VEROLI - LA CITTA' FESTEGGIA SAN BIAGIO E... I CELLITTI

  • Tommaso Villa

A Veroli oggi, 3 febbraio è il giorno di San Biagio, protettore della gola. La tradizione religiosa è nota: benedizione della gola, chiese frequentate, devozione popolare che resiste nel tempo. Accanto al rito religioso, però, c’è una consuetudine domestica che a Veroli conoscono tutti: i cellitti.

I cellitti sono biscotti casalinghi legati proprio alla festa di San Biagio. Non nascono come prodotto di pasticceria ma come dolce di famiglia, preparato in casa in occasione della ricorrenza. La loro forma è allungata e la tradizione popolare la collega al “dito benedicente” del santo, richiamando il gesto con cui, secondo la leggenda, San Biagio salvò un ragazzo soffocato da una lisca.

Sul nome non esiste una spiegazione linguistica ufficiale o documentata. Le fonti locali e gli articoli che ne parlano fanno riferimento alla tradizione orale: il termine “cellitti” indica questi biscotti allungati tipici della festa di San Biagio a Veroli. È uno di quei casi in cui l’uso popolare vale più del vocabolario.

La ricetta è semplice e diffusa in molte case verolane. Un chilo di farina 00, sei uova, circa 75 grammi di zucchero, un bicchiere di latte, un bicchiere di olio, scorza di limone grattugiata, mezzo bicchierino di liquore tipo Stock e mezzo di limoncello, tre bustine di lievito per dolci e un pizzico di sale.

Si impasta tutto insieme fino a ottenere un composto morbido, si formano filoncini allungati, si sistemano su teglia con carta forno, si spennellano con latte e si spolverano di zucchero. Cottura a 180 gradi per circa 40 minuti.

Non è una ricetta codificata da disciplinari o marchi. È una ricetta di comunità. Ogni famiglia ha la sua variante, qualcuno cambia i liquori, qualcuno riduce lo zucchero. Il punto non è la precisione, ma il gesto che si ripete.

I cellitti raccontano una cosa semplice: a Veroli le tradizioni religiose non restano solo in chiesa, ma entrano nelle case. E finché qualcuno continuerà a prepararli ogni 3 febbraio, questa usanza resterà viva senza bisogno di troppe parole.