SORA CALCIO - OCCORRE CHIAREZZA E TRASPARENZA

  • Tommaso Villa

La nascita della SSD Sora Calcio 1907 rappresenta un momento importante per il calcio sorano. Dopo settimane di incertezza, un gruppo di imprenditori, professionisti e tifosi ha deciso di dare vita a una nuova società con l'obiettivo di raccogliere l'eredità sportiva di una gloriosa piazza che vive di calcio da oltre un secolo.

Il progetto è stato presentato pubblicamente. È stato annunciato un azionariato popolare pari al 10%, mentre il restante 90% delle quote sarà detenuto da Mario Russo. Nel comunicato ufficiale si parla di trasparenza, coinvolgimento della comunità e governance moderna.

Parole importanti. Ed è proprio perché il progetto si fonda sulla trasparenza che oggi alcune domande meritano una risposta chiara. La prima riguarda l'azionariato popolare. Quel 10% rappresenterà un reale potere di partecipazione oppure avrà un valore prevalentemente simbolico? I tifosi potranno nominare un componente del Consiglio di Amministrazione? Avranno un ruolo nelle decisioni strategiche oppure la loro sarà esclusivamente una partecipazione economica?

Ad oggi lo statuto della SSD Sora Calcio 1907 non risulta pubblicamente consultabile e le cronache giornalistiche riportano soltanto le linee generali del progetto, senza entrare nel dettaglio della governance. La pubblicazione dello statuto consentirebbe di chiarire definitivamente quale sarà il ruolo concreto dell'azionariato popolare.

Un secondo aspetto riguarda il ruolo delle istituzioni. Nelle scorse settimane il sindaco Luca Di Stefano, l'assessore allo Sport Naike Maltese e i professionisti incaricati hanno incontrato i vertici della FIGC e della Lega Nazionale Dilettanti per rappresentare le ragioni della città e chiedere la migliore soluzione possibile nel rispetto delle norme federali. Si tratta di un'iniziativa istituzionale del tutto legittima. Ma quale sarà il ruolo del Comune da questo momento in avanti? L'Amministrazione si limiterà al proprio ruolo istituzionale oppure sono previsti rapporti convenzionali con la nuova società per la gestione degli impianti o altre forme di collaborazione? Anche questo aspetto merita la massima chiarezza.

C'è poi la questione che più di tutte interessa i tifosi. Nel proprio comunicato ufficiale, la SSD Sora Calcio 1907 ha precisato che "la categoria nella quale la società sarà inserita non è ancora stata ufficialmente definita dagli organi competenti." È una precisazione importante. Perché conferma che la decisione spetta esclusivamente agli organi federali. Ed è proprio qui che nasce la domanda principale. In base a quale regolamento verrà eventualmente individuata la categoria di partenza della nuova società?

In questi giorni è stato spesso richiamato l'articolo 52 delle Norme Organizzative Interne della FIGC. Tuttavia il comma 10 disciplina espressamente le società di Serie A, Serie B e Serie C non ammesse ai campionati professionistici. La A.S.D. Sora Calcio 1907, invece, militava in Serie D. Quale disposizione regolamentare sarà quindi applicata al caso della SSD Sora Calcio 1907? Esiste una norma specifica oppure verranno applicate altre disposizioni federali?

Non è una polemica. È una richiesta di chiarezza. Resta poi aperta un'altra questione. Qual è oggi la posizione della A.S.D. Sora Calcio 1907? La mancata iscrizione alla Serie D non equivale automaticamente allo scioglimento della società. Ad oggi non risulta ancora pubblicato un provvedimento federale che chiarisca definitivamente la sua posizione giuridica e l'eventuale perdita dell'affiliazione e della matricola. Anche questo è un passaggio importante.

Infine, c'è un ulteriore interrogativo. A Sora esistono già società affiliate alla FIGC che partecipano da anni ai campionati federali, come la Vis Sora 07. Qualora la SSD Sora Calcio 1907 venisse ammessa in una categoria superiore, quale criterio regolamentare giustificherebbe tale scelta rispetto a società già affiliate e operative sul territorio? Perché non è stata puntata su questa per far rinascere il calcio a Sora e si è preferito imprenditori non sorani?

Sono domande che non mettono in discussione il progetto della nuova società. Al contrario. Proprio perché il calcio sorano merita di ripartire con basi solide, la migliore risposta sarebbe quella di rendere pubblici lo statuto della società e, quando la Federazione assumerà la propria decisione, indicare con precisione gli articoli del regolamento sui quali essa sarà fondata.

Perché la trasparenza non serve ad alimentare le polemiche. Serve a rafforzare la fiducia. Ed è proprio dalla fiducia, oltre che dalla passione, che si costruisce il futuro di una società sportiva. Non ci sembra giusto puntare solo sulla foga dei tifosi che pur di avere un progetto sono disposti a tutto.