IL CASO - POLIZIA SENZA PERSONALE

  • Tommaso Villa

"Negli ultimi anni, tutti gli Uffici della Polizia di Stato presenti nella provincia di Frosinone hanno registrato un significativo calo di organico".

A far scattare l'allarme sono i sindacati di Polizia Sap, Coisp Mosap e Silp Cgil che aggiungono: "La situazione riguarda la Questura e le articolazioni delle Specialità – Polizia Stradale, Ferroviaria e Postale – che soffrono una crescente e preoccupante carenza di personale. Nella Questura e nei Commissariati distaccati di Cassino, Fiuggi e Sora si rilevano deficit considerevoli, se non allarmanti: dal 2022 a oggi sono venute a mancare circa 65 unità, con inevitabili ripercussioni sull’espletamento dei compiti d’istituto e sulla piena funzionalità degli uffici.

I carichi di lavoro sono aumentati in ogni settore, e la gestione dei servizi di ordine pubblico, unita alle frequenti aggregazioni fuori sede, sta portando l’intero apparato sicurezza al limite del collasso.

Particolarmente critica anche la situazione della Polizia Stradale, che nel 2017 ha già subito la perdita di un presidio fondamentale nel sud-est della provincia: il Distaccamento di Cassino, poi accorpato alla Sottosezione della Polizia Stradale. Quest’ultima, divenuta sottosezione mista con competenze sia autostradali che ordinarie, dovrebbe contare 62 unità ma ne ha oggi solo 48, con una carenza di 14 operatori.

Tale deficit grava inevitabilmente anche sulla Sezione Provinciale e sull’unico Distaccamento rimasto attivo, quello di Sora, chiamati a fronteggiare attività sempre più mpegnative lungo i tratti autostradali strategici della Caianello–Colleferro. Complessivamente, la Polizia Stradale di Frosinone registra una carenza di circa 30 unità.

Anche la Polizia Ferroviaria di Cassino e Frosinone ha subito un decremento di personale e, con la chiusura del Posto Polfer di Colleferro, deve ora coprire un territorio più ampio.

La Sezione Operativa Sicurezza Cibernetica, chiamata a gestire un numero crescente di segnalazioni e reati online, può contare su soli 8 operatori, numero del tutto insufficiente rispetto alle esigenze del territorio.

Desta forte preoccupazione anche il numero dei pensionamenti attesi per il 2026, che rischiano di aggravare ulteriormente il quadro se non adeguatamente compensati. Non si può ignorare come questo continuo e grave sottodimensionamento, se non fermato, non solo rischia di compromettere l’efficacia operativa, ma rischia anche di provocare, nel medio-lungo periodo, pesanti ripercussioni sulla salute psico-fisica degli operatori, esposti a condizioni di stress lavoro-correlato sempre più critiche".

Un grido di allarme per il quale: "Si chiede pertanto al Ministero dell’Interno e alla politica locale, a ogni livello, di assumersi pienamente le proprie responsabilità e intervenire con urgenza per risolvere la grave situazione venutasi a creare".