MONTE - PORRINO, IL PARCHEGGIO DELLA DISCORDIA
- Tommaso Villa
I lavori per il nuovo parcheggio pubblico in località Porrino di Monte San Giovanni Campano proseguono, ma la comunità appare sempre più disorientata e delusa. L’intervento, finanziato con denaro pubblico , viene percepito come inutile, ridondante e privo di una visione urbanistica coerente, soprattutto alla luce delle aspettative che i residenti nutrivano da anni.
A pochi metri dal cantiere si trova un parcheggio pubblico già esistente, spesso vuoto e considerato sovradimensionato rispetto alle reali necessità della frazione. Per molti cittadini, la scelta di costruire un secondo parcheggio appare un doppione privo di logica, un investimento che non risponde a nessuna esigenza concreta della comunità.
La delusione dei residenti è palpabile. Da anni, infatti, i Porrinesi speravano in un nuovo accesso alla frazione attraverso l’area di verde pubblico che potesse diventare il fulcro della frazione: un luogo di identità, una piazza capace di favorire la socializzazione, ospitare eventi, creare comunità.
Molti immaginavano un accesso diverso alla frazione, più armonico e più sicuro, che valorizzasse il verde pubblico e restituisse dignità urbanistica a Porrino baypassando via Maria. Invece, si ritrovano davanti a un’opera che – secondo la popolazione – non migliora la vivibilità, non crea spazi di incontro e non risponde alle aspirazioni collettive.
La sensazione diffusa è che sia stata persa un’occasione storica: la possibilità di dotare Porrino di un vero centro civico, un luogo simbolico e funzionale, sostituita da un parcheggio destinato alle auto e, come molti dicono con amarezza, ai carri funebri.
A preoccupare ulteriormente è l’accesso del nuovo parcheggio, che si innesta direttamente sulla Strada Regionale, in un punto noto per la scarsa visibilità e per la velocità dei veicoli. I cittadini parlano apertamente di un’opera “non funzionale” e “pericolosa”, chiedendo verifiche sulla sicurezza.
Il malcontento cresce se si osservano le scelte urbanistiche dei comuni limitrofi, dove negli ultimi anni sono state realizzate piazze più ampie, vivibili e moderne, capaci di diventare luoghi di aggregazione e identità. A Porrino, invece, si è preferito investire in un parcheggio che – secondo la popolazione – non risponde a nessuna reale esigenza collettiva.
Tra le vie della frazione circola ormai un soprannome ironico e amaro: il nuovo parcheggio viene chiamato “funerario”. Una definizione che nasce dalla percezione diffusa che l’opera servirà solo per i funerali, data la vicinanza con la chiesa e la mancanza di altre occasioni di utilizzo. La domanda che molti pongono è diretta: Questo parcheggio servirà davvero alla comunità o rimarrà un’opera destinata a essere usata solo nelle cerimonie funebri?
La critica principale riguarda la gestione del denaro pubblico: i cittadini ritengono che le risorse siano state impiegate male, senza una visione strategica e senza ascoltare le reali esigenze della popolazione. In un periodo in cui i comuni devono ottimizzare ogni euro, la scelta di costruire un parcheggio ritenuto inutile appare, per molti, in controtendenza rispetto alle buone pratiche amministrative
Il nuovo parcheggio di Porrino non è solo un’opera pubblica: è diventato il simbolo di una occasione mancata, di una comunità che chiedeva una piazza con un n nuovo ingresso alla frazione ed invece ha ricevuto un parcheggio. La frazione attende risposte chiare: perché rinunciare a un progetto di identità e socialità? E soprattutto, a chi servirà davvero questa opera?