CIOCIARIA - MERCATO IMMOBILIARE FERMO

  • Tommaso Villa

I numeri, freddi ma eloquenti, raccontano una verità che in Ciociaria si percepisce da anni: il mercato immobiliare è fermo e i prezzi restano tra i più bassi del Lazio. Non è un caso, ma il risultato di un insieme di fattori che si alimentano a vicenda.

l primo è demografico. La provincia perde residenti, soprattutto giovani, e meno popolazione significa meno domanda. A questo si aggiunge un reddito medio più basso rispetto ad altre aree del Lazio, che limita l’accesso al credito e quindi l’acquisto di immobili. I nostri borghi, però, non stanno perdendo solo abitanti: stanno perdendo servizi. Chiudono banche, supermercati, farmacie, uffici. E questo incide direttamente sul valore delle case: un immobile isolato, lontano da servizi essenziali, non può reggere le quotazioni, anzi finisce inevitabilmente per svalutarsi.

Poi c’è un tema strutturale: la mancanza di attrattività. Dove non arrivano investimenti, servizi e opportunità di lavoro, il mercato non cresce. Le città più dinamiche riescono a tenere, ma il resto del territorio fatica a trovare una propria identità economica.

Non mancano però segnali in controtendenza. In realtà come Arpino, ad esempio, il mercato mostra una vivacità diversa, sostenuta in larga parte da acquirenti stranieri attratti dai prezzi competitivi e dal valore storico dei borghi. Una domanda esterna che, però, non nasce da una crescita interna del territorio.

Infine pesa l’assenza di una strategia. Senza politiche attive di rilancio urbano, riqualificazione e valorizzazione, il patrimonio immobiliare rischia di trasformarsi in un capitale dormiente. Il risultato è un paradosso tutto ciociaro: case a prezzi accessibili, ma sempre meno possibilità o voglia di comprarle . Ed è qui che si gioca la vera partita del futuro.