ISOLA LIRI - ECCO IL PRIMO, VERO MUSEO

  • Tommaso Villa

A settembre Isola del Liri avrà il suo primo museo. E difficilmente avrebbe potuto trovare una casa più naturale. Sarà infatti inaugurata la Casa Museo Giustiniano Nicolucci, uno spazio interamente dedicato a uno dei figli più illustri della città e a una figura di primo piano nella storia dell'antropologia italiana. Ma la particolarità più affascinante è forse proprio questa: il museo nasce all'interno di Palazzo Nicolucci, nella casa dello stesso scienziato, negli ambienti nei quali visse, studiò, raccolse documenti e reperti e sviluppò una parte importante del proprio lavoro. Non quindi un luogo scelto molti anni dopo per ricordarlo, ma la sua casa.

L'iniziativa nasce per volontà di Amleto Iafrate, proprietario e promotore della Casa Museo, che da molti anni dedica una parte importante della propria attività di ricerca alla storia di Isola del Liri e, in particolare, alla figura di Giustiniano Nicolucci. Abbiamo avuto la possibilità di visionare in anteprima l'opuscolo che accompagnerà il nuovo museo, consegnatoci dallo stesso Amleto Iafrate. Le sue pagine anticipano un percorso che vuole restituire alla città non soltanto la biografia di Nicolucci, ma la dimensione scientifica e culturale di un uomo che nell'Ottocento seppe portare il nome di Isola del Liri ben oltre i suoi confini.

Giustiniano Nicolucci, nato a Isola del Liri nel 1819, fu medico, antropologo e studioso delle popolazioni umane. Nel 1857 pubblicò Delle razze umane, una delle opere che segnarono gli inizi dell'antropologia fisica in Italia. La data è significativa: il lavoro di Nicolucci precede di due anni la pubblicazione de L'origine delle specie di Charles Darwin, uscita nel 1859. Ed è proprio il nome di Darwin che ricorre frequentemente quando si approfondisce il pensiero dello studioso isolano. Nicolucci visse pienamente la grande stagione scientifica dell'Ottocento, confrontandosi con le nuove teorie sull'origine e sull'evoluzione dell'uomo.

Nel 1886 pubblicò anche Il Darwinismo secondo i più recenti studi, intervenendo direttamente in uno dei dibattiti scientifici più importanti del suo tempo. Oggi sappiamo quanto Darwin abbia rivoluzionato la conoscenza dell'evoluzione delle specie. Ma rileggere Nicolucci significa entrare nel laboratorio della scienza ottocentesca, quando molte delle domande che oggi hanno una risposta erano ancora territori da esplorare.

Nicolucci fu inoltre un grande raccoglitore e studioso di reperti. E proprio nella sua casa di Isola del Liri, quella che oggi si prepara a diventare museo, raccolse, studiò e catalogò una significativa quantità di materiale scientifico e una importante collezione di oggetti preistorici. Nel 1877 arrivò a pubblicarne un catalogo dal titolo che oggi assume quasi un significato particolare: Catalogo della collezione di oggetti preistorici dell'età della pietra posseduti da Giustiniano Nicolucci in Isola del Liri.

Quella indicazione geografica, “in Isola del Liri”, oggi sembra quasi chiudere un cerchio. Una parte importante delle sue raccolte scientifiche aveva nel frattempo già preso la strada di Napoli, dove il lavoro di Nicolucci contribuì alla crescita degli studi antropologici e alla formazione delle collezioni oggi conservate presso l'Università Federico II. E fu una fortuna. Perché gli ultimi momenti della vita dello scienziato furono segnati proprio dal fuoco.

Giustiniano Nicolucci morì a Isola del Liri il 15 giugno 1904, all'età di 85 anni, per le conseguenze delle gravissime ustioni riportate in un incendio domestico. Le ricostruzioni tramandate non coincidono completamente sulla dinamica: secondo la versione più conosciuta, un sigaro ancora acceso sarebbe caduto sulle lenzuola mentre Nicolucci dormiva; secondo un'altra testimonianza, l'incendio sarebbe stato provocato dalla fiamma di una candela. Quello che resta è l'immagine tragica di un grande uomo di scienza che conclude la propria vita proprio nella sua Isola del Liri.

Una parte del patrimonio si salvò perche era stato trasferito a Napoli. Quella notte il fuoco non portò via soltanto la vita di Nicolucci. È verosimile che tra le fiamme siano scomparsi anche libri, carte, oggetti, documenti e testimonianze rimaste nella sua abitazione, un patrimonio del quale oggi è difficile stabilire con precisione l'entità. Ed è anche per questo che la nascita di una Casa Museo proprio in Palazzo Nicolucci assume un significato particolare.

