CASSINO - TRIBUTI, NON DIMENTICHIAMO I VIRTUOSI

  • Tommaso Villa

Tributi Comunali: giusto aiutare chi è in affanno, ma non dimentichiamo i "virtuosi". Il recente via libera alla definizione agevolata, votata all’unanimità, è una boccata d'ossigeno necessaria per molte famiglie e imprese di Cassino, rappresenta un atto di realismo e di responsabilità. Abbattere sanzioni e interessi significa permettere a chi è rimasto indietro di rimettersi in regola senza affogare nei debiti.

Tuttavia, questo tipo di misure, sia a livello nazionale che locale, fa sollevare una questione di equità, perché chi ha pagato regolarmente, spesso con enormi sacrifici, sembra quasi essere stato più ingenuo degli altri. Va bene aiutare chi è in difficoltà, ma forse bisognerebbe prevedere una qualche agevolazione o premialità per chi sostiene il Comune e gli Enti in generale ogni giorno, adempiendo puntualmente e regolarmente alle proprie obbligazioni tributarie, permettendo alla macchina pubblica di continuare a funzionare. La legalità e il senso civico si alimentano con l'aiuto, ma anche con il riconoscimento del merito.

Non può essere ignorata la sensazione di ingiustizia provata da chi, in questi anni, ha pagato regolarmente, spesso facendo rinunce, sacrificando risparmi e serenità per non mancare al proprio dovere civico. Se da un lato è doveroso tendere la mano a chi è rimasto indietro, dall'altro è necessario che si introduca un principio di "premialità fiscale". Rimettersi in regola è un'opportunità, ma essere cittadini puntuali deve essere un vantaggio riconosciuto. La vera equità fiscale si raggiunge solo quando l'aiuto per chi è in difficoltà si sposa con il riconoscimento del merito per chi, nonostante tutto, non ha mai smesso di fare la propria parte.

Chi paga le tasse regolarmente, spesso con redditi medio-bassi o da lavoratore dipendente, sta contribuendo alla "cosa pubblica" (scuole, sanità, trasporti). Ignorare il loro sacrificio significa, paradossalmente, premiare chi ha avuto la possibilità di evadere o chi è stato meno attento al bene comune. Senza i cittadini "virtuosi", non ci sarebbero i soldi per il welfare. Un sistema che aiuta i debitori ma ignora i contribuenti onesti rischia di apparire ingiusto e di alimentare il populismo.

Come esponente di una forza che crede nell'equità sociale, ritengo che il sostegno a chi è in difficoltà debba camminare di pari passo con la tutela di chi onora il patto con la comunità. Pagare le tasse non è un fastidio, ma un atto di solidarietà verso tutti e, proprio per questo, il Comune deve dare un segnale forte: nessuno deve restare indietro, ma chi è sempre stato al fianco della città merita di essere valorizzato. La cosa più ironica di questa vicenda è che, nel dibattito politico, invece di festeggiare un traguardo comune, si litiga per decidere di chi sia il merito.

L’opposizione che rivendica il voto unanime, la maggioranza che risponde sarcasticamente a questa richiesta dell’opposizione. L'opposizione accusa l'amministrazione di fare propaganda, mentre la maggioranza cerca di rivendicare la paternità politica della scelta. Una delibera che guarda davvero al bene dei cittadini rischia di essere oscurata dalla polemica e dal bisogno di essere in una campagna elettorale continua, perdendo di vista il servizio pubblico. Un atto approvato all’unanimità, che dimostra come su questioni centrali il buon senso possa prevalere sulle divisioni di parte, viene messo in secondo piano dalle rivendicazioni di questa o quella forza politica.

Un risultato corale, utile alla città e sostenuto da tutti, perché non presentarlo come un successo dell'intera amministrazione (intesa come istituzione), invece di creare scontri anche su questo? Il racconto della realtà diviene più importante della realtà stessa, ma sarebbe bello iniziare a valorizzare i rari momenti di unità come un servizio reso alla comunità, senza bisogno di rivendicazioni. Aiutare chi è fragile è giustizia. Premiare chi contribuisce con costanza è equità.

Maria Palumbo – PRC di Frosinone