ECONOMIA - L'INDUSTRIA LAZIALE CRESCE

  • Tommaso Villa

L’industria laziale cresce. Non è una percezione, ma una traiettoria che emerge con chiarezza dalle analisi di Unindustria, che nelle ultime settimane ha ribadito come il sistema produttivo regionale stia performando meglio della media nazionale. Export, manifattura avanzata e farmaceutica continuano a rappresentare l’ossatura di una crescita reale, non effimera.

Ma Unindustria lo dice con altrettanta chiarezza: la crescita, da sola, non basta. Se non viene resa strutturale, rischia di concentrarsi in pochi poli e di lasciare indietro interi territori. È qui che la provincia di Frosinone diventa banco di prova. Un’area industrialmente strategica, con competenze e infrastrutture già presenti, ma segnata da fragilità demografiche e da una lunga fase di incertezza industriale.

In questo quadro, una notizia cambia il clima. Stellantis resta a Cassino. E non solo resta: riparte. Il Cassino Plant di Piedimonte San Germano è stato confermato all’interno della strategia industriale del gruppo, con un percorso di rilancio graduale ma concreto. Dal 2026 è prevista l’attivazione di una nuova linea produttiva dedicata a Maserati, mentre continueranno, con una nuova impostazione multi-motorizzazione, Alfa Romeo di Giulia e Stelvio.

Non è una ripartenza fragorosa, né una promessa a effetto. È una scelta industriale ponderata, che restituisce prospettiva a uno stabilimento che negli ultimi anni aveva vissuto più stop che certezze. Ed è esattamente questo il punto che Unindustria sottolinea da tempo: l’industria ha bisogno di continuità, non di annunci.