INCLUSIONE SOCIALE - AVVIATO IL TAVOLO ADOLESCENTI
- Tommaso Villa
Qualcosa si sta muovendo anche nell’area nord della provincia di Frosinone sul fronte delle politiche per gli adolescenti. Non è ancora un risultato, ma è un segnale che merita attenzione. Il progetto si chiama DesTEENazione ed è uno dei programmi nazionali dedicati alla creazione di spazi multifunzionali per ragazzi tra gli 11 e i 21 anni, finanziati nell’ambito delle politiche di inclusione sociale.
Nel Distretto socio-assistenziale FR A è stato avviato il Tavolo Adolescenti: scuole, Comuni e terzo settore hanno iniziato a confrontarsi per capire quali siano i bisogni reali dei giovani del territorio e come coordinare meglio i servizi esistenti. Un passaggio importante, perché mette attorno allo stesso tavolo chi, a vario titolo, ha a che fare ogni giorno con il mondo giovanile.
Il punto, però, è un altro: queste iniziative rischiano di restare sulla carta se non si traducono in luoghi e attività concrete. Per capire cosa potrebbe diventare DesTEENazione anche qui da noi, basta guardare a ciò che è già stato fatto a Firenze, dove uno spazio dedicato agli adolescenti è stato realmente aperto e reso operativo.
A Firenze il progetto ha preso forma dentro uno spazio fisico riconoscibile, frequentabile gratuitamente dai ragazzi. Non un semplice centro di aggregazione, ma un ambiente strutturato con educatori, psicologi e operatori sociali. Qui si svolgono laboratori di podcast, attività legate al digitale e al gaming educativo, percorsi su musica, teatro e sport, momenti di orientamento al lavoro e iniziative che coinvolgono anche le famiglie. L’idea di fondo è semplice: offrire ai ragazzi un luogo dove non siano solo destinatari di servizi, ma protagonisti.
Questo esempio mostra che il progetto può funzionare se c’è una regia chiara e la volontà di passare dalle riunioni operative alle aperture reali. Nell’area FR A il percorso è agli inizi, ma proprio per questo è il momento di accelerare. Servono spazi individuati, un piano definito e tempi certi. Altrimenti il rischio è che tutto si fermi alla fase di ascolto.
Non è una questione politica, ma di responsabilità verso una generazione che spesso lamenta mancanza di punti di riferimento e opportunità. Se esistono risorse e modelli già sperimentati altrove, il tema diventa capire come adattarli al nostro territorio. Il Tavolo Adolescenti può essere un buon punto di partenza. Ora però la sfida è trasformare un progetto nazionale in una presenza concreta nei nostri comuni. I ragazzi del territorio non hanno bisogno di slogan, ma di luoghi dove crescere, confrontarsi e costruire competenze utili per il loro futuro. E questo, più che un annuncio, è un impegno che andrebbe misurato sui fatti.