CASSINO - LA PISTA MENNEA E' DI TUTTI
- Tommaso Villa
La pista "Pietro Mennea" dovrebbe restare di tutti, lo sport è diritto ed inclusione. Cassino merita dignità e trasparenza! L’ultima delibera di Giunta sull’accordo tra il Comune di Cassino e l'Università per la pista d'atletica "Pietro Mennea" rappresenta un punto critico che rischia di diventare un vero e proprio schiaffo alla cittadinanza e all'idea stessa di bene comune.
Ci sono luoghi in una città che sono luoghi dell’anima. La pista di atletica comunale è uno di questi: un simbolo di fatica, di riscatto, di sogni che corrono veloci. Dedicata a un uomo che ha insegnato al mondo che nessun traguardo è impossibile se ci si mette il cuore, questa pista appartiene a ogni singolo cittadino di Cassino. Oggi, però, attorno a questo bene comune si gioca una partita che va ben oltre la gestione tecnica o burocratica.
È una sfida che riguarda la trasparenza, la democrazia e, soprattutto, l’inclusione sociale. Si è passati da un'intesa triennale a una convenzione blindata per ben 5 anni. Un lasso di tempo lunghissimo che ipoteca una struttura pubblica fondamentale, sottraendola a qualsiasi ripensamento o riprogettazione a favore della città.
A fronte di questo utilizzo quasi esclusivo e della gestione affidata al C.U.S., il rimborso spese annuo previsto a favore del Comune passa da 700 a soli 1.000 euro all'anno. Una cifra simbolica e ridicola per un impianto di tale portata, che di fatto svende una risorsa pubblica al prezzo di un caffè al giorno. Il Comune ha utilizzato lo strumento dell'accordo tra enti pubblici per la gestione della Pista di Atletica.
Tuttavia, tale accordo non può diventare un espediente per aggirare le procedure a evidenza pubblica quando l'impianto viene di fatto gestito o co-gestito tramite soggetti terzi esterni, nel caso specifico il C.U.S. Cassino, a cui l'Università affida la gestione e la manutenzione ordinaria degli impianti in forza di una convenzione dedicata.
L'affidamento a terzi di un impianto sportivo aperto al pubblico, con relative tariffe e utilizzo organizzato, in assenza di un bando pubblico o di un'indagine di mercato (manifestazione di interesse), lede apertamente i principi di massima concorrenza, non discriminazione e trasparenza amministrativa. La cosa che ci lascia maggiormente delusi è che non siano state previste opzioni di accesso gratuito per la cittadinanza e i giovani.
A fronte di questa "svendita", ai cittadini di Cassino e ai nostri ragazzi non viene riconosciuto neanche il diritto fondamentale all'accesso gratuito in fasce orarie dedicate. Il bene resta pubblico solo sulla carta, mentre l'uso reale viene subordinato a logiche di tesseramento e tariffe. Ci saremmo aspettati una vigilanza certosina e una battaglia senza sconti da parte di tutta l'opposizione, oltre a qualche scatto d'orgoglio e un'astensione da parte di chi, nella maggioranza, dovrebbe avere a cuore la tutela dei beni pubblici. Invece, assistiamo al solito silenzio o a una sconcertante superficialità nell'avallare decisioni che penalizzano la comunità. Lo sport è un diritto, una necessità sociale e uno strumento di salute pubblica.
Chiediamouna revisione di questo accordo, con la previsione di una modalità gratuità d'accesso per i giovani, gli studenti e i cittadini residenti, in orari e giorni stabiliti e concordati. Il Regolamento per la gestione e l'utilizzo degli impianti sportivi comunali, richiamato nelle premesse della stessa delibera, sancisce l'eguaglianza dei diritti degli utenti, l'imparzialità e il divieto di qualsiasi distinzione basata su "condizioni fisiche" o economiche.
Bisogna allora prevedere una integrazione per inserire delle opzioni di accesso gratuito ed effettivo per i cittadini e per i ragazzi che si allenano con le handbike o che partecipano alle competizioni spinti dai propri compagni. Non è solo una questione di sensibilità civica, ma un obbligo giuridico legato al rispetto dei principi di accessibilità e funzione sociale dello sport pubblico.
Ci sono ragazzi straordinari con disabilità che si allenano e superano ogni giorno i propri limiti, giovani spinti con amore e determinazione nelle gare dai loro compagni. Questi atleti non chiedono un favore. Pretendono un diritto. L'accesso reale, continuativo e dignitoso a questa struttura cruciale non può essere un percorso a ostacoli. Lo sport è salute, è aggregazione, è solidarietà. È il sorriso di quel ragazzo che taglia il traguardo sulla sua handbike tra gli applausi.
Restituire la Pista "Pietro Mennea" a tutti i cittadini, garantendo pari dignità a ogni atleta, significa costruire una Cassino più giusta, più moderna e profondamente umana. Ci scandalizziamo per i recenti fatti di cronaca, per la mancanza di cultura o educazione dei giovani di oggi, che sembrano essere sempre più "annoiati", ma dimentichiamo che esiste un’altra emergenza silenziosa: l’analfabetismo motorio.
La ricerca scientifica e i grandi pedagogisti ci ricordano da sempre che il movimento è la base dello sviluppo cognitivo, relazionale e della salute dei nostri figli In un contesto sociale in cui i ragazzi muovono sempre meno il proprio corpo, il ruolo delle istituzioni locali dovrebbe essere quello di rimuovere le barriere all'attività fisica, non di alzare. Diamo spazi ai ragazzi e alternative. La scelta dell'Amministrazione Comunale di concedere in convenzione il campo sportivo all'Università, senza tutelare la gratuità e il libero accesso per la cittadinanza, va esattamente nella direzione opposta.
Un campo sportivo pubblico non è un semplice immobile da mettere a rendita o da delegare all'uso esclusivo di pochi, ma è un bene comune, un presidio di salute e di crescita per tutta la comunità. Barattare il diritto al movimento e alla fruizione pubblica dello sport in cambio di una convenzione che esclude i cittadini significa alimentare quell'impoverimento motorio e sociale che oggi tutti diciamo di voler combattere.
Maria Palumbo
Esponente del Partito della Rifondazione Comunista (PRC)- Cassino