Quelle mura non rappresentano semplicemente il luogo nel quale oggi vengono esposti libri, documenti e reperti. Sono esse stesse una testimonianza. Sono gli ambienti nei quali Nicolucci visse, lavorò, raccolse materiali, sviluppò le proprie ricerche e attraversò l'ultima stagione della sua vita. Un luogo che ha conosciuto la ricerca e la passione scientifica, ma anche il dramma che ne segnò la fine.

La Casa Museo diventa così anche un modo per ricomporre una memoria che il tempo, gli spostamenti delle collezioni e probabilmente anche l'incendio del 1904 hanno in parte disperso. Non è difficile comprendere, allora, perché Isola del Liri abbia conservato nel tempo il nome di Nicolucci nella propria vita culturale e scolastica. Una delle storiche istituzioni scolastiche cittadine è stata intitolata proprio a Giustiniano Nicolucci e oggi quell'eredità continua nell'Istituto di Istruzione Superiore Nicolucci-Reggio.

Alla conoscenza dello scienziato isolano hanno dedicato negli anni un'attenzione particolare anche Amleto ed Edmondo Iafrate. I fratelli Iafrate rappresentano ormai una presenza costante negli studi sulla storia di Isola del Liri. Libri, pubblicazioni, documenti, ricerche sulla storia industriale e sui protagonisti della città testimoniano un lavoro portato avanti nel tempo con continuità. Quando si parla di Nicolucci, in particolare, i loro nomi ricorrono spesso.

Nel 2020 Amleto ed Edmondo Iafrate hanno curato e commentato la riproposizione de Il cranio di Dante Alighieri, legata a una lettera di Nicolucci all'antropologo Franz Pruner. Nel 2021 Amleto Iafrate partecipò inoltre al convegno Giustiniano Nicolucci – L'uomo, lo scienziato, la città, dedicato proprio all'approfondimento della figura dello studioso isolano. A questo si aggiunge il patrimonio raccolto nell'Archivio Fratelli Iafrate, nel quale sono conservati documenti utilizzati anche da altri studiosi per ricostruire vicende e protagonisti della storia cittadina. La Casa Museo rappresenta quindi anche il naturale sviluppo di un percorso di studio e ricerca durato anni.

Con la sua inaugurazione Isola del Liri avrà il suo primo museo, dedicato a un uomo che appartiene non soltanto alla memoria della città, ma alla storia della scienza italiana. E lo avrà proprio lì dove forse era più giusto che nascesse: dentro Palazzo Nicolucci, nella casa nella quale quello scienziato visse e lavorò. Questo renderà la visita qualcosa di diverso dalla semplice osservazione di reperti, libri e documenti.

Entrare nella Casa Museo significherà entrare fisicamente negli ambienti nei quali Nicolucci raccolse, studiò e si interrogò sull'uomo, in un'epoca nella quale l'antropologia stava muovendo i suoi primi passi come disciplina scientifica. Un luogo che potrà contribuire a far conoscere, soprattutto alle nuove generazioni, chi fosse realmente Giustiniano Nicolucci.

Ma la Casa Museo potrebbe rappresentare anche qualcosa di più. Sarebbe auspicabile che, una volta aperta, entrasse stabilmente a far parte dell'offerta turistica e culturale di Isola del Liri, diventando una delle tappe proposte a chi arriva in città per ammirare la Cascata Grande, percorrere il centro storico e scoprirne il patrimonio monumentale e industriale.

Anche la sua collocazione contribuisce al fascino del progetto. Palazzo Nicolucci sorge nel cuore del centro storico, in uno degli angoli più suggestivi di Isola del Liri, a pochi passi da uno degli accessi al Castello Boncompagni-Viscogliosi. Cascata, borgo antico, Castello e Casa Museo si trovano così raccolti in uno spazio urbano relativamente piccolo, con la possibilità di costruire un percorso culturale capace di raccontare al visitatore non soltanto la bellezza della città, ma anche gli uomini che ne hanno costruito la storia.

Ed è forse proprio questa la suggestione più bella. Perché spesso i nomi dei grandi uomini rimangono sulle targhe delle strade, sulle facciate delle scuole o dentro i libri. Da settembre, Giustiniano Nicolucci potrà essere conosciuto entrando direttamente nella sua casa. Una casa che custodì i suoi studi, vide nascere le sue ricerche, conobbe anche il dramma degli ultimi giorni della sua vita e che, dopo più di un secolo, tornerà finalmente a raccontare la storia dell'uomo che l'ha resa parte della storia della scienza italiana.