BOVILLE - LA SANTITA' NASCE DALLA VITA QUOTIDIANA

  • Tommaso Villa

«La santità non è qualcosa di astratto, ma nasce dentro la vita quotidiana, nel servizio agli altri, nella fede vissuta ogni giorno». Con queste parole S.E. Mons. Santo Marcianò ha richiamato il significato più profondo della festa patronale durante la Messa solenne celebrata ieri, domenica 15 marzo 2026, a Boville Ernica in onore di San Pietro Ispano, patrono del paese.

La funzione religiosa si è svolta nella chiesa di San Pietro Ispano, gremita di fedeli. Nel corso della celebrazione l’arcivescovo si è detto onorato di aver conosciuto la figura di San Pietro, sottolineando come la sua testimonianza rappresenti ancora oggi un esempio di servizio alla comunità e di fede concreta. Durante l’omelia ha richiamato le tre virtù teologali, fede, speranza e carità, indicando nel Santo patrono un modello capace di parlare anche al presente.

La celebrazione si era aperta con il saluto del parroco don Giovanni Ferrarelli, che ha dato il benvenuto all’arcivescovo nella sua prima visita ufficiale nella parrocchia di San Michele Arcangelo, ringraziandolo per la presenza nel giorno della festa patronale.

Il parroco ha poi voluto ricordare con commozione le tre vittime dell’incidente avvenuto nei giorni scorsi in autostrada, operai edili originari del comune di Acuto, i cui funerali sono stati celebrati nel pomeriggio dallo stesso arcivescovo. Don Ferrarelli ha sottolineato come la tragedia abbia colpito profondamente anche la comunità di Boville Ernica, «una realtà composta da tanti lavoratori dell’edilizia», suscitando un sentimento di partecipazione e vicinanza. A questo proposito l’arcivescovo ha aggiunto che gli operai sarebbero stati ricordati nella preghiera anche durante quella stessa celebrazione eucaristica.

Nel corso dell’omelia Mons. Marcianò ha inoltre parlato della comunità bovillense definendola una comunità di fedeli attenta e partecipe, capace di custodire con devozione la propria tradizione religiosa. Nel suo intervento l’arcivescovo ha inoltre ringraziato le autorità civili e militari presenti alla celebrazione, sottolineando l’importanza della collaborazione e della presenza delle istituzioni nei momenti significativi della vita della comunità.

La liturgia, accompagnata dal coro parrocchiale, ha visto la presenza delle monache benedettine, oltre a rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine: il comandante della Stazione dei Carabinieri, il comandante della Polizia Locale e il vicecommissario prefettizio, presente con la fascia tricolore in rappresentanza del Comune. Presente anche il gonfalone del Comune di Boville Ernica, a testimonianza del legame tra la comunità civile e la tradizione religiosa della festa patronale. Particolarmente intenso il momento della benedizione finale, che l’arcivescovo ha impartito con il braccio argenteo del Santo, pregando San Pietro di «fare da tramite con la parola di Dio e di proteggere i cittadini di Boville».

Al termine della celebrazione Mons. Marcianò si è recato nella grotta sottostante l’altare della chiesa di San Pietro Ispano, dove si trova il sarcofago con le reliquie del Santo, raccogliendosi per alcuni minuti di preghiera. Prima di lasciare la chiesa ha salutato e abbracciato molti fedeli, soffermandosi con un bambino al quale, tra i sorrisi dei presenti, ha posato sul capo la propria mitra.

Subito dopo la funzione ha preso il via la tradizionale processione, con il busto argenteo di San Pietro Ispano e il braccio reliquiario portati per le vie del paese tra la preghiera dei fedeli, la guida spirituale del parroco e le note del complesso bandistico “Aurora”.