CASSINO - SOLIDARIETA' A PAOLA POLIDORO
- Tommaso Villa
Le minacce uccidono la democrazia. Nessun bavaglio alla libertà di informazione. Solidarietà a Paola Polidoro. Il Partito della Rifondazione Comunista esprime la più totale, ferma e incondizionata solidarietà a Paola Polidoro, giornalista, donna e madre, ma ancora più semplicemente un essere umano meritevole di tutela nella propria dignità e libertà di espressione, per le gravissime e inaccettabili minacce ricevute sui social network a seguito del suo lavoro di cronaca sulla vicenda del sequestro della Villa Comunale.
Il commento indirizzato alla giornalista non può e non deve essere liquidato come una semplice critica, né un'opinione sopra le righe. È una minaccia violenta, mirata, che evoca deliberatamente metodi criminali con l'unico obiettivo di intimidire, silenziare e tappare la bocca a chi esercita liberamente il diritto-dovere di informare i cittadini. È l'archetipo del bavaglio, evocato con la precisione chirurgica di chi vuole colpire non solo la professionista, ma la persona nei suoi affetti e nella sua sicurezza quotidiana.
Quando si attacca una giornalista libera, si attacca la democrazia stessa. Al di là di ogni colore e opinione politica, non possiamo tollerare che il dibattito pubblico venga inquinato da unclima di odio così esacerbato. Di fronte a parole di tale gravità non c'è neutralità o silenzio che possa trovare giustificazione. Non si può essere complici del declino culturale del nostro territorio. Casi comequesto impongono per dovere morale di prendere una posizione netta. Tali comportamenti vanno denunciati e condannati, socialmente e moralmente ancora prima che giuridicamente. La Calabria e la Sardegna sono terre di lavoratrici, lavoratori e di riscatto sociale, non sinonimi di criminalità da utilizzare come strumento intimidatorio.
Accostare la Sardegna e la Calabria, terre di riscatto e di lotte sociali, a logiche di banditismo e sequestro è l'ennesimo riflesso di un'ignoranza becera che si commenta da sola. La violenza, nelle parole come nei gesti, non è mai forza, ma è l'ultima risorsa di chi non sa argomentare, di chi non riesce a reggere il peso del confronto. Chi minaccia non ha ragioni da difendere, ha solo la paura di chi ragiona meglio di lui. Tocca a tutti noi, a ciascuno, senza eccezioni, mettere all'angolo questa violenza: non con il silenzio compiacente, non con la neutralità comoda, ma con la scelta netta di stare dalla parte del dialogo.
Il confronto può essere duro, può essere scomodo, ma non può e non deve mai trascendere. Quando lo fa, smette di essere confronto e diventa sopraffazione. E la sopraffazione non merita risposta: merita condanna. A Paola va il nostro abbraccio. Il tuo lavoro è necessario, la tua voce è fondamentale per Cassino. Non sei sola.
PRC di Cassino