ALATRI - LA CITTA’ RICORDA PERSONE ILLUSTRI

  • Tommaso Villa

Il prossimo 23 giugno sarà una data importante per la Città di Alatri. Si svolgerà, infatti la Cerimonia di intitolazione dei piazzali antistanti l'ospedale San Benedetto a quattro illustri persone, "Illustri figure che hanno segnato la storia e l'identità della nostra comunità cittadina - come recita la locandina a firma del sindaco di Alatri dottor Maurizio Cianfrocca.

Suor Maria Raffaella Cimatti, religiosa della Congregazione delle Suore ospedaliere della Misericordia, beatificata dall'allora pontefice Giovanni Paolo II il 12 maggio 1996; Don Giulio Alviti già cappellano dell'Ospedale civile di Alatri, penitenziere dell'allora Cattedrale di San Paolo e parroco della Parrocchia di Sant'Andrea apostolo in Tecchiena; Dottor Fernando David, chirurgo e direttore sanitario del San Benedetto; Signor Pietro Goretti benefattore. Sono questi gli illustri personaggi, a coloro la Città di Alatri aveva un debito che verrà colmato seppur simbolicamente con un' intitolazione che avverrà appunto il 23 giugno 2026.

Questo il programma della cerimonia che inizierà alle 18,30, ma che sarà preceduta dalla Messa solenne che verrà celebrata nella Concattedrale di San Paolo alle 17 e che sarà presieduta dall'arcivescovo Santo Marcianò in occasione del Dies natalis della Beata Maria Raffaella Cimatti. Alle 18,30, invece nell'area esterna del San Benedetto si svolgerà la Cerimonia di svelamento delle targhe commemorative alle quattro illustri figure.

Vogliamo ringraziare il sindaco della Città di Alatri dottor Maurizio Cianfrocca, l'addetto stampa del comune Giuseppina Carobolo, i membri de la Commissione Toponomastica sempre dell'ente di Piazza Santa Maria Maggiore, ed in particolar modo dell'amico Carlo Rossi autentica memoria storica cittadina, e all'amico dottor Enzo Rossi. Un ringraziamento doveroso al pronipote di Don Giulio Alviti, l'amico fraterno Giulio Rossi, la signora Marilinda Figliozzi e la nipote del dottor Fernando David, la gentilissima Dottoressa Maria Tecla Crisci che seppur momentaneamente impegnata nel lavoro ha voluto fornire testimonianze fotografiche del nonno Dottor Fernando David.

Queste le schede dei quattro personaggi che sono legati per la loro opera meritoria nel campo della sanità, (ma forse si era capito) in occasione del periodo del secondo conflitto mondiale nella nostra città.

Il Dott. Fernando David (nella foto) (1887–1948), nato ad Esperia, allora in provincia di Terra di Lavoro, ora provincia di Frosinone, fu direttore sanitario e chirurgo dell’ospedale civile “San Benedetto” di Alatri. Medico di grande competenza e profonda umanità, durante la Seconda guerra mondiale si dedicò senza sosta alla cura di centinaia di feriti e malati, civili e militari. Si distinse anche per il coraggio dimostrato nel contribuire a salvare l’ospedale dalla distruzione da parte dei tedeschi. Per il suo eroismo, la dedizione al lavoro e l’aiuto alla popolazione, è ricordato ad Alatri con grande gratitudine.

Pietro Goretti (Alatri, 26 ottobre 1868 - Alatri 9 luglio 1946) fu un benefattore appartenente a una famiglia benestante, ricordato per la sua profonda carità cristiana e la generosità verso i più poveri e i sofferenti. Nonostante il dolore per la perdita di due figli in giovane età, affrontò le difficoltà con grande forza e rassegnazione. Negli anni Trenta donò all’ospedale “San Benedetto” di Alatri i primi apparecchi radiologici, offrendo un importante servizio ai malati che erano costretti a spostarsi fuori città per sottoporsi agli esami. Contribuì inoltre al patrimonio artistico e religioso della comunità, donando la statua del Cristo Benedicente al cimitero cittadino e diverse opere d’arte sacra alla sua parrocchia. La sua figura è ancora oggi ricordata con gratitudine dalla città di Alatri per il suo esempio di solidarietà e altruismo.

Don Giulio Alviti (Alatri 6 giugno 1880– 3 ottobre 1950) fu un sacerdote di Alatri, ordinato nel 1903. Dopo essere stato cappellano e parroco a Tecchiena, nel 1936 divenne canonico penitenziere della cattedrale e cappellano dell’ospedale civile di Alatri. Durante la Seconda guerra mondiale si distinse per la sua dedizione ai malati e ai feriti e contribuì, insieme al direttore Fernando David, a salvare l’ospedale dalla distruzione da parte dei tedeschi. Ricordato per il suo spirito di sacrificio e la vicinanza ai sofferenti, morì nel 1950.

Beata Maria Raffaela Cimatti (1861–1945), nata a Faenza in una famiglia umile, entrò nelle Suore Ospedaliere della Misericordia dedicando tutta la vita all’assistenza dei malati. Infermiera e priora negli ospedali di Alatri e Frosinone, si distinse per la sua carità, umiltà e attenzione verso i sofferenti, considerandoli come membri della propria famiglia. Durante la Seconda guerra mondiale contribuì alla salvaguardia di Alatri dai bombardamenti. Fu beatificata da Papa Giovanni Paolo II nel 1996. Il suo motto era: «Ogni suora ospedaliera deve essere la mamma di chi soffre». Va ricordato che in quegli anni l'ospedale di Alatri era l'unico in funzione nella provincia e accolse feriti provenienti da ogni dove, il vecchio nosocomio ubicato in via San Francesco non poteva accogliere tutti quei feriti e così momentaneamente una parte di loro venne ospitato in una struttura nella Collina di Doni nel suburbio di Alatri. L'opera meritoria di questi illustri a vario titolo fu quella di far desistere gli ex alleati germanici dal radere al suolo l'ospedale che era stato minato e pronto alla distruzione.

Un'altra figura che si stagliò in quegli anni fu quella del vescovo monsignor Edoardo Facchini, per il suo impegno non soltanto ad Alatri, ma anche in favore delle popolazioni dei comuni viciniori e degli sfollati che giunsero nella nostra città. Da ricordare alcuni episodi a Trisulti, Collepardo e la sua opera tra la gente che fu "ospite" nel campo di Fraschette.

Bruno Gatta