SORA/ISOLA - IL PARERE DELL'EX SINDACO DI ARPINO

  • Tommaso Villa

Se posso permettermi, quello che mi fa incazzare di più non è la “gara” a chi ce l’ha più lungo, ma la mancanza di una visione, l’incapacità a contestualizzarla e a capire come agire per non perdere treni e per migliorare la qualità della vita di chi si amministra. Se un Sindaco lo si valuta per il famigerato “panem et circenses”, siamo messi male. Anzi, malissimo! Il problema risiede nella miopia dei Cittadini, senza generalizzare, per carità, i quali non hanno più la percezione di come stiamo scadendo.

Viviamo una involuzione generalizzata, ma se poi la risposta elettorale è sempre la stessa, dov’è il cortocircuito? Una volta non era così; si cooperava, si collaborava, si interagiva, si faceva squadra per tutelare IL territorio e non UN territorio. Si utilizzavano tutti gli strumenti a disposizione per la programmazione negoziata e non solo per lo sviluppo, appunto, di più territori che assieme formavano e tuttora formano un comprensorio. Il nostro, per quel che mi riguarda, è quello cosiddetto “sorano” (senza evocare vecchie dispute o insensate rivalità) o, se si preferisce, quello cosiddetto della “media valle del Liri”.

Credo sia chiaro ai più che Sora rappresenti il “capoluogo” di questo comprensorio e dovrebbe essere un sentire comune quello di pensare e dire …”uniamoci per uscire da questa palude che ci sta risucchiando”… Invece a prevalere è l’individualismo, è la competizione che poi, non me ne voglia nessuno, altro non è che una guerra tra poveri. Fare il Sindaco, oggi più di ieri, è cosa assai difficile e lo stesso dicasi per figure minori gerarchicamente ma non in ordine di importanza e dignità (assessori, consiglieri).

La gavetta e quindi l’esperienza, assieme alle capacità, rappresentano una condizione assolutamente indispensabile. Se poi, invece, diventa una tradizione patria o una sorta di lascito tra parenti, beh, alzo le mani, ma senza provare sdegno nella mancata reazione di un popolo addormentato e artefice del proprio destino. Con questo non ho affatto voluto criticare a prescindere o per partito preso, nessuno senta “deminutio”, piuttosto si guardi attorno per vedere meglio quel deserto molto ben raffigurato da quella foto. E come diceva un mio caro amico … “I foderi a combattere e le spade appese al muro”.

Fabio Forte ex sindaco di Arpino