AMBIENTE - BISOGNA BONIFICARE, NON RIPERIMETRARE

  • Tommaso Villa

L'onorevole Aldo Mattia , salito agli onori della cronaca alcuni mesi fa per aver dichiarato, in campagna elettorale, che il voto andava chiesto anche con mezzucci clientelari tanto cari al suo partito, ha di recente dichiarato che il Sin valle del Sacco va ridimensionato visto i recenti studi di Arpa sulla presenza di metalli e metalloidi dentro e fuori i confini del Sin.

Vorremmo ricordare all'Onorevole Aldo Mattia, come anche ad altri politici sia di cdx che di csx, che la Valle del Sacco è un vasto territorio situato tra le province di Roma e Frosinone, caratterizzato da enormi ferite ambientali e contaminazioni che hanno profondamente intaccato il suo tessuto sociale, ecologico e sanitario. Non a caso si tratta di uno dei luoghi più inquinati non solo in Italia, ma forse anche in Europa.

Un’ area sede, sin dagli inizi del 1900, di importanti attività industriali per la produzione di sostanze chimiche, esplosivi, carrozze ferroviarie, motori di lancio, etc. Il SIN Valle del Sacco è stato istituito ufficialmente il 2 dicembre 2005, con la Legge n. 248 del 2 dicembre 2005, dopo che nella primavera dello stesso anno era stato dichiarato lo stato di emergenza socio-economico-ambientale nell'area. Successivamente ridefinito nel 2008 come SIN "Bacino del Fiume Sacco" per far fronte all'inquinamento da β-HCH (beta-esaclorocicloesano).

Il perimetro della zona contaminata include i nuclei industriali di diverse città, tra cui Colleferro, Paliano, Anagni , Frosinone-Ceccano, Ceprano. Le diverse criticità ambientali della valle rappresentavano e rappresentano un fattore di rischio per la salute della popolazione residente. La presenza di grandi siti industriali, dell’autostrada, del termovalorizzatore,oltre che l’utilizzo massivo di biomasse (legna e pellet) per il riscaldamento, fanno sì ad esempio che i valori medi annuali delle concentrazioni di sostanze inquinanti siano più elevate della media regionale.

Inoltre la valle presenta una conformazione geografica che ostacola la dispersione degli inquinanti atmosferici. A questo si sommano l’inquinamento del suolo e delle acque dovuto ai rifiuti industriali. A Mattia e a chi la pensa come lui vorremmo chiedere se sanno cosa sia il lindano (di cui l’utilizzo è stato vietato nel 2001), il β-HCH, presente nel lindano, i solventi clorurati presenti nelle acque sotterranee, il Cromo esavalente etc etc.

A Mattia ed ai suoi vorremmo chiedere se sanno che ad affliggere il territorio della Valle del Sacco è anche la qualità dell’aria, motivo per cui la provincia di Frosinone è tornata recentemente sulle cronache quotidiane a seguito della pubblicazione del report di Legambiente “Mal’Aria di città 2024” sugli sforamenti dei limiti giornalieri di PM10, per cui Frosinone, con ben 70 giorni di sforamenti, risulta la prima in classifica, e a contendergli il primato è Ceccano.

A Mattia ed ai suoi seguaci vorremmo chiedere se sanno cosa sia il progetto INDACO, svolto in collaborazione con la ASL Roma 5 e con quella di Frosinone e coordinato dal DEP Lazio, nato per indagare lo stato di salute della popolazione residente nei 19 comuni del SIN. Lo studio “Coorte dei residenti”, svolto tra il 2007 e il 2018, conferma un effetto dell’esposizione ad inquinanti atmosferici in particolare su esiti respiratori e tumorali, evidenziando come la Valle del Sacco sia una delle aree della regione che presenta le maggiori criticità, costantemente riportate anche dai dati di ARPA Lazio.

A Mattia e a tutta la politica che è favorevole alla riperimetrazione del Sin vorremmo chiedere se ne sanno qualcosa sulla gestione dei rifiuti, i cui studi epidemiologici, come sostiene lo stesso DEP Lazio, vengono spesso utilizzati in modo strumentale per portare avanti tesi diverse, dal momento che il settore è al centro di forti controversie e interessi economici anche mafiosi. Invece di riconvertire la politica bipartisan ha preferito investire sui rifiuti. Discariche e inceneritori, nei primi anni duemila, funzionavano a pieno ritmo finché non si venne a scoprire della contaminazione da beta-esaclorocicloesano.

Alla politica bipartisan vogliamo chiedere di non dimenticare le pubblicazioni scientifiche sull’infertilità maschile, evidenziando l’esistenza di rilevanti rischi riproduttivi nella popolazione giovane sana della Valle del Sacco, persino peggiori di quelli riscontrati nella Terra dei Fuochi.

In ultimo vorremmo chiedere a Mattia e a quelli come lui : quanti altri morti ancora ci possiamo permettere prima che finalmente la smettiate di fare affari sulla pelle delle e dei cittadini ? Cosa ce ne facciamo di un posto di lavoro , precario e malpagato, se poi per quel lavoro ci ammaliamo e non possiamo nemmeno permetterci di curarci? Vi interessa tanto riperimetrare per reindustrializzare, ma poi su Stellantis non alzate un dito, perchè?

Sui dati Arpa si sta montando una farsa ignobile, che offende la memoria di quante e quanti si sono ammalati e sono morti in questa valle per colpa dell'inquinamento. Venti anni di Sin e nessun esponente politico si è battuto realmente per far si che ci fosse una vera bonifica, una vera e sapiente programmazione per una reale riconversione green del tessuto industriale. Viene naturale chiedersi che fine abbiano fatto i soldi per il SIN. In questi giorni sono stati tanti a scrivere contro le castronerie che sono state dette nel merito. Noi ci uniamo a loro e con loro siamo pronti a dare vita ad una nuova stagione di lotta. La memoria delle e dei tanti che sono morti in questa valle ci da la forza e il coraggio per combattere contro l'ignavia di chi mette il becero profitto al primo posto.

Gruppo ambiente -beni comuni

Prc-se Provinciale