AMBIENTE - LA DISCARICA ALLA NEWCO ROCCASECCA SRL
- Tommaso Villa
Il destino è cinico e baro. Non si è spenta l'eco dell'incendio della Remat che si riapre un altro inquietante fronte dall'altrettanto, se non più preoccupante impatto socio ambientale: la discarica di Cerreto nel territorio di Roccasecca.
E questa volta ad aprire il fronte non è un incendio doloso o il reiterato e clandestino sversamento di rifiuti, ma la stessa Regione Lazio che con la Determinazione Regionale n. G12011 del 4 settembre 2026, (BURL n. 72 dell’8 settembre) ha autorizzato la voltura dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) della discarica per rifiuti non pericolosi in località Cerreto, nel Comune di Roccasecca, trasferendo la titolarità dalla società Mad S.r.l. alla Newco Roccasecca S.r.l. Perchè? Forse per la gioia di tutti i bambini ciociari c'è un munifico mecenate che impietosito dall'attuale degrado ambientale della Ciociaria vuole bonificare tutto e costruire un parco gioco da far invidia a Disneyworld?
Oppure, dietro a questa decisione regionale si cela il progetto di una favolosa multinazionale interessata a fare di quella zona e di tutta la Ciociaria il nuovo El Dorado delle rinnovabili? Niente di tutto questo. Purtroppo, se il destino è cinico e baro, il Governatore Rocca ci vede benissimo e anche questa volta la Ciociaria è al centro di un crocevia particolare nel gravoso panorama della gestione dei rifiuti e se la sanità, per quanto il governatore si sforzi, è in coma, la tutela dell'ambiente e del lavoro è proditoriamente propagadistica e realmente inesistente.
Questa operazione estiva che non ha trovato il diniego dei nostri sonnecchiosi referenti regionali e nazionali, governo e opposizione che sia, lascia basiti. Se la Saf può sostenere con orgoglio che ha raggiunto l'obiettivo storico del non conferimento in discarica, perchè l'Ente Regionale reputa necessario, ripeto ad agosto, autorizzare la voltura dell'Autorizzazione Integrata Ambientale? Cosa dobbiamo aspettarci? Chi c'è dietro alla Newco Roccasecca Srl?
Non è necessario un sillogismo aristotelico per fare due più due. Ancora una volta, il futuro di questo territorio è messo in discussione. La desertificazione industriale, la devastante emergenza sociale in corso, l'incapacità di porre un freno all fuga dei giovani, sta sta portando la Ciociaria ad essere un ricettacolo di compromessi che renderà questo territorio terra di confine tra il lecito e l'illecito.
A chi giova tutto questo? Ma è proprio necessario rendere questa dignitosissima terra dalle gloriose origini achee, il vestibolo dell'inferno? La tutela della Ciociaria non si fa a parole, invito la popolazione, questa volta, a non transigere e a non cedere di un millimetro nella difesa dei diritti costituzionali che qualche grande azienda, già nota alle cronache, è pronta nuovamente ad attaccare.
Lorenzo Fiorini - PSI