  • Tommaso Villa

La Città di Alatri vanta una tradizione consolidata "Numeri 1": dall'attuale portiere del Frosinone Lorenzo Palmisani (classe 2004), a Michele Mangiapelo (classe 1986) con trascorsi in serie C e B, e Antony Iannarilli (classe 1990) quest'anno in forza all'Avellino in serie cadetta e che nella sua carriera ha anche realizzato due reti.

Ma non va dimenticato un altro estremo difensore "classe 45". Ad Alatri ma succede anche in altri posti della penisola si usa affibbiato il soprannome. Avrete allora capito di chi stiamo parlando: Gianni Pennellone al secolo Giovanni D'Alatri. Ma tornando al nickname come si usa oggi quel nomignolo non gli fu messo da un compagno di giochi o di club, bensì dal giornalista Salvatore Lo Presti del Corriere dello Sport. "Da quel giorno - ci confessa - ovvero dopo l'articolo sul Corriere dello Sport fui solo Gianni Pennellone per tutti ad iniziare dagli amici di gioventù. Il quotidiano romano, infatti titolò il nove maggio del 1963: Un ciociaro ha conquistato Cannes, l'occhiello, invece recitava: D'Alatri specialista in notturna.

E' doveroso ricordare che Giovanni D' Alatri (Alatri 19 luglio del 1945), non "Nasce" calcisticamente portiere ma come ala, e da come scriveva Salvatore Lo Presti non era neanche tanto bravo. Un allenatore era a quanto pare sprovvisto del numero uno e chiese ai suoi ragazzi se qualcuno avesse voluto indossare quella maglia ed i guantoni.

E ancora il giornalista del Corriere dello Sport: Un Pennellone alto poco meno di un metro e novanta, secco come un manico di scopa, con due lunghe braccia che roteavano si fece avanti e disse timidamente "Io". L'allenatore gli porse la maglia grigia e lui se la infilò pensieroso". Gianni Pennellone era sicuramente conscio del suo nuovo ruolo, un piccolo errore, infatti... Inizia la sua carriere nella squadra di Alatri e siamo nel 1961, poi il passaggio alla Tevere Roma il cui presidente Franco Evangelisti lo era anche dell'Alatri, d'altro canto Guglielmo Franco Evangelisti era nato a ridosso delle mura ciclopiche.

Nella squadra romana Gianni rimarrà due soli anni ma intensi e ricchi di soddisfazioni, nonostante che davanti a lui c'è un certo Franco Superchi, classe 44 che dopo l'esperienza nella squadra minore capitolina si accasa dapprima alla Fiorentina, poi al Verona e poi alla Roma, sempre nella massima serie.

Ma torniamo a "Pennellone" e alla Tevere Roma (fu anche campione italiano juniores nel 62-63), anzi a quel 1963 e a quel torneo internazionale a Cannes con il Chelsea, il Feyenoord... e nuovamente all'articolo di Lo Presti: "Le sue mani erano in ogni dove, strappò applausi a scena aperta e la squadra di lega giovanile del suo paese Alatri nel frusinate trovò il miglior portiere degli ultimi anni".

Prima dell'esperienza in terra di Francia Gianni lascia i colori verderosa in viaggio per Roma. Un ragazzo timido, altissimo, dall'andatura dinoccolata si presentò alle Tre Fontane, era a disagio davanti all'allenatore della sua nuova squadra, aveva sentito dire che Giza Boldiszar era stato un grande portiere ungherese, e sostenere un provino davanti a lui! Ma dopo aver toccato il suo primo pallone si ruppe il ghiaccio.

Giovanni D'Alatri fu tesserato per la Tevere Roma. Il ragazzo ci sapeva fare ma aveva davanti Franco Superchi (portiere di riserva della Nazionale juniores al Torneo Uefa a Londra). Ma Gianni Pennellone seppe aspettare. Alla vigilia del torneo di Cannes, in notturna Angelino Becchetti gli chiese se aveva mai giocato di sera e lui rispose: Si ad Alatri, ma quella era notturna davvero perché appresso alla palla bisognava andarci con la candela, sinnò nn s'videa".

A Cannes Gianni D'Alatri fu tra le rivelazioni del torneo, calmo, freddo anche nei momenti più delicati, a dimostrazione che era si il secondo di Superchi, ma ci sapeva fare. Una bella e convincente prestazione contro il Feyenoord e anche nella finale persa con il Chelsea, nonostante un infortunio strappò applausi dallo sportivissimo pubblico dello "Stade des Espèrides".

Due anni alla Tevere Roma ed il ritorno a casa con l'Alatri fino al 1972, poi una stagione al Fiuggi e una all'Isola Liri poi nuovamente ad indossare i colori verderosa e la chiusura della carriera ad Isola Liri, e un anno come allenatore nella squadra aziendale della Kloppman.

Con 181 presenze e 174 reti subite Giovanni D'Alatri detto Gianni Pennellone è il calciatore con più presenze con i colori verderosa e tra l'altro tra i protagonisti della storica promozione in serie D, anche se non difese la porta nelle due gare di spareggio con la Viterbese (in quelle due gare fu Piersanti a difendere la porta). Gianni qualche giorno fa ha partecipato ed è stato premiato nella ricorrenza del 60 anniversario della storica promozione in Serie D.

Bruno Gatta