MONTECASSINO - FORTE E AUTOREVOLE MESSAGGIO DI PACE
- Tommaso Villa
L’eco dei bombardamenti e della distruzione di Gaza è arrivato ieri fin su a Montecassino, l’Abbazia che oltre 80 anni fa ha conosciuto l’orrore della guerra e della devastazione. A portare la sua testimonianza nel Monastero fondato nel 529 d.C. da San Benedetto è stato il Patriarca di Gerusalemme, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa.
Il Padre Abate Dom Luca Fallica e tutta la Comunità benedettina dell’Abbazia, lo hanno accolto a Montecassino per la cerimonia di consegna del Premio Pacis Nuntius 2026. Un riconoscimento che gli era stato assegnato a marzo, durante le celebrazioni per il transito di San Benedetto. In quell’occasione il Cardinale era intervenuto in collegamento da Gerusalemme, essendo impossibilitato a tornare in Italia. Nel video aveva annunciato la sua visita nel Monastero, in occasione di quella che, per il Calendario ecclesiastico, viene riconosciuta come la festa di San Benedetto. Il Cardinale ha mantenuto la promessa.
Nel suo saluto, il padre Abate Dom Luca Fallica ha detto: “Stiamo scandendo il cammino che ci condurrà a celebrare nel 2029 i 1500 anni dell’arrivo di san Benedetto su questo colle e della conseguente nascita di questa abbazia di Montecassino con alcune tappe incentrare su quattro cardini: pace, luce, comunione fraterna nella comunità e speranza. Il primo anno, che si conclude domani, 11 luglio, con la celebrazione della solennità di San Benedetto patrono d’Europa, è stato appunto incentrato sul tema della pace. Ed è proprio in questo percorso iniziale, che abbiamo pensato di istituire il premio Pacis Nuntius, assegnandolo a Sua Beatitudine il Card. Pizzaballa, il cui impegno per la pace è ben noto a tutti, anche a causa della drammatica situazione che attualmente grava sulla Terra santa. Pacis Nuntius, testimone, annunciatore, evangelizzatore di pace. Così San Paolo VI ha definito San Benedetto, proclamandolo patrono d’Europa, proprio qui a Montecassino, quando il 24 ottobre del 1964 è salito su questo Monte per consacrare la riedificata Basilica Cattedrale della nostra Abbazia. E lo ha fatto diventando lui stesso pellegrino di pace, per ricordare che erano stati gli uomini della pace a ricostruire queste mura che la guerra aveva distrutte. Testimone di pace è stato San Benedetto, lo è stato san Paolo VI, lo è ora il Card. Pizzaballa, al quale non può che andare la gratitudine nostra e degli uomini e delle donne della pace per quanto sta facendo, per le sue parole, i suoi scritti, i suoi gesti”.
L’attenzione della mattinata si è poi concentrata su quanto sta accadendo nel mondo ed in particolare in Terra Santa. “L’80 % di Gaza – ha raccontato il Cardinale Pizzaballa – è distrutta”. Parole che, pronunciate nell’Abbazia di Montecassino, rasa al suolo durante la Seconda guerra mondiale e simbolo del martirio bellico richiamano ferite ancora aperte.
“Non ero mai stato a Montecassino - ha confessato il Patriarca di Gerusalemme - essere qui per la prima volta, in questo luogo così carico di storia, trasmette una grande emozione”. Significativo, emozionante e soprattutto carico di speranza il messaggio lanciato dal Cardinale. “Il cambiamento – ha detto – deve avvenire dal basso. Bisogna lavorare a livello sociale e culturale e soprattutto, lavorare insieme, fare rete. San Benedetto ci ricorda che dobbiamo impegnarci ciascuno nel proprio contesto. Ognuno ha il dovere di fare qualcosa di diverso. Tutti hanno le loro responsabilità, a cominciare dal linguaggio che è la prima forma di violenza alla quale stiamo assistendo. I confini tra gli stati e tra i popoli resteranno, ma devono essere luoghi d’incontro e di passaggio. Sicuramente il cambiamento non avverrà in poco tempo, ma se ci crediamo e lavoriamo per questo, la pace arriverà”.
Al termine della cerimonia il Cardinale si è spostato nella splendida cornice del Chiostro dei Benefattori dove ad attenderlo per un omaggio musicale c’era una rappresentanza della Gendarmeria Vaticana diretta dal Maestro Stefano Iannilli. Un omaggio reso possibile grazie alla collaborazione di Gabriele Abbate ed il Commissario Mauro Colaiacomo. Al termine dell’intrattenimento musicale un altro momento suggestivo.
La scala che si affaccia sul chiostro del Bramante è stata interamente coperta con una bandiera della pace lunga 20 metri e realizzata completamente a mano. A conclusione della mattinata, il Cardinale si è recato nella Cappella delle Reliquie per l’adorazione della Santa Croce insieme ai cavalieri del Santo Sepolcro ed è sceso nell’Oratorio di San Giovanni Battista dove si è raccolto in preghiera nel punto più vicino alla reliquia di San Benedetto.