ISOLA LIRI - CASCATE, INDIVIDUARE LE CRITICITA'
- Tommaso Villa
Abbiamo appreso con grande soddisfazione che finalmente, a seguito delle numerose iniziative intraprese dal Comitato per la difesa delle Cascate del Liri volte a sensibilizzare le autorità competenti e l’opinione pubblica, infine qualcosa si sta muovendo. Recentemente si è svolto presso l’assessorato al Bilancio della Regione Lazio un incontro relativo alla crisi idrica che interessa il Fiume Liri e, in particolare, la tutela delle nostre Cascate. A questa riunione, oltre all’Assessore regionale e a due rappresentanti della Soprintendenza per i beni paesaggistici delle Province di Latina e Frosinone hanno partecipato il Sindaco di Isola del Liri, nonché l’Assessore comunale competente in materia di cultura e turismo.
In particolare dal comunicato emesso dal Comune si è appreso che l’obiettivo che si persegue è quello di ricostruire il quadro delle criticità e individuare, attraverso il confronto tra le istituzioni e gli enti competenti, soluzioni concrete e coordinate per la salvaguardia delle Cascate.
Presupposto di questo obiettivo sarebbe “un’analisi tecnica del quadro complessivo di riferimento attraverso un apposito incarico specialistico sul sistema di regimentazione delle acque pubbliche che alimentano le Cascate, sulla ricognizione delle concessioni idroelettriche e sulla loro eventuale incidenza sulla portata dei salti d’acqua.”
Come dicevo in premessa il nostro Comitato non può non manifestare apprezzamento per l’iniziativa finalmente intrapresa dalle Autorità Comunali, frutto dell’incessante interessamento della Soprintendenza, da noi operato già a partire dalla presidenza di Lucio Maciocia, e probabilmente di un mutato clima che si è venuto a creare, testimoniato anche dalla recente adesione al Comitato sia dell’Assessore Vitale, che di esponenti dell’opposizione in seno al Consiglio Comunale.
Ne è prova l’interrogazione presentata di recente dalla Consigliera Fiorini, al cui esame è stata dedicata una apposita riunione dell’Assemblea Comunale. Insomma speriamo vivamente che siano veramente terminati i tempi in cui le istanze del nostro Comitato non venivano nemmeno prese in considerazione dal Comune o, come è avvenuto in occasione della presentazione del PUGC, nella quale si era arrivati addirittura ad affermare da parte di qualcuno che “in fondo la Cascata del Valcatoio non merita tutta questa attenzione visto che è di origine artificiale” (sic!).
Ben vengano quindi tutte le analisi e gli studi che si intendono effettuare anche se non possiamo non rilevare che una cospicua quantità di questi dati è già facilmente rinvenibile nell’accurata ricerca compiuta dai fratelli Amleto ed Edmondo Iafrate e riportata nel loro libro “Le sette bocche del Regio Palazzo e il declino delle Cascate”. In particolare da questo lavoro emerge chiaramente che le concessioni accordate alle società idroelettriche poste alle sommità delle due Cascate, proprio perché alquanto “generose”, non hanno motivo di non essere rispettate da parte delle concessionarie, al punto che una di esse, quella che gestisce la centrale de Valcatoio, ha addirittura chiesto sua sponte e ottenuto una sensibile riduzione della propria concessione, visto che quest’ultima le aveva concesso un attingimento di gran lunga superiore alla stessa portata del fiume. Riteniamo quindi che il libro citato possa quantomeno costituire un imprescindibile contributo per i tecnici che saranno incaricati dal Comune.
Da quanto sopra riportato conseguirebbe che presupposti per assumere delle iniziative concrete a tutela delle Cascate ci sarebbero già, considerato anche che alcune Autorità menzionate nel comunicato del Comune, come ad esempio l’Autorità di Bacino Distrettuale, sono già state interessate dal nostro Comitato.
In particolare tale Autorità ha sostanzialmente eccepito la propria incompetenza ritenendo che il danno arrecato alle Cascate è eminentemente di natura paesaggistica, come noi cerchiamo di evidenziare in tutte le circostanze. Infatti, anche qualora gli studi da effettuare evidenziassero la legittimità delle autorizzazioni concesse e la correttezza degli attingimenti che vengono operati, potremmo mai lasciare le Cascate nello stato miserevole in cui si trovano? Potremmo mai affermare, ad esempio, che l’ecomostro posto alla sommità di quello che resta della cascata del Valcatoio sta bene così o che potrebbe tranquillamente rimanere a monte della Cascata Grande quel “salsicciotto” che ne mutila il suo braccio sinistro? Inoltre, sempre con riferimento alle Autorità coinvolte e senza voler entrare in logiche che ovviamente non ci competono, pur apprezzando l’interesse dell’Assessorato al Bilancio della Regione Lazio, che costituisce sempre una magna pars nell’amministrazione di quell’Ente, è nostro auspicio che in prosieguo vengano interessati anche settori che dovrebbero rivestire una competenza più diretta della materia sia in Regione che in Provincia.
Comunque ci sembra evidente che l’ammonimento da tener presente quando si ha a che fare con numerosi livelli burocratici resta sempre quello di Winston Churchill “se vuoi fare una cosa, falla; se vuoi che non venga fatto nulla nomina una commissione”.
Ma noi vogliamo essere categoricamente ottimisti ed estremamente collaborativi con tutte le Autorità coinvolte, in particolar modo con i rappresentanti del nostro Comune, sia della maggioranza che dell’opposizione, come del resto lo siamo stati finora, non facendo parte il nostro Comitato di nessuno schieramento politico.
Per questo motivo non dobbiamo essere considerati degli avversari, perché perseguiamo uno scopo che è nell’interesse di tutti. Siamo quindi certi che verrà mantenuto l’impegno, espressamente dichiarato nell’attuale comunicato del Comune, di coinvolgere il nostro Comitato nelle successive attività riguardanti la tutela delle nostre Cascate e, in particolare, che venga dato esito positivo alla nostra richiesta di accesso agli atti da poco presentata.
Costantino Mancini Terracciano
(Presidente del Comitato per la difesa delle Cascate del Liri)