IL FATTO - TUTTI LAVORATORI IN NERO

  • Tommaso Villa

Prosegue senza sosta l’impegno dei Carabinieri della Compagnia di Pontecorvo nel contrasto al lavoro sommerso e nella tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Nei giorni scorsi, i militari della locale Stazione, congiuntamente al personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) e al personale tecnico dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL) di Frosinone, hanno condotto un'approfondita ispezione presso un cantiere edile situato nel territorio comunale pontecorvese.

Al termine delle operazioni, l'amministratore unico di una società a responsabilità limitata operante nel luogo del controllo è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, in quanto ritenuto responsabile di plurime e gravi violazioni normative.

Il quadro emerso durante il controllo ha evidenziato una situazione di totale irregolarità occupazionale. Sul posto, infatti, i militari hanno identificato quattro lavoratori e, dai successivi accertamenti, è emerso che l'intero gruppo – pari al 100% della forza lavoro presente nel cantiere – prestava la propria opera completamente "in nero", senza alcuna tutela contrattuale, assicurativa e previdenziale.

Oltre all'impiego di manodopera irregolare, gli ispettori hanno riscontrato gravissime carenze in materia di sicurezza, in violazione del D.Lgs. 81/2008, che mettevano a serio rischio l'incolumità degli operai. Nello specifico, è stato accertato che il datore di lavoro aveva omesso di redigere il Piano Operativo di Sicurezza (P.O.S.), di installare le necessarie protezioni contro le cadute nel vuoto al primo piano dello stabile in corrispondenza del vano scala, e di predisporre un idoneo quadro elettrico di cantiere. Inoltre, il titolare non aveva provveduto a nominare il Medico

Competente, omettendo di sottoporre il personale alla visita medica preventiva per l'idoneità psicofisica, e non aveva fornito ai lavoratori un'adeguata formazione in materia di salute e sicurezza. A peggiorare il quadro è emerso che l'impresa operava in totale assenza della "Patente a crediti per l'edilizia", requisito divenuto ormai fondamentale.

Alla luce delle gravi irregolarità riscontrate, è scattato immediatamente il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale, affiancato da un ordine di polizia giudiziaria di interruzione immediata dei lavori. Tali misure hanno comportato il conseguente allontanamento dell’impresa dal cantiere e il divieto assoluto di operare all'interno di qualunque sito sul territorio nazionale. A conclusione delle attività, a carico dell'amministratore della società sono state contestate ammende per le violazioni penali in materia di sicurezza per un totale di circa 10.000 euro, alle quali si aggiungono sanzioni amministrative, comprensive della maxi-sanzione per il lavoro nero e per le altre irregolarità, pari a complessivi 16.800,00 euro.