ACQUA PRIVATA - BOLLETTE, DISSERVIZI E RETI IDRICHE OBSOLETE

  • Tommaso Villa

Nella Giornata Mondiale dell'Acqua 2026 in Italia si denuncia che le reti idriche sono obsolete e i disservizi sono presenti su tutto il territorio nazionale, con dispersione media al 42,4% e 2,7 milioni di famiglie con problemi di erogazione. L’acqua è una risorsa essenziale e un diritto che deve essere garantito in modo efficiente, continuo ed equo, ma che, purtroppo ed ormai da tempo, serve solo a generare profitto alle multinazionali italiane e straniere.

In Ciociaria la totalità delle famiglie ritiene elevati i costi sostenuti per l’erogazione dell’acqua. È il segnale di un disagio reale che imporrebbe calmierazione dei costi, investimenti, modernizzazione delle reti e una gestione più efficiente e trasparente da parte del gestore, insieme ad un controllo ferreo ed all'applicazione concreta del contratto di gestione da parte del controllore politico, ovvero la conferenza dei sindaci dell'ato5. I dati del territorio frusinate sono drammatici: le perdite oltre il 70% sono le più alte d'Italia, esattamente come il costo delle bollette, stratosferiche.

L’ultimo bilancio diffuso da Acea parla di risultati particolarmente significativi, con utile netto a 481 milioni di euro, con una crescita del 45%, ricavi complessivi pari a 2,986 miliardi di euro (+3%),EBITDA a 1,420 miliardi (+6,8%), Utile netto ricorrente a 376 milioni di euro, in aumento del 15%. Remunerazione degli azionisti con dividendo record di 1,20 euro per azione, di cui 0,25 euro di componente straordinaria, con un incremento del 26% rispetto all’anno precedente. Numeri che raccontano di una società capace di produrre risultati economici importanti.

Ma di tutto questo cosa resta in Ciociaria ed ai Ciociari? Cosa produce Acea in Ciociaria? Dal 2004 le tariffe del servizio idrico sono aumentate in modo costante ed esponenziale, pesando sempre di più sui bilanci delle famiglie, mentre sul territorio rimangono problemi che riguardano reti vecchie, manutenzioni insufficienti, investimenti che procedono con estrema lentezza, opere contabilizzate negli aumenti e nei bilanci ma mai realizzate. A questo si aggiunge un'azione sempre più aggressiva del gestore idrico che, spesso, ricorre a distacchi delle forniture idriche attuati contro le delibere Arera e contro gli stessi diritti dell'uomo, in barba ad ogni più elementare regola civile.

Distacchi spesso realizzati con fare intimidatorio, lesivo della dignità di cittadini e famiglie al limite della povertà , o in palese stato di indigenza. Ad aggravare questa situazione si aggiunge una Politica che, anziché indirizzare e , soprattutto, controllare e frenare queste azioni, sceglie di premiare un gestore inadempiente elargendo soldi del pnnr stanziati per costruire opere già finanziate dalle nostre bollette (come nel caso del depuratore di Isola Liri).

È legittimo chiedersi se l’inerzia delle istituzioni non sia figlia di un sistema malato che vede il Comune di Roma come azionista di maggioranza (51%) di Acea, creando un potenziale corto circuito tra controllo pubblico e interessi di mercato, con i secondi sempre più avvantaggiati da chi non vuole perdere la seggiola. Infatti appare evidente come, per troppi amministratori, il silenzio sia diventato una strategia di sopravvivenza politica, a discapito dei cittadini che rappresentano, per non perdere la poltrona meglio stare zitti che andare contro Acea.

Sia la destra che il centrosinistra sembrano aver ignorato sistematicamente la volontà popolare espressa con il referendum del 2011 e i principi della Legge 5 della Regione Lazio che, anche se non risolutiva, giace in un cassetto polveroso da anni. Questo atteggiamento suggerisce una preoccupante vicinanza alle logiche predatorie delle multinazionali piuttosto che alle necessità reali degli elettori. È molto più semplice avallare ogni aumento tariffario proposto da Acea Ato5 che studiare i dossier e schierarsi apertamente a difesa di un territorio depauperato delle proprie risorse economiche e idriche.

Le responsabilità politiche, etiche e morali di questo scandalo, il più grande che la Ciociaria abbia mai visto, ricadono sul presidente della provincia di Frosinone e su ogni singolo Sindaco dei comuni gestiti da Acea Ato5, come su ogni singola e singolo parlamentare del territorio, che sanno riempirsi la bocca di belle parole ma che, forse , non sanno nemmeno quanto costi ad un ciociaro un sorso di acqua. Siamo stati e saremo a fianco dei comitati di lotta e di quei pochi amministratori che non piegano la schiena al gestore.

A loro chiediamo di organizzare insieme una grande manifestazione di protesta. Rilanciamo fortemente, come azione politica imprescindibile per la lotta, il pagamento in autotutela delle bollette secondo la tariffa sociale proposta dal comitato acqua pubblica di Frosinone, ribadendo che l' unica vera diga allo strapotere della multinazionale Acea è l'unità delle cittadine e dei cittadini nella lotta.

Dipartimento ambiente e beni comuni Prc Frosinone Luigi Mingarelli